"Montenero brucia. Il Gargano brucia. Un pezzo del nostro cuore è andato in fumo. Stanotte abbiamo vissuto l’inferno. Oggi pomeriggio mi ritrovo da solo sul fronte del fuoco… davanti a me lo scempio: tutto in fumo, brucia l’azienda agricola Montenero. Una ferita profonda per questa terra patrimonio di tutti. Una parte di me è andata via con quel fuoco, e non perché non ci fosse la voglia di lottare, ma perché a mani nude non si spegne un disastro. Ho visto ragazzi con le frasche provare a domare l’indomabile. Pochi volontari, ma veri, con la schiena piegata e l’anima a pezzi. Allevatori in lacrime, che cercano di salvare ciò che hanno costruito in una vita".
"E intanto il fuoco avanza, ha raggiunto le porte della Difesa San Matteo… un altro colpo al cuore. E mi domando: com’è possibile tutto questo? Dov’è chi dovrebbe esserci in queste ore? Dove sono gli ambientalisti da scrivania, quelli dei post poetici e delle promesse verdi, quelli che spariscono quando la terra chiama davvero? Questo non è uno sfogo, non è una polemica sterile. È la cruda realtà. Se si ama la natura, bisogna esserci. Con le mani, con la fatica, con il coraggio. Non bastano le parole, servono le persone. Oggi speravo di vedere una folla con le frasche in mano. E invece ho visto solo il silenzio e le lacrime di chi ha perso tutto in un attimo. Il bosco non è solo nostro: è di tutti, e tutti dovremmo difenderlo".
"Grazie di cuore a chi si è speso, chi ha rischiato, chi c’è ! Noi non dimenticheremo. Ma non smetteremo neanche di chiedere: dove siete quando serve davvero?".
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