"Oggi 15 ottobre, alle 12.00, una delegazione di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia è stata ricevuta in Prefettura. È stato un incontro atteso e necessario, arrivato dopo settimane di escalation e dopo mesi di mail formali, segnalazioni documentate e un eco mediatico nazionale che ha riportato il tema sicurezza al centro dell’agenda".
"Sul tavolo, ancora una volta, i fatti: risse, aggressioni, accoltellamenti, mercatini abusivi, bivacchi, taxi irregolari, locali commerciali trasformati in dormitori, roghi. E una domanda semplice, che i residenti ripetono da anni: cosa si fa, davvero, per impedire che tutto questo si ripeta ogni giorno? Dal confronto con il Prefetto è arrivata una prima risposta operativa: secondo quanto ci è stato rappresentato, nel comunicato che la Prefettura diffonderà a breve troveranno spazio il protocollo di “Controllo di Vicinato” e l’attivazione di un contatto diretto con la Questura e con il responsabile delle Volanti. Sono due tasselli per i quali Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia si batte da tempo perché possono accorciare la distanza tra chi vive i problemi e chi deve intervenire, trasformando le segnalazioni in atti concreti con tempi certi e tracciabilità. Per noi questo canale deve essere quanto più inclusivo e trasparente: oltre a Prefettura e Forze dell’Ordine, chiediamo che vengano coinvolti Comune, Polizia Locale, opposizione e stampa in un circuito di responsabilità pubblica".
"Sul fronte comunale, il passo avanti è altrettanto significativo. Dopo l’incontro di lunedì a Palazzo di Città con il comandante della Polizia Locale Vincenzo Manzo, l’assessore alla Polizia Locale Daniela Patano, l’assessore alla Legalità Giulio De Santis, l’assessore alle Politiche sociali Simona Mendolicchio e la presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone, si va verso l’emanazione a stretto giro di una ordinanza anti-alcol nel perimetro del Quartiere Ferrovia. È una misura che Difendiamo il Quartiere Ferrovia chiede da anni perché agisce sulla miccia che accende bivacchi, risse e micro-illegalità. Se applicata con controlli veri e sanzioni puntuali, può cambiare la percezione e la realtà della sicurezza nelle ore critiche".
"Resta il nodo centrale, che non archiviamo: la richiesta di impiego dell’Esercito nell’ambito di “Strade Sicure”, in concorso con le Forze di polizia, insieme a un rafforzamento stabile degli organici nell’area. Non è una bandiera ideologica, né una resa: è la risposta proporzionata a una situazione che, con gli strumenti ordinari oggi disponibili, non viene tenuta sotto controllo. Lo chiediamo da anni, lo ha sottoscritto una petizione con oltre 3.300 firme, oggi lo invocano in tanti, ben oltre i confini del quartiere. La “palla” ora passa ai piani superiori: serve una decisione politica chiara".
"Se questi primi risultati sono arrivati, è perché un lavoro ostinato li ha resi inevitabili. Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia nasce come pagina di segnalazioni: dal 2016 raccogliamo testimonianze, foto, video, orari, luoghi; incrociamo dati, inviamo esposti e richieste formali; raccontiamo - senza filtri e senza allarmismi - cosa accade davvero sotto casa nostra. Non facciamo passerelle, non chiediamo poltrone, non cerchiamo visibilità personale: molte delle immagini e dei documenti che avete visto su giornali e tv nazionali arrivano dal lavoro quotidiano dei residenti, condiviso senza loghi per facilitare la diffusione. È così che si ottiene attenzione, ed è grazie a questa attenzione che oggi iniziamo a vedere prime risposte operative".
"Ora viene la parte più difficile: misurare. Vogliamo tempi, responsabilità e indicatori chiari. Vogliamo sapere quante pattuglie, in quali fasce orarie, con quale esito. Vogliamo sapere quante sanzioni per errato conferimento, quanti sequestri, quanti daspo urbani eseguiti davvero. Vogliamo vedere le telecamere usate in tempo reale, i lettori targa che bloccano i veicoli irregolari, i controlli sui locali che non rispettano destinazioni d’uso e requisiti igienico-sanitari. Vogliamo che l’ordinanza anti-alcol non resti un titolo ma diventi pratica quotidiana. E vogliamo che il “controllo di vicinato” non sia una formula, ma un metodo che mette finalmente i cittadini al centro, con un filo diretto che funziona. Continueremo a segnalare, con rigore. Non per alimentare il panico, ma per difendere un principio semplice: la verità è il primo presupposto della sicurezza. Condividete, partecipate, scriveteci. Ogni segnalazione documentata è un tassello in più per trasformare promesse in risultati. Oggi abbiamo mosso il primo passo nella direzione giusta. Domani, insieme, pretenderemo il secondo".
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