In tutta la Capitanata (A14 a parte) solo un autovelox omologato, a Orta Nova: tutti gli altri sono “abusivi”

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La narrazione giornalistica lo ha ribattezzato “Fleximan”. Quasi certamente non è una sola persona, ma magari si sono aggiunti alcuni emuli di chi ha cominciato a tagliare letteralmente con il flessibile e quindi abbattere i pali su cui erano installati i rilevatori di velocità automobilistica. È bene chiarire che si tratta di un reato di danneggiamento aggravato di un bene pubblico, come previsto dall’articolo 635 del Codice penale, e dalla fine del 2023 sono stati contati una trentina di colpi, per ora tutti con mano ignota e tutti nel nord Italia. Una cosa del genere alle latitudini della Capitanata, oltre a essere rischiosa per la propria fedina, sarebbe anche inutile, perché tutti gli apparecchi installati negli ultimi anni sono diventati sostanzialmente abusivi. Dalla statistica sono esclusi i sei operanti sulla tratta autostradale dell’A14 che attraversa la provincia, mentre uno solo si salva ed è un dispositivo mobile, denominato Velomatic 512d, in dotazione alla polizia locale di Orta Nova che in effetti lo usa solo con il personale accanto e in determinate giornate e orari, precisamente sulla Statale 16 al chilometro 699+900 verso Bari o 694+900 verso Foggia. La situazione, sarebbe il caso di dire, viene fotografata direttamente dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha fatto una ricognizione straordinaria della situazione a livello nazionale, anche perché sono sempre più numerosi i ricorsi presentati (e vinti) dai cittadini in relazione alla presenza o meno della cosiddetta omologazione degli strumenti tanto invisi a chi guida, molto meno a tanti Comuni che ci hanno costruito sopra fortune economiche.

E i numeri che sono emersi rappresentano la tipica questione italiana rimasta sotto traccia da chissà quanto tempo: sugli oltre 11 mila congegni dislocati sulla rete, solo 3.800 risultano registrati sulla piattaforma attivata dal dicastero da settembre scorso e poco più di un migliaio rispettano i requisiti previsti dalle ultime norme introdotte per regolare la materia. L’ultimo decreto risalente al 2024 stabilisce distanze minime tra segnaletica e apparecchi, vieta l'uso in presenza di limiti troppo bassi (meno di 50 km/h in città, o riduzioni superiori a 20 km/h sulle extraurbane), impone criteri tecnici stringenti e introduce regole chiare per la tutela della privacy, con immagini da oscurare.

Basta andare sul sito accessibile a tutti per consultare la lista suddivisa anche per province e assistere in buona sostanza a una strage, certificata direttamente da un organismo dello Stato che finora evidentemente aveva dato per scontato molto più di quanto si dovesse nella gestione di un settore che viene regolato da strumenti di varia natura, costruzione e funzionamento. 

Oggi, solo i dispositivi presenti in questo elenco sono abilitati a far emettere sanzioni valide dai vari corpi o enti che li gestiscono, con una benvenuta trasparenza, perché c’erano due mesi di tempo per tutti per caricare sul sistema informatico marca, modello, matricola e provvedimento di approvazione dei propri dispositivi, per cui chi non ha potuto o voluto adempiere sta spegnendo tutto fino a successiva regolarizzazione.

E ci sono differenze su almeno tre tipologie: il più diffuso tra i mobili è proprio il “Velomatic” presente al comando di Orta Nova, munito di sensori radar doppler per rilevare la velocità istantanea, senza nemmeno la necessità di fare un flash visibile a chi ci passa accanto. 

Poi c’è l’ancora più temuto “telelaser” perché poi comporta la contestazione immediata, a uso esclusivo della polizia di Stato con un rilevamento istantaneo della velocità tramite impulsi laser. Ha una gittata che può arrivare anche a 600 metri di distanza, quindi pressoché invisibile da lontano, perché viene impugnato come una pistola e misura il tempo di volo della luce infrarossa. I modelli più avanzati permettono anche di registrare immagini e quindi accertare pure altre infrazioni, come l’assenza di cinture di sicurezza o l’utilizzo della smartphone al volante. 

Infine i “tutor”, quelli per i quali ci sarebbe bisogno di cronometro e calcolatrice per evitare di finire nelle maglie di un sistema che rileva l'eccesso della velocità calcolando il tempo impiegato per viaggiare su un determinato tratto delimitato da due portali.

I tre “foggiani” in direzione nord sono attivi all’altezza di San Severo (km.529+500), Foggia Zona Ind. (km.555+700) e Cerignola Est (km.590+800), mentre quelli verso sud sono sempre a San Severo (km.551+690), Foggia Zona Ind. (km.562+650) e infine a Cerignola Est (km 550+225).

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testatina dillo al direttore WEB

 

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