In Puglia 10% di tutti i Punti Vendita Ricariche per i giochi: senza contare centri scommesse e sale bingo

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Sono oltre 35 mila i pubblici esercizi italiani che offrono giochi regolamentati in concessione, pari al 42% dell’intera rete distributiva nazionale, stimata in circa 85 mila punti unici. È quanto emerge dal Report 2025 del settore, inserito nel Rapporto Attività 2025 della Fipe-Confcommercio, con elaborazioni dei dati nazionali del comparto. Il quadro restituisce un sistema articolato e in trasformazione, nel quale convivono specializzazione dell’offerta, razionalizzazione della rete generalista e sviluppo dei servizi collegati al gioco a distanza. Sono sostanzialmente distribuiti su tre canali: quasi 5 mila sale specializzate (bingo, centri o negozi scommesse, luoghi con apparecchi da intrattenimento), con licenza basata sull’art.88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e diveto di accesso ai minori e altri più di 30 mila bar ed esercizi con offerta secondaria di gioco, autorizzati degli articoli 86 o proprio 88 del Tulps. Accanto alla rete di raccolta, sono attivi anche oltre 13 mila Punti Vendita Ricariche registrati nella prima fase di iscrizione all’albo (2024) per il gioco a distanza. Si tratta di esercizi delle prime due tipologie oppure nei quali non si svolgono attività di gioco ma sono solo forniti servizi agli utenti. “Il dato del 42% della rete nazionale conferma che i pubblici esercizi rappresentano un’infrastruttura essenziale nella distribuzione regolamentata del gioco – ha dichiarato Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe e consigliere federale delegato al comparto – e la crescita delle sale specializzate e la razionalizzazione della rete generalista indicano un mercato che si sta progressivamente strutturando, con modelli distributivi più definiti e integrati anche con il canale digitale. In questo contesto, la priorità resta il contrasto all’illegalità e all’abusivismo. È fondamentale che la vigilanza rimanga in capo alle autorità competenti e che l’azione si concentri sui fenomeni di effettiva illegalità, come il gioco minorile o i punti totalmente abusivi, senza gravare eccessivamente sugli operatori che operano nel perimetro delle regole”. L’analisi comparata rispetto alla popolazione maggiorenne (oltre 50 milioni di persone rilevate dall’Istat nel 2025) ha evidenziato modelli distributivi differenziati, non riconducibili esclusivamente alla dimensione demografica.

Il rapporto tra punti attivi e popolazione adulta individua aree con diversa intensità dell’offerta. In alcune regioni del Mezzogiorno si registra una maggiore incidenza del canale delle ricariche per il gioco a distanza. Lo si è visto anche in Puglia, e in provincia di Foggia dove piccoli centri hanno fatto registrare raccolte economiche anche milionarie, come i casi di Apricena, Stornara e Peschici

In questo specifico settore, la nostra regione è la quarto posto per diffusione, coprendo da sola il 10,1% dei 13 mila punti registrati. Prima ci sono la Campania con il 19,7%, la Lombardia con l’11,2% e la Sicilia con il 10,9%. Dietro c’è il Lazio con il 9,2%.

La Campania presenta invece una concentrazione superiore al peso della popolazione adulta in più canali. Abruzzo e Piemonte mostrano una presenza relativamente elevata di sale specializzate, mentre Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia registrano valori più contenuti.  Le differenze regionali riflettono specifiche configurazioni dell’offerta, con intensità variabile tra canali fisici e servizi collegati al gioco regolamentato.

Le sale dedicate risultano in crescita nell’ultimo biennio, segnalando una tendenza alla specializzazione dell’offerta, spesso integrata con attività di somministrazione. La maggiore concentrazione si registra in Lombardia con 721 punti (14,6%), Campania con 680 punti (13,8%), Lazio con 462 punti (9,4%) e Piemonte con 458 punti (9,3%).

Le maggiori concentrazioni di bar e attività di ristorazione con apparecchi o corner scommesse sono in Lombardia (5.050 punti), Campania (2.961), Veneto (2.637) e Lazio (2.551). Il totale nazionale risulta in contrazione di oltre il 2% rispetto all’anno precedente, riflettendo processi di razionalizzazione e chiusura nella rete secondaria.

Sulla base di questa analisi, il sistema dei giochi regolamentati nei pubblici esercizi riflette un’evoluzione della rete distributiva, con crescita delle attività specializzate e progressiva trasformazione della componente generalista. La regolamentazione e il contrasto all’illegalità restano elementi centrali per la tutela del mercato e dei consumatori.

L’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici è parte integrante della Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio, a tutela degli interessi economici e professionali degli esercenti specializzati nell’offerta dei giochi pubblici, in particolare degli esercenti operanti in Gaming Hall, le sale specializzate per l’offerta del Bingo e degli altri giochi con vincita in denaro regolamentati. Nel settore sono impiegati oltre 30 mila addetti, distribuiti nei luoghi appositamente dedicati e anche in bar, ristoranti, stabilimenti balneari ed altri posti di intrattenimento. Tra gli impegni dichiarati, c’è anche quello di promuovere la cultura di un gioco responsabile per contrastare efficacemente il gioco illegale e prevenire lo sviluppo di dipendenze patologiche.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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