È arrivata la condanna di primo grado per l’ex sindaco di San Nicandro Garganico Nino Marinacci, già parlamentare della Repubblica, per la vicenda dei diplomi falsi. Lo scorso 9 luglio il Tribunale collegiale di Foggia ha emesso la sentenza nei confronti del principale indagato, ritenuto l’ideatore dell’organizzazione preposta al rilascio di documenti e attestati presumibilmente falsi, come emerso nel corso di un’indagine conclusa nel gennaio 2023 dalla Guardia di Finanza di Foggia. Il giudice lo ha condannato a sette anni e sette mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere, truffa, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, falsità materiale commessa in certificati o autorizzazioni amministrative, contraffazione e utilizzo di sigilli pubblici contraffatti, e induzione in errore di pubblici ufficiali, dichiarando Marinacci interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione durante la pena e incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per cinque anni. Il provvedimento è giunto al termine di un’articolata attività investigativa durata oltre un anno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia. Nel dispositivo della sentenza viene dichiarato di non doversi procedere per altri capi d’imputazione per difetto di querela nei suoi confronti. Nicandro Marinacci, unitamente ad altri indagati, avrebbe prodotto e commercializzato diplomi e attestati falsi – principalmente per il titolo di Operatore Socio Sanitario (O.S.S. e O.S.S.S.) – che sarebbero stati utilizzati da centinaia di persone in tutta Italia per l’accesso illegittimo a concorsi pubblici, graduatorie ATA e assunzioni sanitarie. Le indagini avevano portato, nel complesso, a tre arresti, 36 perquisizioni e 33 indagati. Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, alcuni falsi titoli sarebbero stati venduti per cifre fino a 25.000 euro, coinvolgendo anche soggetti inconsapevoli, tratti in inganno dai sedicenti istituti di formazione, operativi in Capitanata e in altre province italiane.
Per gli altri due soggetti sottoposti a misura cautelare personale nel corso dell’operazione e per gli altri imputati, si è ancora in attesa della pronuncia di primo grado. L’attività investigativa, condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di San Nicandro Garganico, con l’ausilio di altri Reparti del Corpo, ha visto interessate le province di Foggia, Napoli, Salerno, Avellino, Pescara e Barletta-Andria-Trani. Il procedimento conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a tutela della legalità, della trasparenza nei concorsi pubblici e della credibilità delle istituzioni formative. Come di prassi, gli inquirenti ricordano che la posizione delle persone attualmente imputate o condannate è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino ad eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna. A gennaio 2023 fece scalpore la notizia dell’arresto dell’ex deputato di Forza Italia e del figlio Enzo, che era consigliere comunale di minoranza oltre che ex candidato sindaco. Il primo, oggi 70enne, finì in carcere, mentre per il figlio 38enne fu disposta la misura degli arresti domiciliari, così come per il terzo indagato raggiunto dall'ordinanza di misura cautelare, il fidato segretario Roberto Melchionda. Le prime denunce, che determinarono l’inchiesta, giunsero da vincitori esclusi dalle graduatorie del concorso pubblico indetto per il Policlinico Riuniti di Foggia durante il periodo Covid, che non si erano visti riconoscere i titoli presentati all’esito delle successive verifiche. Nella propria ordinanza il gip Antonio Sicuranza definiva il Centro Studi dell’Istituto Manzoni come la “vera e propria base operativa del sodalizio criminale”, riferendosi ai tre arrestati come a “veri perni e continui alimentatori di una rodata macchina del falso”. Il magistrato aggiungeva che l’istituto scolastico e di formazione professionale era esistente sin dal 1987, “sì che consente ai suoi sodali, nonché organizzatori, di poter contare su una solida, e pertanto assai efficiente, perciò assai più pericolosa, struttura organizzata per la collaudata macchina del falso”. Ma i presunti reati sarebbero iniziati nel 2017. “Dietro la parvenza di un istituto scolastico (parificato) professionale, inesistente ed affermato da anni sul territorio locale, il sodalizio criminale ha costruito una vera e propria fabbrica del falso, pronta a formare documenti falsi di ogni sorta dietro il pagamento di lauti compensi, essendo inconfutabilmente emerso che, utilizzando lo schermo legale dell’istituto, è stata letteralmente prodotta una messe di certificati, diplomi abilitanti, titoli, attestazioni e diplomi di maturità, su commissione di soggetti interessati (disposti a pagare somme di denaro anche consistenti) a venire in possesso di falsi documenti attestanti inesistenti abilitazioni professionali (O.S.S. E O.S.S.S.) o 'anzianità di servizio' con il fine di vedersi assunti presso le pubbliche amministrazioni (strutture sanitarie e scolastiche perlopiù) o di incrementare i punteggi degli interessati nelle relative graduatorie pubbliche”, continuava l’ordinanza. “La societas sceleris in argomento si apprezza per la sua capacità operativa conclamata della certa redditività del ‘core business’ di natura truffaldina, capace di attrarre privati disposti a pagare somme anche consistenti pur di acquistare i titoli e le attestazioni falsi letteralmente fabbricati dal sodalizio, che insiste senza sosta nell’adottare lo stesso schema criminoso in ragione delle collaudate esperienze precedenti”. Marinacci senior appariva al gip “un vero e proprio dominus chiamato ad avere l’ultima parola sia in relazione agli accordi contrattuali illeciti che rispetto alle modalità di svolgimento e gestione dell’attività illecita”, “un vero e proprio punto di riferimento per il sodalizio e per l’intera comunità locale, che fa a lui riferimento per ottenere, dietro pagamento di compenso, ogni tipo di titolo, certificazione ed attestazione falsa o comunque 'agevolata' da percorsi formativi fittizi, illegittimi o comunque irregolari”.
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