“Qui a Baia delle Zagare sono anni che il privato ha monopolizzato l’uso della spiaggia. Questo andamento va a discapito del diritto pubblico sulla costa e del relativo uso in sicurezza”. Antonio Arena, 65 anni, mattinatese, da quasi quarant’anni operatore dei servizi turistici sulla perla dei Faraglioni di Baia dei Mergoli, è attualmente titolare in concessione annuale comunale del “Parcheggio da Ninotto, il Terzo Faraglione di Mattinata”, sito su un’ex area agricola di 600 metri quadri circa contenente 33 posti auto, localizzata sulla litoranea Mattinata-Vieste sulla strada provinciale 53. Da quando, in questi ultimissimi giorni, la già piccola area (una cinquantina di metri) di spiaggia ad uso pubblico di Baia delle Zagare Nord è stata interdetta per lavori, sono sorti gli ostacoli per gli avventori desiderosi di godersi la famosa spiaggia dei Faraglioni. Nei mesi finali del 2024, infatti, è stato avviato il cantiere appaltato dal Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Puglia. I relativi lavori, per un importo pubblico pari a 551.416, 33 euro, sono finalizzati al consolidamento e messa in sicurezza contro il rischio di dissesto geologico riguardanti Baia dei Mergoli e delle Zagare nel comune di Mattinata, all’interno di un intervento pubblico totale della Regione Puglia pari ad un milione di euro. Da pochi giorni, con l’approssimarsi della stagione estiva, gli interventi sono stati sospesi e la porzione di spiaggia libera al di sotto della falesia imperante (che ha visto una parziale copertura in rete metallica per la sicurezza) è stata “interdetta a persone estranee al cantiere”, come recita l’avviso “ai sensi del verbale n. 171 del registro delle consegne della Capitaneria di porto di Manfredonia”, secondo quanto contemplato dal citato articolo 34 del codice della navigazione. Ragion per cui, in questa stagione estiva, il già ristretto spazio ad uso pubblico di spiaggia nella parte settentrionale della Costa dei Faraglioni sarà inaccessibile per ragioni di incolumità. “Ma”, dice Arena, “i turisti, pur di godere del diritto pubblico di questa porzione di costa, violano il divieto ed approdano sulla spiaggia saltando la delimitazione di staccionata, dove non vi è un presidio di controllo”.
La problematica dell’uso pubblico in sicurezza di Baia delle Zagare risale indietro nei decenni, da quando questo splendido luogo naturalistico fu oggetto di insediamenti turistici privati che, come hanno denunciato più volte gli operatori del luogo come Arena, “di fatto hanno precluso agli avventori pubblici l’uso di via di accesso naturali in sicurezza. Ed allora l’unico tratto di collegamento che viene battuto è quello lungo circa un chilometro che porta dalla litoranea garganica Mattinata-Vieste sino alla spiaggia attraverso un canale che però è alluvionale”.
L’amministratore del parcheggio Da Ninotto, nella sua attività che svolge da otto anni dopo essere stato per un quindicennio gestore di un lido privato a Baia dei Mergoli, offre anche informazioni sull’uso della spiaggia, contemplato da direttive pubbliche sulla sicurezza. Questo perché, i turisti che parcheggiano nella sua area a pagamento, per raggiungere le Zagare, devono forzatamente attraversare un tratto di un chilometro che è di fatto un canale alluvionale.
“Al riguardo”, spiega Arena, “prima di far procedere all’acquisto del biglietto per il parcheggio, avviso i miei clienti della situazione di disagio in cui si verranno a trovare. A loro spetta la scelta di procedere o meno”. La via di collegamento alla parte settentrionale di Baia delle Zagare, che viene battuta dagli aspiranti frequentatori della piccola porzione di spiaggia pubblica, infatti, non è sicura.
L’ultimo campanello d’allarme è scattato il 19 settembre 2024 con una notizia che, documentata da video e fotografie, fece subito il giro del web. Accadde attorno alle ore 13,00 di una giornata fortunatamente di tarda stagione estiva, dunque non altamente frequentata. Ma tra le poche presenze a Baia delle Zagare si registrarono momenti di paura a causa di un violento acquazzone che si abbattè sulla zona, facendo franare e inondare attraverso il vallone di collegamento dall’alto della strada al basso della spiaggia, detriti di fango e acqua che hanno travolto il bar, sdraio e ombrelloni, trascinando gli oggetti in mare. Nello stesso momento, la furia dell’acqua travolse e distrusse la roulotte-bar del lido di Vignanotica mettendo in fuga alcuni bagnanti presenti in quel momento nella zona costiera più a nord.
Il bene delle spiagge è un problema che non riguarda solamente Baia delle Zagare, al centro da anni di polemiche sull’uso “blindato”. La questione è diventata nazionale, a seguito dell’applicazione della legge europea 123 del 2006, nota come direttiva Bolkestein. Questa stabilisce che “le concessioni per l’uso di risorse naturali scarse, come le spiagge, devono essere assegnate attraverso procedure trasparenti e competitive”. Tale direttiva mira a garantire la libera concorrenza e prevenire il rinnovo automatico delle concessioni, pratica che è stata comune in Italia per decenni.
Nel 2024 il Governo Meloni ha raggiunto un accordo con la Commissione Europea per riformare il sistema delle concessioni balneari. Secondo tale intesa, le concessioni esistenti saranno valide fino al 30 settembre 2027, con la possibilità di estenderle fino al 31 marzo 2028 in caso di contenziosi o difficoltà oggettive. Le autorità locali sono obbligate a bandire le gare per le nuove concessioni entro il 30 giugno 2027. E agli stessi enti amministrativi spetta il compito di fissare un tetto di uso delle coste di competenze destinate ai privati. In Puglia la percentuale stabilita è pari al 40%. Il restante 60% deve essere garantito ad uso pubblico.
E’ quanto dovrà verificarsi anche sulla meravigliosa costa delle Zagare, dove da anni, in ogni stagione estiva, si verifica un “contenzioso” tra spiaggianti di area pubblica ed area privata. Lampante, al riguardo, l’ordinanza del 2020 da parte dell’allora commissione straordinaria del Comune di Mattinata di rilasciare appena 20 pass giornalieri per l’uso non privato a Sud del lido dei Mergoli. Tale decisione fu spinta da ragioni di sicurezza, come il Comune spiegò: “Un sempre maggior numero di vacanzieri si intrattiene quotidianamente sui tratti di spiaggia libera sui quali vige il divieto di sosta, transito di mezzi e balneazione determinando, così, una situazione di grave, potenziale pericolo per l’incolumità pubblica”.
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)
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