E’ tempo di presentazione dei cartelloni teatrali da parte delle amministrazioni comunali di Capitanata, che organizzano le stagioni in collaborazione con Puglia Culture. Ma con quali costi e quale ripartizione degli stessi? A Foggia la stagione di prosa e i primi tre appuntamenti del Giordano in Jazz winter edition sono stati già svelati. Da poche settimane ad occuparsi della cultura è il nuovo dirigente Pio D’Errico, che affianca l’assessora Alice Amatore; mentre a scegliere le proposte jazz è il dirigente finanziario Carlo Dicesare, ideatore e organizzatore della rassegna dal 2015, in collaborazione con l’associazione musicale Moody Jazz Cafè di Nino Antonacci e Mario De Vivo. Lo scorso 24 ottobre la giunta Episcopo ha approvato la stagione teatrale del Giordano: il costo della stagione di prosa 2025-2026 è pari a 325.772 euro, per il quale si prevede un incasso netto di 139.634,54 euro, a cui occorre aggiungere la quota a carico del consorzio Puglia Culture di 28.230,91 euro oltre alla quota danza del consorzio pari a 3.000 euro per la danza e 1.500 euro per la musica; pertanto, la quota a ripiano a carico del Comune ammonta a 153.406,55 euro, oltre IVA al 10%, per un totale di 168.747,21 euro. Il Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura fu istituito come consorzio tra Comuni con decreto del presidente della giunta regionale del 1980, poi trasformato in ente pubblico economico, senza fini di lucro. E’ interamente partecipato da Comuni pugliesi e dalla Regione Puglia, l’adesione del capoluogo daunio risale al 1997. Il fine è diffondere ampiamente la cultura di teatro, danza, teatro ragazzi, circo contemporaneo e musica sul territorio vasto e diversificato della Puglia. Come da statuto, il Comune consociato corrisponde all’ex TPP, oggi Puglia Culture, una quota associativa e in sinergia col consorzio programma le stagioni teatrali, poiché il consorzio è interlocutore per la programmazione e il supporto di servizio.
Gli enti consorziati approvano il piano di attività annuale e i programmi stagionali proposti dal consorzio assumendo l’impegno di concorrere al finanziamento delle iniziative approvate, garantendo inoltre la disponibilità delle necessarie strutture teatrali nelle giornate stabilite e nelle condizioni di completa agibilità. Un anno fa, il 15 ottobre 2024, l’assemblea dei soci aggiornò lo statuto prevedendo la variazione della denominazione del consorzio in Puglia Culture. Dunque, in virtù di tale intesa programmatica, si procede annualmente alla organizzazione della stagione di prosa, con la partecipazione di compagnie teatrali di rilevanza nazionale.
La ripartizione dei costi è spiegata dal dirigente D’Errico: “I costi dell’intera stagione vengono coperti da una quota a carico di Puglia Culture, una quota abbonamenti e biglietti, una quota a ripiano consuntivo costi a cura del Comune. Puglia Culture applica un tariffario calmierato adottato ai titoli di accesso, nel quale sono previsti prezzi amministrati inferiori a quelli di mercato al fine di consentire l’accesso al maggior numero di spettatori. A ripiano dei costi sostenuti dal consorzio, l’amministrazione comunale socia è tenuta a corrispondere una quota determinata dalla differenza tra i costi diretti relativi alla specifica programmazione artistica organizzata e le entrate generate dalla vendita dei titoli di accesso agli spettacoli effettuata a tariffe amministrate. L’importo è stimato a preventivo sulla base delle spese previste e delle entrate programmate. Tale quota a ripiano deve configurarsi quale integrazione direttamente connessa con il prezzo del biglietto di accesso agli spettacoli ed è volta al solo fine di assicurare la neutralità economico-finanziaria connessa alla gestione dell’evento da parte del consorzio organizzatore. La quota a ripiano, pertanto, sarà pari alla differenza tra i costi diretti relativi alla programmazione organizzata per conto dell’amministrazione locale (cachet alle compagnie/artisti, fornitori service, Siae, sistema di biglietteria, etc.) e le entrate generate dalla vendita dei titoli di accesso agli spettacoli, eventuali sponsor e la quota riversata dal consorzio Puglia Culture a valere sui contributi ministeriali e regionali. La quota a ripiano, stimata a preventivo, potrà variare a consuntivo sulla base del reale andamento degli incassi registrati a seguito della realizzazione degli spettacoli e sulla base di eventuali variazioni delle spese preventivamente concordate ed approvate dalla stessa amministrazione”.
Ebbene, la stagione teatrale di prosa è tra gli eventi più rilevanti organizzati dall’assessorato comunale alla cultura presso il teatro Giordano e in qualità di socio del consorzio, il Comune ha l’opportunità di proporre al proprio pubblico compagnie di spettacolo nazionali ed internazionali e portare in scena le rappresentazioni teatrali di maggior successo a costi più contenuti. La qualità di socio comporta infatti l’applicazione da parte del consorzio di un tariffario calmierato, nel quale i prezzi degli spettacoli sono inferiori a quelli di mercato al fine di consentire l’accesso ad un maggior numero di spettatori.
D’Errico spiega che al 14 ottobre scorso risale la nota inviata da Puglia Culture con le proposte per la stagione 2025-2026, tra le quali si è operata una scelta. L’intero cartellone vede undici spettacoli, con due rappresentazioni ciascuno, oltre a tre spettacoli fuori abbonamento. Il cartellone prevede anche la rassegna di sensibilizzazione alla lotta contro le mafie denominata “Riprendiamoci la scena”, ad opera delle compagnie locali che, oltre agli spettacoli serali, effettueranno un matinée rivolto agli studenti, ad eccezione dello spettacolo di Enrico Loverso che prevede la sola rappresentazione serale in abbonamento. Il costo della stagione di prosa organizzata con la collaborazione del consorzio prevede una quota a ripiano a carico del Comune di Foggia, pari alla differenza tra i costi diretti relativi alla programmazione e le entrate generate dalla vendita dei titoli di accesso agli spettacoli, eventuali sponsor e la quota riservata dal consorzio a valere su contributi ministeriale e regionale, quota che potrà variare a consuntivo.
La realizzazione della rassegna del Giordano in Jazz winter edition costa 44mila euro, oltre a 8mila euro per la comunicazione; la spesa a carico del Comune per collaborazione e attività di comunicazione da riconoscere a Puglia Culture ammonta a 52.000 euro, l’ente ha impegnato in totale 63.440 euro. L’evento è organizzato con Puglia Culture per gli aspetti amministrativi, ovvero sbigliettamento e personale in loco, anche per una questione di trasparenza.
Se sul programma del Giordano in Jazz TPP prima e Puglia Culture poi non hanno mai messo becco, per la stagione di prosa l’ente capoluogo ha negli anni sempre interloquito con Giulia Delli Santi. Fino alla pandemia, ovvero all’anno 2019, l’assessorato alla cultura – ovvero Giuliani - e l’allora dirigente al ramo Dicesare sceglievano direttamente loro gli artisti, valutando i book delle compagnie, mentre oggi ci si affida a Bari. “Servono competenze e anche tempo per verificare cosa c’è in giro”, spiegano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. E non manca chi ritiene che la politica possa avere un peso anche nella scelta di certi canali anziché di altri.
Cerignola
Se altri enti municipali si impegnano per selezionare spettacoli non visibili nei teatri quantomeno della provincia, non può dirsi la stessa cosa di Foggia e Cerignola. A soli 37 km di distanza sono due le rappresentazioni che si ripetono: la stagione del Giordano si aprirà il 14 e 15 novembre con Malika Ayane in live band con Edoardo Purgatori e Filippo Contro in Brokeback Mountain – A play with music, che il 16 novembre sarà il primo spettacolo del ritrovato teatro Mercadante nella città ofantina. A Cerignola il 5 dicembre sarà la volta di Scandalo, la nuova commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo, interpretata da Anna Valle e Gianmarco Saurino, che il 6 e il 7 dicembre saranno al Giordano. Era inevitabile? “Questa cosa non si era mai vista prima”, dicono con sconcerto alcuni addetti ai lavori dell’ente capoluogo.
La giunta guidata dal sindaco Francesco Bonito ha approvato lo scorso 8 ottobre la stagione teatrale in collaborazione con Puglia Culture, “secondo il programma ed alle condizioni concordate con Teatro Pubblico Pugliese”, assegnando un budget complessivo di 122.778,92 euro a copertura delle spese di gestione dell’apertura e chiusura del teatro comunale Saverio Mercadante compresi i servizi accessori, di attuazione degli undici spettacoli, della direzione artistica affidata a Savino Zaba e delle attività di promozione e di divulgazione.
San Severo
Nella città dei campanili, San Severo, tra domani e venerdì la giunta comunale, guidata dalla sindaca Lydia Colangelo, approverà la stagione di prosa del teatro Verdi. Nessuna anticipazione da parte della vicesindaca con delega alla cultura Anna Paola Giuliani, che lavora in tandem con la dirigente del ramo Silvana Salvemini. Stando ad alcuni rumors il costo complessivo potrebbe aggirarsi sui 180mila euro, oltre ad un separato investimento comunale sulla lirica.
“Come avveniva a Foggia, anche qui a San Severo lavoriamo con autonomia rispetto alla scelta del cartellone”, spiega Giuliani a l’Attacco, riferendosi agli anni trascorsi da assessora nel Comune capoluogo. “Interloquiamo con Puglia Culture tramite Giulia Delli Santi e il direttore Sante Levante: loro ci fanno valutare una serie di nomi, se non ci sono quelli che vogliamo si fa la richiesta e si rendono pronti ad ottenerli. Il rapporto col consorzio regionale, in passato Teatro Pubblico Pugliese, va avanti da tantissimi anni qui a San Severo. Puglia Culture ci agevola molto, ci rende un servizio. La loro presenza è garanzia di buona riuscita e di efficienza, lavorano in modo molto disteso con me e con la dirigente”, continua Giuliani, spiegando che come avviene ovunque anche il costo della stagione sanseverese sarà in parte coperto con una quota destinata da Puglia Culture.
“La stagione la sceglie l’assessorato, anche andando oltre ciò che ci è stato proposto da Puglia Culture, da cui arriva una quota a ripiano dei costi. Come potrebbe un Comune, altrimenti, mettere sotto contratto gli artisti? Ci offrono il tutto completo. E’ chiaro, poi, che bisogna necessariamente scegliere tra gli artisti che stanno portando in giro i propri spettacoli, io posso pure fortemente volere Riccardo Cocciante ma se non gira non si può far niente. Posso parlare per la mia esperienza: comparando gli anni a Foggia e l’attualità a San Severo devo dire che il mio rapporto con Puglia Culture non è cambiato di una virgola. E’ improntato alla massima fiducia e collaborazione, peraltro cerchiamo di evitare spettacoli in programma a poca distanza da noi. Non posso svelare alcun nome, se non ricordare che Claudio Baglioni tornerà al Verdi per la terza volta con due serate a dicembre”.
Manfredonia
Chi, da sempre da quando c’è la compagnia teatrale Bottega degli apocrifi (che col partenariato pubblico privato del 2021 ha ottenuto la gestione per altri 15 anni), presenta stagioni di prosa che non assomigliano alle altre proposte di Puglia Culture sparse lungo la regione è il Comune di Manfredonia, grazie alla consolidatissima sintonia tra la compagnia teatrale che gestisce il teatro comunale Lucio Dalla, ovvero la Bottega degli apocrifi di Cosimo Severo e Stefania Marrone, e l’ufficio cultura nella persona di Anna Ciuffreda. Anche stavolta i nomi in calendario non si ritrovano nei programmi degli altri teatri. La quota a ripiano a carico dell’ente municipale è pari a 33.500 euro per la stagione di prosa e rappresenta la differenza tra il costo effettivo della stagione, comprensiva del costo delle compagnie, e i presunti ricavi rivenienti sia dalla quota a carico di Puglia Culture (circa 11mila euro) e della Bottega degli apocrifi, sia dalla vendita di abbonamenti e biglietti al pubblico, il cui importo è insufficiente a coprire i costi dell'intera programmazione.
“Il costo dell’intera stagione si aggira sui 110-120mila euro, la sola prosa oltre 80mila euro”, sottolinea a l’Attacco Severo. “Oltre alla quota a carico del Comune c’è la quota di cofinanziamento ministeriale che mettiamo noi, più i ricavi dello sbigliettamento che sono importanti. Sul Comune la stagione pesa poco, nonostante ogni spettacolo costi dai 5mila ai 15mila euro, per 15 titoli in totale. La scelta la facciamo noi, in piena condivisione col Comune. Non prendiamo nomi-civetta per attirare pubblico e questo garantisce a Manfredonia di essere paragonabile in Puglia per qualità dei titoli al solo Comune di Bari. Spesso, invece, chi organizza ha paura di osare di più”.
“La programmazione nasce da un lavoro condiviso tra l’Ufficio cultura e Bottega degli apocrifi, in stretto dialogo con Puglia Culture”, spiega a l’Attacco l’assessora Maria Teresa Valente. “La scelta dei titoli tiene conto di criteri qualitativi, di equilibrio tra generi e pubblici, e della volontà di offrire a Manfredonia una stagione che parli linguaggi diversi, con un’identità autonoma rispetto ad altri teatri pugliesi. C’è autonomia nelle scelte, pur all’interno del coordinamento regionale di Puglia Culture: la Bottega degli apocrifi propone, l’Ufficio cultura valuta e la giunta approva il cartellone definitivo. Come assessora, ho chiesto che il programma potesse includere anche alcuni nomi di richiamo e titoli più accessibili, per ampliare il pubblico e avvicinare al teatro anche chi non lo frequenta abitualmente — un equilibrio tra ricerca e popolarità che credo fondamentale per far crescere la partecipazione. E la stagione, intitolata respIRA, riflette proprio questo spirito: un teatro che invita a fermarsi, a condividere emozioni e punti di vista, ma anche a “respirare insieme” come città. Non solo spettacoli, ma un percorso culturale che intreccia prosa, musica, danza e incontri di approfondimento con artisti, scrittori e studiosi, in collaborazione con l’Università di Foggia e La Casa dello Spettatore di Roma. L’obiettivo è evitare omologazioni e costruire una proposta che sia riconoscibile, identitaria, e che valorizzi il teatro come luogo di crescita e di dialogo intergenerazionale”.
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