Un Commissario Prefettizio che si accorge di quattro tonnellate di guano accumulate sulla torretta di Palazzo Celestini è, in fondo, la metafora più eloquente della politica sanseverese degli ultimi anni. Negli ultimi giorni, grazie all’intervento del dottor Francesco Cappetta, è tornato alla normalità anche il servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade. La criticità che aveva interessato il servizio è stata infatti superata attraverso una diffida nei confronti dell’azienda affidataria e l’applicazione delle sanzioni previste dal contratto. A sottolinearlo è stato lo stesso Commissario Straordinario del Comune di San Severo, che lunedì scorso ha replicato alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni ex amministratori comunali: “Ho letto nelle ultime ore dichiarazioni rilasciate alla stampa da ex amministratori comunali contenenti spunti polemici circa le difficoltà incontrate in alcuni giorni della scorsa settimana in merito al servizio di raccolta dei rifiuti. Precisato che la criticità è superata, in questa circostanza mi preme sottolineare che è in fase terminale la raccolta del guano che soffocava da decenni la Residenza Municipale di Palazzo Celestini e in particolare la torretta sovrastante il Palazzo”, continua. “A costoro ricordo che in pochi giorni l’azienda incaricata ha rimosso ben quattro tonnellate di guano, vale a dire quattromila chili di rifiuti speciali che inquinavano la città. Da quasi 25 anni nessun tipo di attività era stata posta. Peraltro, nel 2002, sul guano già esistente, è stato pure disposto un telo, senza provvedere alla rimozione dei rifiuti con ulteriore aggravamento della già grave situazione. D’intesa con il Dirigente Area IV, ing. Benedetto di Lullo, e la tecnostruttura comunale ho immediatamente disposto l’attività di bonifica per la salute pubblica con la rimozione di ogni tipo di rifiuto”, conclude. “Al termine di tali lavori altra azienda incaricata provvederà alla messa in funzione dopo diversi anni dell’orologio comunale che domina Piazza Municipio, simbolo identitario di questa città, soffocato anche esso, fino ad oggi, dal guano dei piccioni e dall’incuria”. A proposito di guano, il problema riguarderebbe anche la chiesa di San Francesco, già destinataria nel 2018 di un finanziamento del MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali di 300 mila euro per la messa in sicurezza (verifica del rischio sismico, riduzione delle vulnerabilità e restauro). In questo caso, non si tratta di un immobile di proprietà comunale, bensì dell’Istituto Educativo Assistenziale “San Francesco” – Asilo Infantile “Matteo Trotta”. Secondo i beninformati, anche in questo caso sarebbe necessario un intervento di bonifica, poiché la presenza del guano rappresenterebbe un potenziale rischio per la salute dei residenti della zona, costretti a convivere con i cattivi odori e gli effluvi provenienti dal tetto dell’edificio. Le informazioni raccolte parlano di oltre quattro tonnellate di guano accumulato anche sulla copertura della chiesa. Sono bastati appena 52 giorni di attività a un commissario prefettizio originario di Trani per accorgersi di quattro tonnellate di guano accumulate sulla torretta di Palazzo Celestini, a fronte di oltre 9.000 giorni di amministrazioni guidate da politici sanseveresi. Le responsabilità, naturalmente, non possono essere ricondotte esclusivamente alla politica. A pesare sono anche quelle di funzionari e dirigenti comunali che, per anni, hanno convissuto con quattromila chili di escrementi di piccione sopra le proprie teste, senza che fosse mai disposto un intervento di bonifica. Ma la realtà, si sa, è più facile da nascondere di quattro tonnellate di guano. Per questo abbiamo ascoltato i Sindaci che hanno amministrato San Severo negli ultimi venticinque anni.