Vigna Nocelli, casi di tossinfezione alimentare. Di Carlo: “È un virus intestinale. Così fate solo un danno”

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Ieri, l’Attacco ha dato notizia di trenta casi di tossinfezione alimentare causati dall’ingestione di ostriche avariate dopo un banchetto a base di pesce crudo presso il Grand Hotel Vigna Nocelli. Nella stessa giornata di ieri, sono arrivate ulteriori conferme e precisazioni su quanto accaduto la scorsa settimana al relais 5 stelle situato tra Foggia e Lucera. Dopo i tentativi di mercoledì scorso, l’Attacco è riuscito a raggiungere telefonicamente il gestore e proprietario della struttura, Pino Di Carlo. Che ha precisato come nell’ultimo periodo si stiano registrando numerosi casi di gastroenterite virale, affatto riconducibili all’ingestione di pesce crudo. “Solo oggi (ieri, ndr), ho incontrato quattro persone che mi hanno detto di aver avuto dolori gastrointestinali, senza neppure passare con l’auto da Vigna Nocelli – ha asserito –. È chiaro come possa esserci un contagio se c’è un infetto ad un matrimonio. L’altra sera, ho cenato in una pizzeria di Foggia, eravamo in dieci, due sono stati male e gli altri otto sono stati bene, eppure abbiamo mangiato tutti le stesse cose, quindi è colpa della pizzeria o del virus? Stamattina (ieri, ndr), al Pronto Soccorso di Lucera c’erano venti ragazzi con dolori intestinali. Secondo loro, è stata la mensa universitaria ad intossicarli. Ma lì è tutto super controllato, si sono semplicemente infettati l’uno con l’altro”. Il presidente della Camera di Commercio di Foggia ha poi evidenziato i rischi dietro la pubblicazione dell’articolo: “A Vigna Nocelli ci sono cinquanta persone che lavorano. Così mettete a repentaglio il lavoro delle persone. Dietro a queste notizie ci sono famiglie che lavorano, ci sono sacrifici, bisogna quindi stare attenti”. “Ve lo dico ufficialmente. A Vigna Nocelli non c’è stata nessuna intossicazione. C’è invece un virus intestinale molto violento”, ha replicato. “Ci sono stati alcuni ospiti che ci hanno telefonato per lamentare il fatto che si fossero sentiti male, ma ripeto, non c’entra nulla l’alimentazione”, spiega. Alla domanda se fossero state eseguite ispezioni da parte dei NAS, risponde: “Non confermo né smentisco”. Ma aggiunge: “Ci sono state delle verifiche, che però non hanno portato a nulla”.

Poi, Di Carlo riparte con la predica: “Non serve a nessuno scrivere un articolo del genere. Lei ha asserito che a Vigna Nocelli ci sono stati circa trenta intossicati senza avere nessuna conferma. È un’informazione presa a caso che non serve a nessuno. L’unica cosa in cui siete riusciti è stato farmi un piccolo danno. Avrebbe dovuto fare un’indagine seria prima di pubblicare l’articolo”. E conclude ribadendo la sua versione: “Si tratta di un’influenza virale intestinale. Questa è la realtà, poi potete scrivere quello che volete”.

Insomma, il proprietario del Grand Hotel Vigna Nocelli, Pino Di Carlo, ha ribadito più volte come nel relais in agro di Lucera non ci sia stato alcun caso di tossinfezione alimentare, adducendo ai dolori gastrointestinali che hanno colpito gli ospiti della struttura la presenza di un violento virus intestinale, portando a sostegno della sua tesi anche situazioni che lo hanno coinvolto in prima persona e che gli sono state riferite da conoscenti e collaboratori.

Tuttavia, come già sottolineato in apertura, a l’Attacco sarebbero giunte diverse conferme, che sostengono come quanto scritto corrisponda al vero e che non sia per nulla legato al virus intestinale di cui parla Di Carlo, per quanto ciò che dichiara corrisponda in parte al vero.

l’Attacco valuterà se ritornare nei prossimi giorni sul caso Vigna Nocelli, assicurando che lo farà solo se le numerose conferme che sta ricevendo, anche mentre si sta scrivendo questo articolo, dovessero trovare un riscontro preciso e puntuale che possa definitivamente fare luce sulla questione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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