Catturato a Cerignola il presunto regista dei colpi ai portavalori: finita la fuga dopo il blitz di Modena

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La sua fuga era durata poche settimane, ma gli investigatori non avevano mai smesso di cercarlo. È stato rintracciato a Cerignola Francesco Pio Losurdo, l’uomo ritenuto uno dei principali organizzatori dei tentativi di assalto ai portavalori sventati a marzo nel Modenese, durante un’operazione che aveva già portato all’arresto di gran parte del gruppo.

Il blitz scattato nelle campagne di Vignola aveva colto di sorpresa il commando, radunato in un casolare isolato per preparare un attacco armato a un blindato in transito. Nella confusione, due uomini erano riusciti a scappare. Tra questi, secondo gli inquirenti, proprio il presunto coordinatore del gruppo, che avrebbe lasciato la zona attraversando campi e strade secondarie prima di far perdere le proprie tracce.

Gli investigatori hanno ricostruito i suoi movimenti fino al rientro in Puglia, dove avrebbe cercato rifugio in un’abitazione di Cerignola. È lì che gli agenti lo hanno individuato e arrestato, ponendo fine alla breve latitanza. Insieme a lui è stato fermato anche un secondo uomo, considerato il responsabile della logistica: avrebbe gestito i mezzi rubati, gli spostamenti e la scelta del terreno agricolo utilizzato come base operativa.

L’operazione di marzo aveva rivelato la dimensione del gruppo: armi lunghe, giubbotti antiproiettile, esplosivi, radio criptate, jammer per bloccare le comunicazioni e diversi veicoli rubati. Un’organizzazione che, secondo gli investigatori, operava con modalità quasi paramilitari, seguendo schemi già osservati in altri assalti ai blindati avvenuti negli ultimi anni lungo le principali arterie del Centro-Nord.

Il presunto capo del gruppo non era un volto nuovo per gli investigatori. Negli anni passati, il 44enne Losurdo era stato coinvolto in indagini su rapine ad alto impatto, spesso caratterizzate da un uso massiccio di armi e da una pianificazione accurata. Gli inquirenti ritengono che avesse ripreso un ruolo attivo nella riorganizzazione di gruppi specializzati negli assalti ai portavalori, un fenomeno che negli ultimi anni ha visto una recrudescenza soprattutto nelle regioni del Nord.

Con gli ultimi arresti, la squadra investigativa ritiene di aver individuato tutti i componenti del commando, ma restano aperti diversi filoni: possibili collegamenti con altri gruppi, la provenienza dell’arsenale sequestrato e l’eventuale coinvolgimento in colpi tentati o riusciti negli anni precedenti.

La procura che coordina l’inchiesta sta ora lavorando alla ricostruzione completa della rete di supporto che avrebbe permesso al gruppo di muoversi tra diverse regioni, reperire mezzi e armi e organizzare assalti sempre più complessi.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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