La risposta da parte del Comune di Foggia è stata da noi accolta con vivo disappunto e rammarico. La questione non è di poco conto, poichè riteniamo fermamente che in luogo di iniziative nei più disparati luoghi della città , quest'anno, pur con i limiti dettati dalla pandemia e dopo il sangue innocente sparso per le nostre strade, sarebbe stato necessario andare là dove la mafia ha avuto per anni casa, per dire in faccia alla sua violenza e protervia che lo Stato è più forte e che la mafia non vincerà mai". "Occorreva e occorre andarlo a dire là , dove il potere mafioso, che attanaglia la nostra città nella pericolosa forma della borghesia mafiosa saldata ai luogotenenti delle storiche batterie dei clan, si è manifestato in passato nella sua misura più diretta e feroce. Registriamo pertanto, una volta di più, il fatto che sul tema dei beni confiscati vi sono ritardi e poca attenzione, come, del resto, attestato dall'ennesimo e recente rinvio in Consiglio Comunale della discussione e approvazione del regolamento sui beni confiscati in città . Ritardi che hanno colpito anche un importante progetto per Foggia, ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia, sui Cantieri di Antimafia sociale, fortemente voluto dalla nostra Associazione e sul quale ritorneremo presto". "Si ponga attenzione, in ogni caso, sul fatto che la questione è annosa e non riguarda soltanto l'attuale Giunta (o quelle del passato), il Consiglio comunale o il Comune di Foggia, perchè un'insufficiente attenzione sul tema dei beni confiscati l'abbiamo registrata, nonostante i nostri continui appelli, da parte degli altri livelli di decisori cittadini, della classe imprenditoriale del territorio, dei mass media locali, dell'associazionismo, della classe politica di ogni schieramento, ecc. (al netto, ovviamente, di qualche eccezione degna di nota che provvederemo ad indicare nel prosieguo). La stessa comunità cittadina, in buona parte, ha mostrato scarsa sensibilità . Non è così che si combatte la mafia a Foggia! Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato, fino ad oggi vanamente, di porre il tema, altri non hanno risposto a dovere". "Ciò significa che chi 'conta' concretamente in città e ne decide in gran parte i destini non può dirsi all'altezza del sacrificio e del coraggio di Giovanni Panunzio. Con questo 'scandalo' gridato lo vogliamo dire oggi e lo vogliamo indicare come cifra della memoria attiva di questo 6 novembre 2020 e di quelli degli anni a venire".
Foggia, commemorazione Panunzio: Occasione mancata di ricordare il suo sacrificio su un bene confiscato alla mafia
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La risposta da parte del Comune di Foggia è stata da noi accolta con vivo disappunto e rammarico. La questione non è di poco conto, poichè riteniamo fermamente che in luogo di iniziative nei più disparati luoghi della città , quest'anno, pur con i limiti dettati dalla pandemia e dopo il sangue innocente sparso per le nostre strade, sarebbe stato necessario andare là dove la mafia ha avuto per anni casa, per dire in faccia alla sua violenza e protervia che lo Stato è più forte e che la mafia non vincerà mai". "Occorreva e occorre andarlo a dire là , dove il potere mafioso, che attanaglia la nostra città nella pericolosa forma della borghesia mafiosa saldata ai luogotenenti delle storiche batterie dei clan, si è manifestato in passato nella sua misura più diretta e feroce. Registriamo pertanto, una volta di più, il fatto che sul tema dei beni confiscati vi sono ritardi e poca attenzione, come, del resto, attestato dall'ennesimo e recente rinvio in Consiglio Comunale della discussione e approvazione del regolamento sui beni confiscati in città . Ritardi che hanno colpito anche un importante progetto per Foggia, ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia, sui Cantieri di Antimafia sociale, fortemente voluto dalla nostra Associazione e sul quale ritorneremo presto". "Si ponga attenzione, in ogni caso, sul fatto che la questione è annosa e non riguarda soltanto l'attuale Giunta (o quelle del passato), il Consiglio comunale o il Comune di Foggia, perchè un'insufficiente attenzione sul tema dei beni confiscati l'abbiamo registrata, nonostante i nostri continui appelli, da parte degli altri livelli di decisori cittadini, della classe imprenditoriale del territorio, dei mass media locali, dell'associazionismo, della classe politica di ogni schieramento, ecc. (al netto, ovviamente, di qualche eccezione degna di nota che provvederemo ad indicare nel prosieguo). La stessa comunità cittadina, in buona parte, ha mostrato scarsa sensibilità . Non è così che si combatte la mafia a Foggia! Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato, fino ad oggi vanamente, di porre il tema, altri non hanno risposto a dovere". "Ciò significa che chi 'conta' concretamente in città e ne decide in gran parte i destini non può dirsi all'altezza del sacrificio e del coraggio di Giovanni Panunzio. Con questo 'scandalo' gridato lo vogliamo dire oggi e lo vogliamo indicare come cifra della memoria attiva di questo 6 novembre 2020 e di quelli degli anni a venire".
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