Una crisi che cambia volto di ora in ora, ma che non ha spezzato la lucidità della comunità italiana negli Emirati. A Dubai, dove fino a poco prima la tensione sembrava contenuta entro un perimetro monitorato, l’escalation legata all’operazione israelo-americana contro l’Iran e alle successive ritorsioni di Teheran sui Paesi del Golfo ha imposto nuove misure di sicurezza e lo stop allo spazio aereo. Eppure, tra i 23 mila italiani che vivono e lavorano qui, prevale un sentimento di cauta fiducia. “Come suggeritoci dalle autorità emiratine, abbiamo orari contingentati per svolgere le nostre attività. Le difese stanno funzionando bene e ci viene chiesto di non uscire di casa”, racconta Valeria Di Santo Della Penna, presidente dell’Associazione Italiana Dubai, all’ANSA. I primi momenti sono stati i più duri. Oggi, spiega, il clima è relativamente più tranquillo”. La rete consolare resta attiva, con contatti continui tra ambasciata e connazionali. La stessa linea emerge dalla comunità pugliese, ben radicata nel tessuto economico locale: attenzione alta, ma niente panico. “Un po’ di ansia c’è stata, racconta Serena De Fabrizio, l’influencer e responsabile di un’agenzia che offre consulenze ai turisti che vogliono soggiornare o trasferirsi a Dubai, Non avevamo mai avvertito deflagrazioni fino a questa mattina, Siamo sereni, conclude, perché qui sono molto preparati. Ci sentiamo al sicuro, le difese aeree intercettano, le autorità comunicano in tempo reale”. Chi risiede stabilmente negli Emirati parla di una situazione sotto controllo per chi vive qui, mentre l’incertezza maggiore riguarda i viaggiatori in attesa di rientro, con migliaia di voli cancellati e rotte deviate. Intanto in Consiglio regionale il Presidente del gruppo Misto Luigi Lobuono deposita una Mozione che impegna il Presidente della Regione e la Giunta ad attivare con urgenza un’Unità di coordinamento regionale temporanea, in raccordo con la Protezione Civile, con funzioni di monitoraggio, supporto informativo e raccolta delle segnalazioni relative ai cittadini pugliesi presenti nei Paesi del Golfo.
Una situazione in continua evoluzione. Fino a ieri il quadro appariva contenuto, monitorato, quasi sotto controllo. Da stamattina, invece, qualcosa è cambiato nella percezione dei residenti: un forte boato avvertito a circa un’ora da Dubai, a Ras Al Khaimah, ha riportato in primo piano la concretezza delle tensioni in Medio Oriente. Eppure, tra i pugliesi che vivono e lavorano negli Emirati, prevale un clima di tranquillità consapevole. Non superficialità, ma fiducia nella macchina organizzativa di un Paese abituato a gestire emergenze di sicurezza con protocolli rigidissimi e risposte immediate. Al 2 marzo 2026, la chiusura temporanea e parziale dello spazio aereo sopra gli Emirati Arabi Uniti e altri Paesi del Golfo ha bloccato migliaia di voli. Gli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha sono stati costretti a sospendere le operazioni, con oltre 5.000 voli cancellati nell’area. Una paralisi che coinvolge uno dei crocevia più trafficati al mondo per i collegamenti internazionali. “Un po’ più di ansia c’è, inutile negarlo”, racconta ai microfoni dell’Attacco, Serena De Fabrizio, pugliese, titolare di un’azienda che offre consulenze turistiche e servizi per italiani negli Emirati. “Stamattina alle 8.13 (ora locale) abbiamo sentito un forte boato. Non era mai successo prima”. Secondo le prime verifiche, si sarebbe trattato di un’intercettazione nel l’ambito delle operazioni difensive. “Probabilmente riferisce Serena, avranno intercettato qualcosa proveniente dal mare. Ma qui sono molto preparati: le procedure sono immediate, coordinate, senza improvvisazioni”. Ed è proprio questo aspetto che emerge con forza: la consapevolezza di vivere in un Paese che investe massicciamente in sicurezza e gestione delle crisi. “Siamo tranquilli perché sappiamo come funziona il sistema. Le ambasciate sono operative, i numeri di emergenza attivi, le comunicazioni costanti. La comunità italiana che vive qui a Dubai, è molto solidale e composta”. Il timore maggiore resta l’imprevedibilità di eventuali detriti, ma non si registra panico. “Qui sono preparati a reagire. Seguiamo l’evoluzione, sappiamo chi c’è dall’altra parte e come si muove lo scenario”. Alla domanda se appena sarà possibile, tornerebbe in Italia, la tour operator ha precisato: “Io per ora rimango salvo risvolti più preoccupanti”. intanto le agenzie di viaggio in Italia continuano a ricevere comunicazioni interne sui possibili risvolti futuri anche se, ci dicono in molti, è una fase in continua evoluzione. La crisi certamente ha avuto un impatto immediato sul traffico aereo. Emirates ha sospeso temporaneamente le operazioni da e per Dubai, offrendo riprotezioni e rimborsi. Etihad Airways ha fermato i voli su Abu Dhabi fino alle prime ore del 2 marzo, con possibilità di cambio gratuito fino al 15 marzo. Qatar Airways resta in attesa della riapertura dello spazio aereo del Qatar. Anche ITA Airways ha sospeso i collegamenti verso Dubai e Tel Aviv fino al 7 marzo, evitando diverse aree di sorvolo considerate a rischio. Egypt Air ha bloccato numerose rotte dal Cairo verso le principali destinazioni del Golfo. Le deviazioni obbligate verso sud, con sorvoli sull’Arabia Saudita, comportano tempi più lunghi: un volo che prima durava poco più di tre ore potrebbe arrivare a cinque. Più carburante, più costi operativi, possibile aumento dei prezzi dei biglietti se l’emergenza dovesse protrarsi oltre la prima settimana di marzo. Per chi lavora nel turismo, il momento è delicato. “Abbiamo sospeso escursioni e consulenze perché non possiamo prevedere nulla”, spiega De Fabrizio. “Il nostro compito ora è aggiornare costantemente i turisti che sono qui e quelli che dovrebbero arrivare. Ho trovato grande lucidità: nessuno sta intasando le linee, tutti aspettano indicazioni. Migliaia di viaggiatori risultano bloccati negli hotel. Tra loro anche italiani, studenti e lavoratori. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si trovava a Dubai durante l’escalation e ha parlato di un’accelerazione improvvisa degli eventi. Eppure, nella comunità pugliese che negli anni ha costruito a Dubai una rete professionale e sociale solida, prevale la calma. “La cosa più importante è non perdere la testa”, sottolinea Serena. “La situazione è delicata, ma ci sentiamo tutelati. Nessuno è onnipotente, ma qui sanno come affrontare emergenze del genere. L’unica cosa davvero importante è mantenere i nervi saldi”. In una fase che cambia di ora in ora, è proprio questa consapevolezza – unita a disciplina e organizzazione – a fare la differenza. E mentre il mondo guarda con preoccupa zione al Medio Oriente, i pugliesi a Dubai scelgono la linea della responsabilità: attenzione alta, ma sangue freddo. In attesa delle prossime 48 ore, considerate decisive per capire se lo spazio aereo tornerà progressivamente operativo, la parola chiave resta equilibrio. Perché se l’emergenza è reale e in evoluzione, altrettanto reale è la capacità di una comunità di restare unita, informata e lucida anche nei momenti più delicati. Dall’Italia intanto le famiglie di chi risiede a Dubai, segue con attenzione e preoccupazione l’evolversi della crisi in Medio Oriente con la speranza che tutto possa rientrare al più presto.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).