"Ormai il traffico di materiale proibito (droga e telefonini) che entra all’interno delle carceri pugliesi e nazionali è diventato democratico con sequestro di droga e telefonini, non solo presso i grossi penitenziari come Lecce, Bari, Taranto, Taranto, Foggia, ma anche quelli più piccoli come quello di Turi la scorsa settimana".
"Non è sfuggito a questa piaga nemmeno il penitenziario di San Severo che ha visto la settimana che si chiude densa di controlli con il sequestro di telefonini e droga, e che ci dice che ormai non c’è più tempo da perdere poiché bisogna agire per fermare o quantomeno rallentare questo traffico che, va a creare problemi sia all’interno che all’esterno del carcere".
"Tutto è iniziato nella giornata di lunedì 27 ottobre u.s. (già in precedenza si era proceduto a diversi sequestri) con l’ulteriore sequestro di un apparecchio telefonico in una stanza che ospitava alcuni detenuti; in data 30 ottobre in un'altra perquisizione veniva rinvenuto e sequestrato un altro telefonino e della sostanza stupefacente. I dati preoccupanti ci dicono che negli ultimi due mesi sarebbero stati sequestrato n.10 smartphone e quasi un kilo e mezzo di droga tra hashish e cocaina. Tutto ciò avviene in un contesto drammatico poiché nonostante la carenza di poliziotti penitenziari a San Severo sia atavica, i pochi agenti in servizio con coraggio, professionalità stanno contrastando con le unghie e con i denti la delinquenza interna al carcere che, lo vorrebbe trasformare in piazza di spaccio di droga e telefonini come avvenuto, in altri penitenziari della nazione".
"Ormai i criminali per garantire l’arrivo di merce proibita, oltre ai metodi tradizionali (attraverso i colloqui, lanciando pacchi dalle case adiacenti al penitenziario ecc.) usa con perizia la tecnologia dei droni che, vengono mandati soprattutto nelle ore serali e notturne fino davanti alle stanze dei detenuti, contando proprio sul buio e sulla mancanza (spesso) di poliziotti a presidiare il muro di cinta. In queste condizioni il personale di San Severo nonostante tutti gli sforzi giornalieri non può continuare a combattere da solo contro una criminalità attrezzata e con tante potenzialità poiché sarebbe condannata a soccombere, per cui necessita l’aiuto urgente dell’amministrazione penitenziaria al fine di rivitalizzare gli organici della polizia penitenziaria con l’invio di almeno 25 unità; ciò oltre ad evitare che i droni portino il loro carico di materiale proibito fino alle stanze dei detenuti, consentirebbe ai poliziotti di poter fruire di diritti negati previsti da leggi e contratti di lavoro, costringendo i poliziotti ad effettuare innumerevoli ore di lavoro straordinario".
"Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ringrazia i lavoratori di San Severo che con grande sacrificio riescono a gestire il carcere, e ritiene che con l’arrivo di altre unità di polizia penitenziaria si consentirebbe un maggiore controllo del penitenziario al fine di annullare, o quantomeno diminuire il fenomeno dell’ingresso del materiale proibito, nonché offrire alla stragrande maggioranza di detenuti un cammino di reinserimento così come prevede l’articolo 27 della costituzione".
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