Il GUP, Armando Dello Iacovo, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del PM Marina Gravina nei confronti del 53enne manfredoniano Biagio Cipparano, per l'omicidio premeditato del consulente del lavoro Vincenzo Paglione.
Il giudice ha anche dichiarato inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato che venne avanzata nelle scorse udienze dal difensore l'avvocato Michele Sodrio, rigettando anche la richiesta di perizia psichiatrica avanzata sempre da Sodrio.
Confermando l'esistenza della premeditazione, il giudice ha applicato la nuova normativa (voluta dal primo Governo Conte), che vieta il giudizio abbreviato (con uno sconto di pena di 1/3) per tutti i delitti puniti con l'ergastolo e fra questi c'è appunto l'omicidio con premeditazione. Evidentemente il GUP ha accolto la tesi di pubblico ministero e parti civili, cioè il fatto che Cipparano avesse deciso diversi giorni prima di uccidere Paglione, ritenuto un rivale in amore per una relazione sentimentale con la ex moglie dell'assassino.
Abbiamo nuovamente sentito l'avvocato Michele Sodrio, difensore di Biagio Cipparano: "E'una decisione che non condivido, ma che ovviamente rispetto, avendo massima stima nel giudice che l'ha emessa. Resto convinto che andremo a celebrare un dibattimento non necessario, trattandosi di un reo confesso e soprattutto in assenza di prove certe sulla premeditazione. Mi aspetto che i giudici della corte d'assise riconoscano la correttezza della nostra tesi. La nuova normativa vieta l'abbreviato in questi casi, ma se l'aggravante viene esclusa dopo il dibattimento, l'imputato avrà comunque dirittoallo sconto di un terzo della pena. Questo sarà il nostro obiettivo nel corso del processo".
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