Nel periodo di applicazione delle norme anti Covid limitanti gli spostamenti di persone e veicoli, per eludere i controlli facevano uso di trasporti pubblici per raggiungere i luoghi di approvvigionamento e spaccio, camuffandosi tra i pendolari.
Le indagini, dirette dalla locale Procura della Repubblica e condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Vico del Gargano e dalla Stazione CC di Peschici, hanno consentito di disarticolare, in Peschici e Vico del Gargano, una rete di soggetti dediti alla detenzione ed alla cessione di stupefacenti, che, nel periodo di applicazione delle norme anti Covid limitanti gli spostamenti di persone e veicoli, per eludere i controlli facevano uso di trasporti pubblici per raggiungere i luoghi di approvvigionamento e spaccio, camuffandosi tra i pendolari.In corso di esecuzione perquisizioni da parte dei militari dell'Arma.
I dettagli ed il resoconto dell'operazione sono stati forniti nella video conferenza che si è appena conclusa.L'attività di indagine, incentrata su Peschici, è stata molto articolata e vede coinvolti personaggi, con precedenti, della cittadina garganica. Sono stati effettuati notevoli servizi e attività tecniche attraverso le quali si è arrivati a numerosi sequestri di stupefacenti, quantitativi rilevanti di hashish e marijuana. Il nome dell'operazione deriva dal luogo di incontro dei malviventi, un ex albergo oggi un rudere, chiamato Gatto Rosso. Il canale di approvvigionamento era San Nicandro Garganico.
In sette sono finiti in carcere e due ai domiciliari, le indagini si sono svolte da ottobre 2019 a marzo 2020. Sono stati sequestrati 100 gr hashish, 500 gr marijuana e 260 gr coca: valore tot. 35 mila euro.
A volte è stato detto durante la conferenza stampa per la consumazione venivano utilizzati nomi specifici: %u2018mezzo fumo', %u2018intero', %u2018mezza cocaina', che non lasciavano spazio all'immaginazione. Non c'era un capo, i clienti erano di tutti i tipi, anche stranieri e turisti. Le cessioni avvenivano in strada. Questa mattina, durante una perquisizione, sono state trovate altre quantità di droga.
Attraverso il monitoraggio dei mezzi pubblici, durante il primo lockdown, le forze dell'ordine hanno scoperto che i malviventi hanno utilizzato i bus per approvvigionarsi o spacciare la droga. C'è stato un caso accertato e un arrestato in flagrante. Gli arrestati non risultano collegati alla criminalità organizzata del posto.
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