I casi di abusivismo edilizio e di cambio di fatto di destinazione d’uso degli immobili sono così conclamati a Manfredonia da non fare notizia. Intere zone della città ne sono afflitte: dai poderi demaniali di Siponto alla zona ASI adiacente al Bacino alti fondali (ovvero il porto industriale). A fare notizia può essere, tutt’al più, è la decisione del Comune di agire contro tali violazioni di legge con ordini di demolizione e di ripristino. Negli scorsi anni, a partire dal periodo di gestione commissariale di Palazzo di città, ci sono stati numerosi interventi che hanno colpito gli occupanti degli immobili nell’area dei Polder (tra cui vari pregiudicati noti). Poi c’è stata la raffica di ordinanze di demolizione per le famiglie che vivono nelle due “Torri” in via Calle del porto, zona ASI, edifici che dovrebbero ospitare uffici e che invece vedono quasi soltanto abitazioni private. I sopralluoghi della Polizia municipale hanno costretto tali condomini a demolire gli allacci per le cucine, salvo poi rimettere tutto in funzione. Almeno fino alla successiva visita dei vigili urbani. L’ultimo caso in cui l’amministrazione comunale ha deciso di attivarsi attiene alle vicine palazzine vista mare - sempre in zona del Consorzio ASI e con affaccio sul porto industriale – che però, a differenza delle due Torri, hanno come destinazione d’uso quella di residence. Doveva sorgere una struttura ricettiva 4 stelle, invece ci sono solo case adibite a residenze private. Una situazione a tal punto pubblica che sui siti specializzati compaiono annunci di locazione.
A firmare l’ordinanza di ingiunzione alla demolizione per gli abusi realizzati nelle palazzine C1, C2, C3 e C4 in località Calle del porto è stato, lo scorso 18 settembre, il dirigente dell’urbanistica, l’ingegnere Lucio Barbaro. Vi si spiega che a maggio scorso era stata contestata all’impresa Rinascita società cooperativa arl, con sede sempre in località Calle del porto e guidata dal presidente Matteo Stelluti, in qualità di proprietaria delle unità immobiliari facenti parte di un lotto industriale commerciale, direzionale e ricettivo, nonché in qualità di autore delle opere edilizie, l’avvenuta realizzazione – in zona porto ASI presso il complesso turistico alberghiero palazzina lotto C1, palazzina lotto C2, palazzina lotto C3 e palazzina lotto C4 - di opere edilizie in difformità al permesso di costruire del 2010 e in assenza di permesso di costruire, con cambio di destinazione d’uso da residence turistico alberghiero ad abitazione.
Sono stati fatti giardini di pertinenza esclusiva degli immobili al piano rialzato, modifiche interne, cambio di destinazione d’uso con opere degli immobili prima destinati a complesso turistico alberghiero in dieci unità abitative residenziali autonome. Mentre i servizi obbligatori per la struttura alberghiera (reception, dispensa, sala, sala coffee break, bar, zona lavaggio, sala colazione, wc disabili, wc spogliatoio zona servizi previsti) sono stati soppressi, trasformati e modificati in unità immobiliari ad uso abitativo residenziale stravolgendo di fatto la destinazione d'uso dell'intero compendio turistico alberghiero a 4 stelle, realizzando 41 singole ed autonome unità immobiliari ad uso abitazione ed una singola unità immobiliare ad uso ufficio. E questo solo per quanto concerne la palazzina C1. Nella palazzina denominata C2 altri abusi con cambio della destinazione d’uso con opere degli immobili prima destinati a complesso turistico alberghiero in 10 singole unità abitative residenziali autonome. E lo stesso è avvenuto nelle altre due palazzine C3, dove sono nate 11 singole unità abitative residenziali autonome, e in quella denominata C4, con 11 singole unità abitative residenziali autonome.
“I lavori, realizzati senza il nulla osta del Consorzio ASI di Foggia, sono da ritenersi realizzati senza titolo edilizio valido”, ha sottolineato Barbaro. “Ogni unità immobiliare abitativa è utilizzata di fatto come residenza dei vari soci della cooperativa la Rinascita o parenti dei soci; inoltre sono stati reperiti atti di locazione a scadenza trimestrale e annuale rinnovabili automaticamente”. In totale ci sono oggi, al posto del previsto residence turistico alberghiero, ben 41 abitazioni e un ufficio, “determinando una variazione essenziale della destinazione d’uso tra categorie diverse, ed in particolare da produttive a residenziale”. Il dirigente evidenzia, tra le altre cose, che “non è stato richiesto il preventivo consenso del Consorzio ASI che autorizza il trasferimento di proprietà del compendio produttivo residenze turistici alberghieri dalle imprese Folaghe srl di Migliorin Angela, Brauhaus Engel sas, TA.Ri srl, alla coop La Rinascita avvenuto nel 2021”.
Per tali motivi è stato ingiunto all’impresa La Rinascita la demolizione dello stato dei luoghi entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento senza pregiudizio delle sanzioni penali, provvedendo inoltre al ripristino dello stato dei luoghi, con l'avvertimento che in caso di inadempimento si procederà alla esecuzione d'ufficio dei lavori. Il dirigente ha infine spiegato che se il responsabile dell’abuso non avrà provveduto alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di 90 giorni dall'ingiunzione, le opere abusive e l'area di sedime saranno acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune, come pure che l'accertamento dell'inottemperanza alla ingiunzione a demolire costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari e che in caso di inottemperanza saranno applicate le sanzioni pecuniarie.
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