Difendiamo il Quartiere Ferrovia, due nuovi market etnici: “Appello ai proprietari, la zona non è un bancomat”

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"Il degrado del quartiere Ferrovia non è dovuto solo agli incivili che bivaccano. Lo alimenta anche chi, per due spicci in più, continua ad affittare locali senza porsi il problema di ciò che sta mettendo a terra. Nel 2016 contavamo poco più di quaranta attività “fotocopia”; nel 2024 erano 72; oggi, ottobre 2025, siamo attorno alle ottanta. Prima questo era il salotto buono di Foggia, oggi è un elenco ripetuto di minimarket h24, money transfer, phone shop e ristorini tutti uguali, concentrati in poche strade, con gli effetti che conosciamo su decoro, sicurezza e qualità della vita".

"Il risultato è sotto gli occhi di tutti, anche dei negazionisti: il quartiere Ferrovia si è trasformato in un vero e proprio ghetto dove i cittadini stranieri non sono integrati con il resto della cittadinanza, a differenza dei quartieri multietnici presenti nel resto d’Italia (come per esempio Chinatown a Milano). Sempre più cittadini foggiani stanno chiedendo responsabilità ai proprietari dei locali etnici, spesso residenti della stessa zona: il canone non può essere l’unico criterio. L’affitto è un contratto, ma è anche una scelta che incide sul tessuto urbano. Chi concede un immobile sa (o deve sapere) che l’attività dovrà rispettare regole stringenti: destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, uscite di sicurezza, servizi igienici, orari e modalità di vendita. E sa anche che il locatario è obbligato a usare l’immobile secondo la destinazione pattuita (artt. 1575 e 1587 c.c.). Se poi quel locale diventa un dormitorio o viene usato in modo diverso da quanto autorizzato, la legge parla chiaro: il cambio d’uso senza titolo è abuso edilizio (DPR 380/2001, art. 31 e seguenti) e i requisiti minimi per l’abitabilità (DM 5 luglio 1975: altezze, aerazione, servizi) non si improvvisano. Basta fare un giro: pianterreni commerciali trasformati alla luce del sole in alloggi di fortuna, nomi nuovi sui citofoni, sovraffollamento e impianti che nessuno ha collaudato. È pericoloso e illegale".

"Al Comune chiediamo di fare, finalmente, quello che chiediamo da anni: un vero governo del commercio (in realtà, vi è un assessorato al Piano del Commercio già preposto). Il SUAP (DPR 160/2010) deve passare dal timbro alla verifica sostanziale: controlli a tappeto su SCIA, licenze, rispetto del Regolamento igienico e del Reg. (CE) 852/2004 (HACCP), conformità antincendio e uscite d’emergenza, sorvegliando che non si creino cluster monofunzionali che alimentano degrado. La cornice normativa c’è: D.Lgs. 114/1998 e il Codice del Commercio della Regione Puglia (L.R. 24/2015) consentono di pianificare e porre vincoli di tutela in aree sensibili. Noi proponiamo da tempo al Comune di Foggia l’istituzione del quartiere Ferrovia come “zona di interesse o di riconoscimento storico-urbanistico” (in coerenza con D.Lgs. 42/2004 e strumenti urbanistici comunali), per limitare l’effetto “fotocopia”, diversificare i mestieri, favorire attività compatibili con la residenza e con la storia del quartiere. Nel frattempo, i fatti: a breve, secondo quanto ci viene segnalato, sono in allestimento due nuovi minimarket “fotocopia”: uno in via Montegrappa (ex Stockhouse) e uno in via Trieste (nei pressi dell’attuale market afghano)".

"È l’ennesimo segnale che senza regia pubblica e senza scelte dei proprietari più lungimiranti, la spirale continuerà. E non finisce qui: persistono casi di locali commerciali dati in affitto a chi li usa come abitazioni collettive, spesso con ingressi e citofoni intestati. Non è normalità, è una violazione che espone tutti a rischi: il locatore perché permette (o non impedisce) un uso difforme; il condominio perché subisce carichi e pericoli non previsti; i residenti perché vivono accanto a impianti non idonei e a sovraffollamento. Perciò Comune di Foggia e SUAP intervengano subito con ispezioni congiunte (Polizia Locale-ASL-Ufficio Tecnico), sospensioni e, se necessario, revoche dei titoli (art. 10 TULPS; poteri sindacali artt. 50 e 54 TUEL) laddove manchino requisiti strutturali o si riscontri uso difforme. Si verifichino i contratti e la coerenza tra destinazione urbanistica e uso effettivo, disponendo ordinanze di ripristino e sanzioni ai sensi del DPR 380/2001. Si applichino con la stessa severità i controlli che si pretendono da sempre da un ristoratore foggiano che apre con tutti i crismi: bagni a norma, uscite di sicurezza, manuale HACCP, SCIA sanitaria, ecc.".

"La legge deve essere uguale per tutti, non solo per i foggiani che vogliono investire nella propria città. Da parte nostra, vigileremo sulle illegalità e continueremo a segnalare ogni anomalia alle autorità competenti. Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia lo farà nel rispetto della legge e della privacy: chiederemo accesso agli atti, pubblicheremo - quando possibile - gli estremi dei provvedimenti e delle sanzioni, oscurando i dati sensibili e racconteremo ai residenti chi rispetta le regole e chi no. Non è una guerra contro qualcuno: è una battaglia per il quartiere Ferrovia. Proprietari, scegliete da che parte stare. Comune, fate la vostra parte. Il tempo delle scuse è finito".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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