Potrebbe essere molto più difficile del previsto venire a capo della dinamica dell'incidente nel quale hanno perso la vita i giovani lucerini Michele Di Canio, di 20 anni, e l'amico Michele Sgueo, di 17 (sarebbe diventato maggiorenne il prossimo maggio, ndr). "All'apparenza poteva sembrare uno scontro frontale, in realtà è un incidente con quattro auto coinvolte", hanno raccontato a l'Attacco dalla società Studio3A-Valore S.p.A., specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali in ogni tipologia di sinistro, che ha subito acquisito tutta la documentazione disponibile e già attivato i propri esperti per la sua disamina, a cominciare dall'ingegner Pietro Pallotti, il tutto in stretta collaborazione con l'avvocato penalista del Foro di Bari Aldo Fornari.
"Così come riporta il verbale redatto dai carabinieri che sono giunti sul posto immediatamente dopo il sinistro, oltre alle due che hanno impattato, c'è un altro veicolo che ha colpito il mezzo su cui viaggiavano i due giovani deceduti, sulla fiancata, poi vi è una quarta auto di cui non sappiamo nulla, nemmeno che ruolo abbia all'interno della dinamica dell'incidente. Non è identificata, nel senso che il conducente è andato via", viene ancora riferito a l'Attacco.
La tragedia si è consumata alle 17.30 del 24 gennaio scorso, lungo la strada provinciale 109 San Severo-Lucera in corrispondenza del chilometro 3.8, nel territorio comunale di San Severo, già teatro di tanti drammi. Michele Di Canio, nonostante l'età, era già un affermato pizzaiolo: dopo aver studiato ed essersi diplomato all'istituto alberghiero della sua città, si era formato in un corso ad hoc, si era fatto conoscere e apprezzare per la sua "arte" nei locali della zona e aveva persino vinto diversi premi. Anche l'Associazione Pizzaioli Garganici ha voluto esprimere il suo cordoglio per la morte del "giovane collega" stringendosi ai suoi cari. Domenica scorsa il ventenne stava percorrendo appunto la Sp 109 con la sua Fiat Punto nella quale trasportava Michele Sgueo, quando, per cause al vaglio dei carabinieri di San Severo, intervenuti per i rilievi, la vettura si è scontrata frontalmente con una Opel Mokka condotta da V. O., 42 anni, di Biccari, e con a bordo P. O., 37 anni, sempre di Biccari, che sono rimasti feriti ma se la sono cavata.
I due Michele, tuttavia, hanno avuto l'ulteriore sventura che sulla loro macchina, dopo il primo impatto, si è abbattuta, all'altezza della fiancata, anche una Mercedes G 320 condotta da M. G., 64 anni, pure lui di Lucera, che sopraggiungeva subito dopo e che evidentemente ha frenato troppo tardi. Ora gli inquirenti dovranno stabilire, anche sulla base delle lesività riscontrate sulle salme dei due ragazzi nella ricognizione esterna effettuata dal medico legale, se e quanto abbia inciso sul loro decesso questo successivo e violento urto: da prassi, in ogni caso, anche il conducente della Mercedes, unitamente a quello della Mokka, è indagato per omicidio stradale nell'ambito del procedimento penale aperto all'indomani della tragedia dalla Procura di Foggia, per il tramite del Pubblico Ministero Alessio Marangelli, che ha convalidato il sequestro probatorio dei veicoli coinvolti effettuato dai militari.
Ma all'appello ne manca uno. Nel rapporto degli inquirenti, infatti, figura anche un "veicolo D", un'auto "ignota" il cui conducente si è allontanato: ad ora non si conosce il ruolo che avrebbe avuto quest'ulteriore mezzo e che da alcune indiscrezioni potrebbe aver causato una fatale turbativa. "Non si conosce il ruolo di questo ulteriore mezzo - è stato riferito a l'Attacco dalla società Studio3A-Valore S.p.A. -, c'è solo l'indiscrezione della sua presenza e che potrebbe aver creato una turbativa. Cosa vuol dire? Che magari può aver girato all'improvviso, può aver proceduto in maniera eccessivamente lenta oppure si è buttata repentinamente sulla carreggiata, tagliando la strada a qualcuno oppure aver fatto un sorpasso azzardato. Nel verbale si parla di un veicolo, un'autovettura privata, ignota, con conducente allontanatosi e assicurazione non accertata. Probabilmente sono stati i soggetti coinvolti nell'incidente ad aver testimoniato della presenza di un ulteriore mezzo sulla scena del sinistro. Noi, allo stato attuale, non abbiamo niente perché chi si è affidato alla società è la famiglia di uno dei due ragazzi deceduti. L'unica possibilità, presumo, è che il mezzo possa essere stato dagli altri conducenti coinvolti o da qualcuno che ha visto di passaggio ciò che è accaduto".
Di fronte ai tanti punti oscuri di questo drammatico incidente i familiari di Michele Di Canio - che hanno dato l'estremo saluto al loro caro mercoledì nella basilica cattedrale di Lucera assieme a una folla commossa di parenti e amici, accorsi anche per i funerali di Michele Sgueo -, per fare piena luce sui fatti e sulle responsabilità, attraverso il responsabile della sede di Bari Sabino De Benedictis, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A. La società confida che la Procura foggiana disponga al più presto una perizia cinematica per ricostruire con obiettività e precisione la dinamica e le cause del sinistro. Oltre ovviamente ad auspicare così come la mamma, il papà, il fratello e i nonni di Michele, che si possa quanto prima risalire all'auto, se non "pirata", di sicuro sconosciuta, e al suo conducente.
"La perizia cinematica viene disposta quasi sempre per incidenti complicati - viene evidenziato -. L'incaricato è un ingegnere cinematico, professionista forense che fa proprio questo di mestiere, e ha il compito di ricostruire le cause dell'incidente. Va a vedere il luogo dell'incidente, esamina le auto che sono poste sotto sequestro, calcola la velocità, se sono state rispettate le norme del codice della strada, valuta chi ha sbagliato, chi invece ha agito con prudenza. Insomma, è la perizia che va a ricostruire le cause, le modalità, la dinamica e le responsabilità dell'incidente. Telecamere? Non lo sappiamo, è quello che speriamo perché c'è un'indagine in corso e noi abbiamo acquisito solo i documenti redatti dagli investigatori, ovvero il verbale dei carabinieri e verbale di sequestro. La Procura non ha disposto ancora l'autopsia, solo l'esame esterno. Noi spingiamo per la perizia cinematica, anche se il Pm può ritenere sufficiente ciò che viene redatto dai militari accorsi sul posto. Generalmente, però, in questi casi, con incidenti gravi, ci si affida a un perito. Per la nostra parte, se verrà disposto, affideremo l'incarico all'ingegnere Pallotti che si occupa di questo in Puglia".
Pietro Capuano
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