Un nuovo incontro pubblico per discutere del referendum sulla giustizia, ma questa volta per spiegare le ragioni del Sì. L’appuntamento, fissato per mercoledì 18 marzo alle 16.30, nella sala della Consulta giovanile sul lungomare Colombo di Vieste, è stato promosso dall’avvocato civilista del foro di Foggia Antonio Bosco, che inquadra la riforma all’interno di un percorso più ampio: “Si tratta di un passaggio che completa un processo iniziato con la riforma del codice di procedura penale voluta da Vassalli - spiega a l’Attacco - e proseguito con il giusto processo introdotto nel 1999. Oggi si arriva a rendere effettivo un sistema realmente accusatorio”.
Nel dibattito pubblico, però, uno dei temi più controversi riguarda il rapporto tra magistratura e politica. Su questo punto l’avvocato respinge le critiche: “Nella riforma non c’è alcuna norma che preveda una sottoposizione della magistratura all’esecutivo. Si parla di ipotesi future che, eventualmente, richiederebbero ulteriori modifiche costituzionali e un iter complesso”.
A sostenere il fronte del Sì anche Eustachio Agricola, componente del comitato della Camera Penale di Capitanata, impegnato in queste settimane in una campagna informativa sul territorio: “Stiamo cercando di spiegare in maniera semplice cosa cambia con questa riforma e cosa invece non cambia. Il problema è che spesso il dibattito si sposta su argomenti che non trovano riscontro nel testo”.
Secondo Agricola, il rischio è quello di un voto poco consapevole: “Temo che molti cittadini non abbiano informazioni sufficienti. Si è parlato di subordinazione del pubblico ministero al governo o di derive autoritarie, ma sono elementi che non sono contenuti nella riforma”. Da qui la scelta di organizzare incontri pubblici anche a livello locale, con l’obiettivo di chiarire i contenuti del quesito referendario: “Noi siamo tecnici e sentiamo il dovere di spiegare. Oggi la campagna si gioca molto anche sui social, ma resta importante il confronto diretto con i cittadini”.
L’iniziativa di Vieste si inserisce quindi in un calendario più ampio di appuntamenti che stanno attraversando la provincia, nel tentativo di portare il confronto fuori dalle sedi istituzionali e dentro le comunità.
Dopo il confronto sul fronte del No, il dibattito si completa così anche sul versante opposto. Saranno poi gli elettori, nelle giornate del 22 e 23 marzo, a determinare l’esito della consultazione.
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