Nella notte tra l’1 e il 2 agosto, in Corso Roma angolo Piazza Papa Giovanni XXIII - Duomo, a Manfredonia, due autovetture sono state date alle fiamme. Una terza ha preso fuoco ed è stata salvata solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. “Dal 1° gennaio ad oggi siamo a circa una dozzina di auto incendiate in città. A zero arresti”, la denuncia del consigliere Giuseppe Marasco.

Prima di trasformarsi in cenere, il bosco si trasforma in fumo. È quello il primo segnale che qualcosa si sta spezzando: una colonna grigia che si alza all’orizzonte, il vento che cambia direzione, l’odore acre che arriva fino al mare. Sul Gargano, purtroppo, quella scena non appartiene soltanto ai ricordi. È una ferita che, a distanza di quasi vent’anni, continua a riaprirsi. Il 26 luglio scorso un incendio di origine presumibilmente dolosa/colposa ha nuovamente minacciato il territorio di Peschici. Alimentato dalle alte temperature e dal vento, il fronte di fuoco ha raggiunto rapidamente l’area di Baia di Manaccora, dove migliaia di turisti stavano trascorrendo le proprie vacanze. In pochi minuti la spiaggia si è trasformata nell’unico rifugio possibile per centinaia di persone, circondate dalle fiamme e senza alcuna via di fuga via terra. Ancora una volta, la salvezza è arrivata dal mare. Tra le prime imbarcazioni a lasciare il porto c’erano quelle della famiglia Costante. Nicola Costante, comandante e armatore del Tour delle grotte di Peschici, insieme al fratello Antonio, alla figlia Anna Nicole e al nipote Raffaele, ha immediatamente interrotto l’attività turistica per mettere le proprie motobarche al servizio dell’emergenza. Imbarcazioni progettate per accompagnare ogni giorno centinaia di visitatori lungo la costa del Gargano si sono trasformate, nel giro di pochi istanti, in mezzi di soccorso. Per Nicola quella scelta non è stata il frutto di un ragionamento, ma di un riflesso quasi naturale. Il mare è la sua casa da quando aveva appena una manciata di anni. Nato nel 1968, è cresciuto a bordo delle imbarcazioni di famiglia, imparando a conoscere ogni insenatura, ogni corrente e ogni tratto di costa del promontorio. Un patrimonio di esperienza costruito in decenni di lavoro che, nei momenti di emergenza, diventa qualcosa di molto più prezioso di una semplice competenza professionale. Coordinate dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza, le motobarche di Peschici e anche di Vieste hanno raggiunto rapidamente Baia di Manaccora, dove centinaia di persone attendevano di essere evacuate. Nonostante il rischio concreto che il fuoco potesse raggiungere anche le imbarcazioni e nonostante le condizioni estremamente difficili, gli armatori hanno iniziato a trasportare famiglie, bambini e anziani lontano dalla spiaggia, collaborando con una macchina dei soccorsi che ha visto impegnati anche Vigili del Fuoco, Protezione Civile e forze dell’ordine. “Complessivamente sono state messe in salvo oltre cinquecento persone” ci dice Nicola, fino a quando l’intervento dei Canadair è riuscito a contenere l’avanzata delle fiamme, consentendo di interrompere le operazioni di soccorso”. 

La conferenza stampa di presentazione del nuovo festival itinerante “Gargano Vivo - Radici in cammino”, tenuta questa mattina nella sala consiliare del Comune di Peschici, è stata anche l’occasione per tornare a parlare degli incendi che negli ultimi giorni hanno colpito duramente il Gargano. A margine della conferenza stampa, l’Attacco ha intervistato il commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele di Mauro, e l’assessora regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Debora Ciliento, chiedendo quali azioni saranno messe in campo per rafforzare la prevenzione.

Un Commissario Prefettizio che si accorge di quattro tonnellate di guano accumulate sulla torretta di Palazzo Celestini è, in fondo, la metafora più eloquente della politica sanseverese degli ultimi anni. Negli ultimi giorni, grazie all’intervento del dottor Francesco Cappetta, è tornato alla normalità anche il servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade. La criticità che aveva interessato il servizio è stata infatti superata attraverso una diffida nei confronti dell’azienda affidataria e l’applicazione delle sanzioni previste dal contratto. A sottolinearlo è stato lo stesso Commissario Straordinario del Comune di San Severo, che lunedì scorso ha replicato alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni ex amministratori comunali: “Ho letto nelle ultime ore dichiarazioni rilasciate alla stampa da ex amministratori comunali contenenti spunti polemici circa le difficoltà incontrate in alcuni giorni della scorsa settimana in merito al servizio di raccolta dei rifiuti. Precisato che la criticità è superata, in questa circostanza mi preme sottolineare che è in fase terminale la raccolta del guano che soffocava da decenni la Residenza Municipale di Palazzo Celestini e in particolare la torretta sovrastante il Palazzo”, continua. “A costoro ricordo che in pochi giorni l’azienda incaricata ha rimosso ben quattro tonnellate di guano, vale a dire quattromila chili di rifiuti speciali che inquinavano la città. Da quasi 25 anni nessun tipo di attività era stata posta. Peraltro, nel 2002, sul guano già esistente, è stato pure disposto un telo, senza provvedere alla rimozione dei rifiuti con ulteriore aggravamento della già grave situazione. D’intesa con il Dirigente Area IV, ing. Benedetto di Lullo, e la tecnostruttura comunale ho immediatamente disposto l’attività di bonifica per la salute pubblica con la rimozione di ogni tipo di rifiuto”, conclude. “Al termine di tali lavori altra azienda incaricata provvederà alla messa in funzione dopo diversi anni dell’orologio comunale che domina Piazza Municipio, simbolo identitario di questa città, soffocato anche esso, fino ad oggi, dal guano dei piccioni e dall’incuria”. A proposito di guano, il problema riguarderebbe anche la chiesa di San Francesco, già destinataria nel 2018 di un finanziamento del MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali di 300 mila euro per la messa in sicurezza (verifica del rischio sismico, riduzione delle vulnerabilità e restauro). In questo caso, non si tratta di un immobile di proprietà comunale, bensì dell’Istituto Educativo Assistenziale “San Francesco” – Asilo Infantile “Matteo Trotta”. Secondo i beninformati, anche in questo caso sarebbe necessario un intervento di bonifica, poiché la presenza del guano rappresenterebbe un potenziale rischio per la salute dei residenti della zona, costretti a convivere con i cattivi odori e gli effluvi provenienti dal tetto dell’edificio. Le informazioni raccolte parlano di oltre quattro tonnellate di guano accumulato anche sulla copertura della chiesa. Sono bastati appena 52 giorni di attività a un commissario prefettizio originario di Trani per accorgersi di quattro tonnellate di guano accumulate sulla torretta di Palazzo Celestini, a fronte di oltre 9.000 giorni di amministrazioni guidate da politici sanseveresi. Le responsabilità, naturalmente, non possono essere ricondotte esclusivamente alla politica. A pesare sono anche quelle di funzionari e dirigenti comunali che, per anni, hanno convissuto con quattromila chili di escrementi di piccione sopra le proprie teste, senza che fosse mai disposto un intervento di bonifica. Ma la realtà, si sa, è più facile da nascondere di quattro tonnellate di guano. Per questo abbiamo ascoltato i Sindaci che hanno amministrato San Severo negli ultimi venticinque anni.



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