“Una vera e propria persecuzione”. Questa è stata, poche settimane fa, l’accusa mossa pubblicamente dai gestori del lido San Lorenzo di Vieste nei confronti del Comune garganico, reo di aver inviato un’ingiunzione di pagamento da ben 6 milioni di euro per l’occupazione abusiva dell’arenile della bellissima e piccola baia. Inoltre è stata realizzata la procedura statale di riperimetrazione dell’area demaniale. “Non è soltanto lui a trovarsi in questa situazione, ci sono state altre situazioni analoghe di occupanti di aree demaniali o rientranti nel patrimonio indisponibile dell'ente”, è stata la spiegazione data a l’Attacco dal sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti. “Il Comune si è comportato sempre allo stesso modo ed ha vinto in giudizio in tutti i casi. Penso alla torre di Porticello, a baia Turchese, al parco giochi di via Marconi, alla zona in cui si trova il distributore Esso, all'area vicina al terminal bus, alla zona dove c'era il parcheggio adiacente alla pizzeria Skipper, alle aree di Portonuovo e di Molinella dove c'erano villaggi abusivi in ambedue i casi. Quindi questo relativo a San Lorenzo non è il primo caso ma l'ennesimo in cui il Comune ha fatto valere la legge e tutelato l'interesse pubblico. Nel caso di specie Tatalo-Mazzone l'importo oggetto dell'ingiunzione di pagamento è importante perché si tratta di oltre un ettaro di superficie”, continua il sindaco viestano. “Ci arrivavano tante segnalazioni in Comune relative al fatto che loro occupassero tutto l'arenile. Dai controlli è risultato che aveva 30 metri lineari di concessione balneare ma ne occupava in realtà ben 147. Su 176-180 metri di arenile avrebbero dovuto essercene 150 di spiaggia libera, secondo la concessione”. Che non si sia trattato di un episodio isolato lo dimostra, da ultimo, il caso dettagliato nella ordinanza assunta lo scorso 26 novembre da parte del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, l’ingegnere Vincenzo Ragno, in merito all’occupazione abusiva di un altro tratto di spiaggia pubblica. La vicenda riguarda il lido dell’hotel Vela Velo, situato sulla spiaggia di San Lorenzo, sul lungomare Europa. Nel 2008 l’ente municipale, rilasciando la concessione demaniale, autorizzò il richiedente ad occupare un’area demaniale di 3.000 metri quadri, con 100 metri lineari di fronte mare. Tale concessione demaniale marittima ha subito variazioni nel corso degli anni, arrivando ad occupare un’area complessiva di 6.000 mq, fronte mare 100 metri lineari, come da licenza suppletiva di giugno 2023.
A giugno scorso fu autorizzato il subingresso nella concessione demaniale marittima del 2008 da parte dell’impresa attuale. Ebbene, a metà luglio scorso, a seguito di sopralluogo congiunto esperito dall’Agenzia del Demanio e dall’ufficio circondariale marittimo di Vieste, furono tramessi il verbale della Agenzia del Demanio e il verbale dell’ufficio circondariale marittimo di Vieste, da cui si rileva l’occupazione non autorizzata di 1.000 mq di superficie di demanio marittimo per la posa di ombrelloni e sdraio.
“Considerato che l’occupazione senza titolo di circa mq 1.000 di area demaniale, accertata in sede di sopralluogo, è in violazione della legge”, ha spiegato Ragno, il 9 settembre scorso fu comunicato l’avvio del procedimento finalizzato alla quantificazione dell’indennizzo e alla contestuale attività sanzionatoria connessa al ripristino dello stato dei luoghi. L’impresa inviò le proprie controdeduzioni, con le quali il concessionario rese nota l’avvenuta rimozione delle proprie strutture dalle aree abusivamente utilizzate. Come ha precisato il dirigente nella propria ordinanza, gli indennizzi dovuti per le utilizzazioni senza titolo di beni demaniali marittimi, di zone del mare territoriale e delle pertinenze del demanio marittimo, ovvero per utilizzazioni difformi dal titolo concessorio, sono determinati in misura pari a quella che sarebbe derivata dall’applicazione della legge, maggiorata rispettivamente del 200% e del 100%.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad agosto scorso, comunicò l'adeguamento delle misure unitarie dei canoni per le concessioni demaniali marittime per l'anno 2025, stabilendo inoltre la misura minima del canone, che per i mesi di riferimento aprile/dicembre 2025 ammonta a 3.524,98633 euro. Considerato che per i primi 3 mesi del 2025 invece il valore di riferimento è pari a 3.204,53303 euro, la misura minima del canone applicabile a una concessione turistico-ricreativa per il 2025 è di 3.444,87299 euro. Nel caso in esame è da applicare, ha precisato Ragno, il minimo stabilito dal Ministero, ovvero 3.444,87 euro, che maggiorato del 200% determina il valore dell’indennizzo per l’occupazione non autorizzata di aree demaniali, pari a 10.334,61 euro. Ed è quest’ultima la somma che è stato ordinato al concessionario attuale di pagare a titolo di indennizzo per occupazioni non autorizzate di aree demaniali per l’anno 2025, entro 30 giorni.
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