Bomba a San Severo, è l'azione (forse) di un cane sciolto. Preoccupa la microcriminalità e il disagio sociale

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L'arresto del 45enne di San Severo accusato di essere l'autore dell'atto intimidatorio al gestore dell'agenzia Tecnocasa della città dei campanili ha certificato il cambio di strategia dell'approccio criminale dei malfattori verso gli imprenditori locali. A San Severo, infatti, c'è stata una stagione delle bombe (siamo nel 2015/2016) e già all'epoca le forze dell'ordine avevano riscontrato un nuovo modus operandi nella richiesta del pizzo ai commercianti.
L'arresto del 45enne di San Severo accusato di essere l'autore dell'atto intimidatorio al gestore dell'agenzia Tecnocasa della città dei campanili ha certificato il cambio di strategia dell'approccio criminale dei malfattori verso gli imprenditori locali. A San Severo, infatti, c'è stata una stagione delle bombe (siamo nel 2015/2016) e già all'epoca le forze dell'ordine avevano riscontrato un nuovo modus operandi nella richiesta del pizzo ai commercianti.

Non c'è più il soggetto che va a chiedere la tangente all'interno del negozio, visto che ormai quasi tutti sono dotati di telecamere di videosorveglianza, e quindi si agisce diversamente: prima viene messa la bomba e in seguito arrivano le intimidazioni e dunque la richiesta del denaro. Se l'imprenditore non riceve una telefonata, è premura dei malviventi lasciare degli indizi per far capire chi è stato l'autore del gesto. In pratica si è ribaltata la situazione, è il commerciante che deve capire chi richiede il pizzo.

In questo caso il commerciante è stato contattato. Nel corso di una telefonata a scopo estorsivo al titolare dell'attività, l'interlocutore ha avanzato una minaccia eloquente: "Prepara 50mila euro altrimenti la prossima volta (bomba, ndr) sarà sotto casa tua". In una successiva telefonata, il pregiudicato ha intimato alla vittima "di fare il bravo" e di affrettarsi. La scelta dell'imprenditore da puntare può essere effettuata in base al tipo di mercato in cui opera quel commerciante. Inoltre, i malfattori potrebbero valutare anche la possibilità di entrare in qualche modo in quella fetta di economia.

Come detto già su queste colonne Antonello Bisceglie, bersaglio del bombarolo, è una persona che non è mai entrata in contatto con questo mondo opaco, ha sempre sostenuto che l'unica arma in possesso di un imprenditore è la denuncia e lo ha fatto senza timori. In questo caso le forze dell'ordine sono riuscite così a scovare in tempi brevi chi ha perpetrato l'atto intimidatorio nei suoi confronti.

Ci si domanda il perché i malviventi continuino a chiedere il pizzo in un momento storico così difficile per tutte le attività commerciali, forse ciò accade perché alla fine si vuole arrivare all'acquisizione dell'attività per poter riciclare denaro. C'è la sensazione che la criminalità, una volta studiato il territorio in cui opera, si muova per "prossimità". In questo momento a San Severo c'è una situazione di vuoto nella compagine criminale della città, in quanto i boss storici sono in carcere o sono deceduti.

Quindi, chi agisce sono i cosiddetti "cani sciolti" o coloro che vogliono riempire e colmare quel vuoto. In città, infatti, sta emergendo una nuova generazione di persone dedite ad atti illeciti. Un'altra ipotesi è che si continua con la richiesta di pizzo e tangenti per reperire risorse con lo scopo di aiutare chi in questo momento è in carcere. Infine un'altra pista, però meno battuta, è la presenza di un nome che ancora non è finito nella rete delle forze dell'ordine.

Chi ha agito in quest'ultimo caso è sicuramente una persona esperta, che sa quali sono i canali per reperire polvere da sparo, conosce come utilizzare un ordigno artigianale, è una situazione a parte rispetto al fenomeno delle spaccate che ultimamente sta emergendo nel centro sanseverese. "La situazione è tranquilla sotto questo profilo - ha riferito a l'Attacco Nazario Tricarico - però è presente una microcriminalità e un disagio sociale spaventosi, i problemi sono tantissimi, la città è invivibile. Noi stiamo allevando dei piccoli boss, dei ragazzi oggi minorenni che tra qualche anno combineranno atti sempre più criminali. La città è piena di ragazzi senza un futuro e, se non si percepisce questo aspetto, connesso alla mancanza di lavoro, ciò potrebbe risultare un mix esplosivo".

In città, infatti, si registrano atti di bullismo e consumo di droghe anche da parte di minorenni che sembrano non avere un futuro "e che, in effetti, appaiono abbandonati da tutti - ha aggiunto Tricarico -. E' saltato il confine tra i ragazzi che emergevano e che erano propensi più a una vita da classe dirigente rispetto ad altri che avevano il destino segnato. C'è un video del 2018 di un cantante sanseverese (U Nirh, la canzone si intitola 'Manette', ndr) che spiega appieno qual è la situazione che viviamo oggi".

Pare un po' ritornare quella stagione cui seguirono forti pressioni e richieste per aumentare i controlli in città: "L'emergenza criminale riguardava più fatti che vedevano come protagonisti ragazzi minorenni o al più appena maggiorenni e non l'azione di boss conclamati, segno questo che il degrado e il disagio sociale sono andati sempre via via più aumentando", ha concluso Tricarico.

Pietro Capuano

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testatina dillo al direttore WEB

 



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