Una nuova destinazione, con nuove funzioni d’uso, attende la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo. Di origine medievale (XII sec., matrice romanico-pugliese), situata fuori delle mura antiche lungo l’itinerario storico dei pellegrini verso la Sacra Grotta di San Michele, la chiesa è sottoposta a regime di tutela della Sovrintendenza di Foggia-BAT, e risulta catalogata come bene ecclesiastico, sebbene da tempo non sia più destinata al culto, avendo perso la sua funzione religiosa. Il Comune della città dei due siti Unesco aveva programmato già a fine 2020 di intervenire sul bene con una progettazione finalizzata al recupero ed alla riqualificazione, individuando lo Studio di architettura Regolo e rivolgendosi direttamente a Giuseppe Tortorici, co-founder e CEO della società con sede legale a Parma che si avvale della consulenza di numerosi professionisti. La collaborazione tra l’amministrazione a guida D’Arienzo e Tortorici era già in corso con l’importante progetto di rivitalizzazione dell’asse della centrale Via Giuseppe Verdi, che la stessa amministrazione volle porre al centro di una robusta campagna di promozione, presentandola come un’operazione di grande impatto estetico e funzionale da affiancare agli altri capisaldi della proposta turistica. Il cantiere di Via Verdi è diventato un laboratorio per la rigenerazione che ha dato vita a cinque nuove attività: il ristorante gourmet Profumo, la gelateria San Benedetto, un bB&B, la sede di uno studio di architettura ed un’agenzia immobiliare. Tutte le attività realizzate sono state acquistate da operatori locali, mentre appunto per il designer e imprenditore si profilava l’avvio della progettazione sulla chiesa sconsacrata. “Alla fine del 2020 l’architetto Giampiero Bisceglia, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, e l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Vergura, mi chiedono di redigere e di presentare ai loro uffici un progetto preliminare ed esecutivo completo di piano economico, analisi economica delle opere edili ed impiantistiche, oltre ad un progetto dell’arredo e dei corpi illuminanti”. Tortorici prende in carico la richiesta e affida all’architetto Italo Iemmi, che aveva già lavorato alla realizzazione del B&B, il compito di redigere la progettazione dello studio di fattibilità per la parte tecnica. “Io preparai invece la parte tecnico-economica – chiarisce a l’Attacco Tortorici -. La stima preliminare era di circa 700mila euro, e oltre a tutti gli interventi per il recupero ed il risanamento della chiesa, nella parte che riguardava il cambio d’uso, la relazione conteneva anche le indicazioni per la realizzazione di una sala da adibire a sede del consiglio comunale e di un piccolo teatro prevalentemente destinato ad attività di associazioni e fondazioni”.
A gennaio 2021 Tortorici inoltra la relazione tecnico-economica seguendo una procedura del tutto irrituale: “Mi fu chiesto espressamente di inviare il materiale non seguendo i canali ufficiali delle PEC degli uffici comunali, ma di mandare tutto alla mail personale di Bisceglia, ed io così feci – spiega Tortorici, mostrando a l’Attacco la documentazione a supporto di quanto sostenuto e le tavole complete del progetto -. Da quel momento non ho ricevuto più alcuna risposta o riscontro”. C’è anche una mail dello stesso architetto Iemmi, datata 10 febbraio 2021, nella quale il professionista inoltra il progetto all’assessore Vergura, restando a disposizione per chiarimenti ed eventuali varianti da apportare. Anche in questo caso non ne è seguita alcuna risposta.
Un atteggiamento che Tortorici non sa motivare ma che ritiene grave e che prefigura un cambiamento nei rapporti, senza spiegazione alcuna: “Eppure abbiamo fatto più incontri e sopralluoghi nella struttura con Bisceglia, con lo stesso assessore Vergura e altri dipendenti del Comune, anche perché le chiavi dell’immobile ce le avevano loro, io senza un contatto diretto con loro, quotidiano e costante, non avrei mai potuto sviluppare un progetto per un immobile chiuso”.
Nessuno si fa più sentire dal Comune, fino a quando Tortorici non viene a sapere nel novembre 2024 dello stanziamento di 345.000 euro da parte della Regione Puglia proprio per il restauro della storica Chiesa di Sant’Antonio Abate. “Allora mi rifaccio vivo, pensando che la progettazione che ho consegnato senza ricevere alcun compenso possa essere finalmente resa esecutiva con un incarico ufficiale – racconta il designer -. Ho scritto su whatsapp a Bisceglia, rallegrandomi per l’avvenuto finanziamento e chiedendo come ci si sarebbe dovuti muovere per seguire l’iter previsto per gli incarichi, e l’architetto mi risponde telegrafico che avrei dovuto chiedere a Vergura. Cosa che ho fatto, tramite messaggio su whatsapp, riallegando anche il progetto dello Studio Regolo. Chiedevo in sostanza se c’era un modo per ricevere l’incarico per la progettazione richiestami e già portata a termine e per eventuali affidamenti per i lavori a venire. Ma anche in questo caso non ho ricevuto alcuna risposta. Nessuna risposta anche ai miei tentativi di raggiungerli telefonicamente”.
E siamo al 23 aprile di quest’anno, quando con determina gestionale del responsabile del settore tecnico, il Comune approva l’affidamento diretto dei lavori di restauro conservativo e manutenzione straordinaria del gioiello architettonico alla ditta Restauri Edili Monumentali di Matteo Notarangelo, con sede in Monte Sant’Angelo, oggi impegnata sul cantiere. “Nello stesso atto si legge che il progetto esecutivo è stato redatto dall’architetto Giampiero Bisceglia, quando in realtà nelle loro mani c’era già il mio preliminare. L’idea di farne la sede del consiglio comunale ed un contenitore culturale infatti era già scritta nella mia relazione tecnica”.
Tortorici a questo punto non trova altra via per tutelare i propri diritti che rivolgersi ad un legale di fiducia e denunciare tutto alla Procura della Repubblica, come racconta a l’Attacco: “Sono andato in Procura e ho sporto la mia denuncia nella quale vengono contestati i reati di appropriazione indebita e falso in atto pubblico, poiché hanno dichiarato di aver sviluppato il progetto all’interno della tecnostruttura, ma è evidente che così non è”. La Procura si è tempestivamente messa in moto, con l’acquisizione di tutta la messaggistica e le numerose mail di cui resta traccia su numeri ed indirizzi privati di Tortorici, Vergura e Bisceglia.
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