Il cartellino rosso della Prefettura di Foggia è scattato nei giorni scorsi, per rischio di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi, rispetto ad un’impresa di Manfredonia. Si tratta di Cadem srl, colpita il 17 novembre dall’interdittiva antimafia del prefetto Paolo Giovanni Grieco. Dopo che l’Ufficio territoriale del Governo, due giorni dopo, ha comunicato tale decisione al Comune sipontino, l’ente municipale, con atto del dirigente del settore sviluppo economico-attività produttive Tommaso Gioieni, ha revocato le SCIA di aprile 2019 e di marzo 2024 per l’attività di vendita di autoveicoli nuovi e usati. Questo perché, ai sensi dell’articolo 94 del decreto legislativo n. 159/2011, “quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto o di un tentativo di infiltrazione mafiosa nelle società o imprese interessate, i soggetti cui sono fornite le informazioni antimafia, non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni”. “Nel caso in esame sussistono cause tali da precludere la prosecuzione delle attività in premessa, essendo venuti meno i requisiti di legge previsti per l’esercizio dell’attività economica e il rilascio della relativa autorizzazione”, ha spiegato il dirigente. “Tale provvedimento di revoca non scaturisce da valutazioni discrezionali ma dall’esecuzione di obblighi normativamente sanciti che prevedono la revoca immediata delle autorizzazioni comunque denominate in presenza di informazioni antimafia interdittive. Si tratta di un provvedimento a contenuto vincolato caratterizzato da riservatezza e urgenza e, pertanto, risulta motivata la mancata comunicazione di avvio del procedimento”.
Costituita nel 2018, Cadem srl ha sede a Manfredonia lungo la strada statale 159 denominata delle Saline, in località Mascherone, e l’amministratrice unica è la sipontina Angela Caracciolo, mentre come institore (ovvero colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale) figura il mattinatese Francesco Colletta. Gli addetti oscillano tra i 13 e i 14 e il bilancio 2024 si è chiuso con un fatturato di 1.406.943 euro.
Caracciolo è la moglie del manfredoniano Stefano De Michele, titolare dal 2010 di Frigocenter, impresa specializzata nella refrigerazione industriale e civile, oltre che nel settore degli impianti di condizionamento e trattamento dell’aria. Cadem negli ultimi scorsi è stata attiva – oltre che per impianti tecnologici, refrigerazione e climatizzazione, vendita di macchine professionali – nella costruzione di edifici residenziali e non e nel commercio di auto. Di recente con annunci sui social Frigocenter ha cercato personale da impiegare in edilizia, indicando come mail cui inviare candidature quella di Cadem.
Non si conoscono al momento i motivi che hanno spinto la Prefettura a intervenire con l’interdittiva, ma stando alle indiscrezioni ci sarebbe un presunto collegamento col manfredoniano Paolo Zino detto “Banana”, pluripregiudicato per reati di truffa, stupefacenti, rapina ed atti persecutori da tempo residente nel Milanese; in passato accusato anche riciclaggio di auto e assalto ad un portavalori, è stato condannato in via definitiva per due episodi di ricettazione avvenuti rispettivamente a Milano e Pesaro.
A differenza di quanto avveniva anni fa col prefetto Raffaele Grassi, oggi vicecapo della Polizia a Roma e tornato in visita a Foggia poche settimane fa insieme al ministro degli Interni Matteo Piantedosi, oggi la Prefettura daunia non indica più in maniera dettagliata il numero delle interdittive adottate nei confronti di imprese locali. Quello che è noto è il dato regionale relativo al 2024, quando c’è stato un ulteriore aumento in Italia rispetto all’utilizzo di tale strumento di prevenzione antimafia. In un report della DIA (Direzione investigativa antimafia) sulle attività di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale del territorio, è emerso come a livello nazionale nello scorso anno si sia registrato un incremento del 13% dei provvedimenti interdittivi rispetto all’anno precedente (dai 675 del 2023 ai 764 del 2024). In Puglia ne sono stati 25, parecchi dei quali relativi proprio alla provincia di Foggia.
La prima regione per numero di interdittive antimafia è stata la Campania con 241 provvedimenti, seguita dalla Sicilia a quota 116 e dall’Emilia-Romagna con 109 atti di questo tipo, coi quali i prefetti vietano a un’impresa di partecipare a gare d’appalto o di ricevere concessioni e finanziamenti per il rischio concreto di influenze mafiose. Numeri che rappresentano un segnale ambivalente, rivelatore da una parte della presenza dello Stato nella lotta al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, dall’altro però anche della presenza diffusa di tentativi di condizionamento dell’economia locale da parte delle cosche. I settori più interessati sono edilizia, agricoltura, trasporti e ristorazione.
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