Fascicolo scomparso al Tribunale di Foggia, rabbia di madre e figlia: che fine hanno fatto gli atti?

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Lo smarrimento di fascicoli nei tribunali italiani rappresenta un fenomeno tutt’altro che raro e dalle conseguenze potenzialmente gravi. La perdita, temporanea o definitiva, di documenti giudiziari non solo rallenta l’iter processuale, ma mina profondamente la fiducia dei cittadini nella macchina della giustizia. Dai casi civili ai processi penali, i fascicoli scomparsi creano vuoti di memoria giudiziaria e aprono interrogativi sulla gestione, la sicurezza e la digitalizzazione degli archivi giudiziari. Lo smarrimento di un fascicolo non è un semplice disguido burocratico: può compromettere l’esito di un processo, causare ritardi di mesi (se non anni), o addirittura comportare la prescrizione del reato. In alcuni casi, ha portato alla necessità di rifare interamente il processo, con un aggravio di costi per lo Stato e un allungamento dei tempi di giustizia per le parti coinvolte. Secondo il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), i casi di fascicoli “dispersi” sono segnalati ogni anno in varie sedi giudiziarie, da Milano a Napoli, passando per Roma e Palermo. I motivi sono molteplici: disorganizzazione degli archivi, personale insufficiente, mancanza di strumenti informatici adeguati, oppure semplicemente negligenza. Il 30 settembre scorso, la redazione de l’Attacco riceve una segnalazione di un fascicolo smarrito presso il Tribunale di Foggia. Entrando in contatto con la famiglia foggiana, protagonista dello spiacevole evento, abbiamo potuto tracciare una linea della situazione. Quello che traspare dalle due donne sentite, madre e figlia, è una netta sfiducia nei confronti della giustizia. “La giustizia non esiste”, dicono esprimendo la propria rabbia. “Mi pento di aver studiato per anni Giurisprudenza”, rincara la dose la figlia. Sono quasi cinque mesi che, nonostante i ripetuti tentativi, non riescono ad entrare in possesso del fascicolo contenente gli atti processuali del padre di famiglia. La prima volta che l’avvocatessa si interfacciò con la segreteria del Tribunale fu il 24 maggio scorso. La ricerca continuò fino al 29 luglio, ma del fascicolo neppure l’ombra. Il 15 settembre scorso, il responsabile dell’archivio generale gli rilasciò un’attestazione certificante quanto segue: “[…] dopo reiterate ricerche effettuate anche personalmente, non è stato rinvenuto il fascicolo negli archivi del Tribunale di Foggia”. Mercoledì 1° ottobre, i due coniugi si sono recati nuovamente in Tribunale per sollecitarne la ricerca. Un responsabile gli ha comunicato che si sarebbe impegnato personalmente nella ricerca all’interno dell’archivio e che sarebbero potuti tornare lunedì 6. Ma, due giorni fa, la speranza ha fatto posto alla delusione e alla rabbia della famiglia. Colui con cui avevano parlato la settimana prima non era presente, mentre vi era in quel momento il responsabile che rilasciò l’attestazione a settembre. Che ha ribadito, senza alcuna premura, quanto scritto nella certificazione rilasciata un mese prima. 

Tuttavia, la banca dati presente sui computer del Tribunale attesta la presenza, dal giugno del 2023, del fascicolo nell’archivio fisico. Un controsenso che avremmo voluto approfondire con il Presidente, o quanto meno con la segreteria del Tribunale. Ma, nessuna risposta ci è pervenuta nel tentativo telefonico. 

Un fascicolo che esiste soltanto in formato cartaceo. Perché essendo datato 2017 – mentre le operazioni di digitalizzazione sono state avviate nel 2019 – non è presente in formato elettronico. L’udienza ha i giorni contati, la prossima settimana il signor C. si recherà in Tribunale con al suo fianco l’avvocatessa, alla quale mancherà una parte della documentazione fondamentale per poter offrire una difesa efficiente.

Numerosi, nel corso degli anni, i casi di smarrimenti nel panorama nazionale: nel 2009 presso la sezione Lavoro del Tribunale civile di Bari scomparvero quarantacinque fascicoli; nel 2014 sparirono alcuni fascicoli dal Tribunale di Napoli. L’indagine portò alla condanna di varie persone che avevano utilizzato la sparizione per causare rinvii o addirittura scarcerazioni; nel 2016 presso il Tribunale di Bologna doveva discutersi della questione riguardante le quote societarie del Rimini Calcio, ma l’intero fascicolo non si trovò; nel 2021 “Lady Coumadin”, al secolo Daniela Lo Russo, condannata per il tentato omicidio del marito, fece sparire alcuni fascicoli dal Tribunale de L’Aquila.

Le principali cause di questi smarrimenti possono essere così riassunte: gestione cartacea ancora predominante in molte sedi, soprattutto nei piccoli tribunali; personale ridotto o poco formato nella gestione archivistica; assenza di un sistema digitale centralizzato e sicuro, nonostante i tentativi di informatizzazione (come il Processo Civile Telematico); scarsa sorveglianza e controlli deboli su chi può accedere fisicamente agli archivi.

Negli ultimi anni, il Ministero della Giustizia ha avviato diversi progetti per contrastare questi fenomeni. Il Processo Penale Telematico (PPT) e il già esistente Processo Civile Telematico (PCT) rappresentano un passo importante verso la completa digitalizzazione, con la possibilità di consultare, archiviare e condividere documenti in modo sicuro. Tuttavia, la transizione è ancora incompleta, e molti uffici giudiziari operano in un sistema ibrido tra cartaceo e digitale. 

Altre soluzioni possibili potrebbero essere: sistemi di tracciamento RFID per i fascicoli fisici; accesso controllato e registrato agli archivi; formazione continua per il personale amministrativo; istituzione di audit periodici per verificare la tenuta degli archivi.

Lo smarrimento dei fascicoli nei tribunali italiani è un sintomo evidente di una giustizia ancora troppo ancorata a logiche del passato. Si tratta di vere e proprie falle del sistema che danneggiano cittadini, magistrati, avvocati e l’intero Stato di diritto. Affrontare il problema significa investire seriamente in digitalizzazione, trasparenza e professionalizzazione degli apparati amministrativi, affinché la giustizia sia non solo uguale per tutti, ma anche efficiente e affidabile.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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