Foggia, commemorazione Panunzio: Occasione mancata di ricordare il suo sacrificio su un bene confiscato alla mafia

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L'associazione "Giovanni Panunzio - Eguaglianza Legalità  Diritti" e la famiglia Panunzio comunicano che in occasione del 28esimo anniversario dell'omicidio di Giovanni Panunzio per mano della mafia foggiana si terrà  una commemorazione del cittadino foggiano il giorno 6 novembre 2020, dalle ore 10.30, a Foggia in Piazza Giovanni Panunzio, di fronte alla stele eretta a ricordo dell'imprenditore ucciso per essersi ribellato al racket e aver denunciato i suo estorsori. "Subito dopo la commemorazione, alla quale sono state invitate le istituzioni e le autorità  del territorio, la famiglia Panunzio e i rappresentanti dell'associazione a lui intitolata si recheranno presso il luogo di sepoltura di Panunzio, nel Cimitero di Foggia, per un momento di raccoglimento, occasione alla quale sono invitati tutti coloro che vorranno condividere con noi questo ulteriore impegno di memoria attiva nell'impegno costante contro la mafia. Entrambe le iniziative, organizzate dall'Associazione, si terranno in forma statica e nel rigoroso rispetto della normativa in materia di emergenza sanitaria da Sars-CoV-2". "La pandemia in corso impone per quest'anno, e al netto di possibili nuovi provvedimenti governativi ancora più stringenti, un'iniziativa in forma più sobria, ma che non vuole assolutamente venir meno al dovere di richiamarsi al coraggio civile dell'imprenditore foggiano, la cui figura ancora oggi suscita domande e impone a tutti risposte coraggiose, di fronte a una città  tuttora piagata dalla violenza mafiosa". "Abbiamo più volte detto e ribadiamo oggi che l'unico modo degno di ricordare quest'anno Panunzio sarebbe stato quello di una commemorazione di fronte al bene confiscato alla mafia foggiana, in particolare al clan 'Lanza', in località  Salice Nuovo, come abbiamo chiesto al Comune di Foggia, ente assegnatario, da molti mesi e, nello specifico, proprio per la data del 6 novembre 2020". "Purtroppo dal Comune di Foggia ci è giunta una risposta negativa, per una riferita questione di carattere amministrativo in materia di procedure di affidamento e per il 'poco tempo a disposizione', benchè la nostra richiesta al Sindaco di Foggia fosse stata formulata verbalmente già  la scorsa estate e benchè al Salice Nuovo il bene confiscato sia stati ristrutturato ormai da mesi e vi sia stato un bando di assegnazione a progettualità  sociale, andato deserto lo scorso giugno. Ragioni in più per dare visibilità  al bene tolto alla mafia.
La risposta da parte del Comune di Foggia è stata da noi accolta con vivo disappunto e rammarico. La questione non è di poco conto, poichè riteniamo fermamente che in luogo di iniziative nei più disparati luoghi della città , quest'anno, pur con i limiti dettati dalla pandemia e dopo il sangue innocente sparso per le nostre strade, sarebbe stato necessario andare là  dove la mafia ha avuto per anni casa, per dire in faccia alla sua violenza e protervia che lo Stato è più forte e che la mafia non vincerà  mai". "Occorreva e occorre andarlo a dire là , dove il potere mafioso, che attanaglia la nostra città  nella pericolosa forma della borghesia mafiosa saldata ai luogotenenti delle storiche batterie dei clan, si è manifestato in passato nella sua misura più diretta e feroce. Registriamo pertanto, una volta di più, il fatto che sul tema dei beni confiscati vi sono ritardi e poca attenzione, come, del resto, attestato dall'ennesimo e recente rinvio in Consiglio Comunale della discussione e approvazione del regolamento sui beni confiscati in città . Ritardi che hanno colpito anche un importante progetto per Foggia, ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia, sui Cantieri di Antimafia sociale, fortemente voluto dalla nostra Associazione e sul quale ritorneremo presto". "Si ponga attenzione, in ogni caso, sul fatto che la questione è annosa e non riguarda soltanto l'attuale Giunta (o quelle del passato), il Consiglio comunale o il Comune di Foggia, perchè un'insufficiente attenzione sul tema dei beni confiscati l'abbiamo registrata, nonostante i nostri continui appelli, da parte degli altri livelli di decisori cittadini, della classe imprenditoriale del territorio, dei mass media locali, dell'associazionismo, della classe politica di ogni schieramento, ecc. (al netto, ovviamente, di qualche eccezione degna di nota che provvederemo ad indicare nel prosieguo). La stessa comunità  cittadina, in buona parte, ha mostrato scarsa sensibilità . Non è così che si combatte la mafia a Foggia! Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato, fino ad oggi vanamente, di porre il tema, altri non hanno risposto a dovere". "Ciò significa che chi 'conta' concretamente in città  e ne decide in gran parte i destini non può dirsi all'altezza del sacrificio e del coraggio di Giovanni Panunzio. Con questo 'scandalo' gridato lo vogliamo dire oggi e lo vogliamo indicare come cifra della memoria attiva di questo 6 novembre 2020 e di quelli degli anni a venire".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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