Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande di pm e gip del Tribunale per i minorenni di Bari il 17enne foggiano rinchiuso dal 25 febbraio nel carcere minorile 'Fornelli' del capoluogo regionale in quanto ritenuto il rapinatore-killer che accoltellò ripetutamente al volto Francesco Traiano, il trentottenne titolare del bar-tabaccheria 'Gocce di caffè' di via Guido Dorso, a Foggia, ferito il pomeriggio del 17 settembre 2020 durante una rapina e morto agli ospedali riuniti il 9 ottobre dopo 22 giorni di coma.
Il ragazzo, difeso dall'avvocato Francesco Santangelo, ha scelto la linea del silenzio nell'interrogatorio in videoconferenza dal carcere minorile di Bari collegato con l'aula del gip Patrizia Famà, presente anche il pm Rosario Plotino. La difesa valuterà un eventuale ricorso al Tribunale della Libertà. Il minorenne è accusato di omicidio volontario quale autore materiale dell'accoltellamento; concorso con i quattro maggiorenni in rapina aggravata; concorso con uno dei maggiorenni nel furto della Fiat Punto rubata nel capoluogo dauno la sera del 16 settembre, utilizzata il giorno dopo la sanguinosa rapina; e - lo si è appreso anche adesso - di detenzione ai fini di spaccio di eroina, che avrebbe smerciato in alcune occasioni nell'autunno scorso.
Antonio Pio Tufo, Antonio Bernardo e Christian Consalvo, detenuti nel carcere di Foggia, verranno interrogati nelle prossime ore dal gip del Tribunale di Foggia: la Procura contesta loro il concorso anomalo nell'omicidio volontario (reato diverso da quello voluto) e il concorso nella rapina; Consalvo risponde anche di concorso nel furto della Fiat Punto, pur se per questa imputazione il gip ha ritenuto insufficienti gli indizi a suo carico; Tufo e Bernardo sono accusati anche della ricettazione dell'auto; Bernardo, insieme aSimone Pio Amorico, di aver incendiato la Fiat Punto la sera del 17 settembre.
Il quinto uomo dell'inchiesta "Destino", e l'unico a essere stato posto ai domiciliari in occasione del blitz di pochi giorni fa, è Amorico. La Procura dauna gli contesta il concorso in rapina, sostenendo che pur non partecipando materialmente al colpo lo organizzò insieme ai coindagati che aiutò anche subito dopo la commissione della rapina-omicidio. Il gip Dello Iacovo ha ritenuto invece che Amorico intervenne dopo la rapina, andando a prendere in auto per riportarli in città Consalvo e il minore, dopo che questi due avevano abbandonato la Fiat Punto in campagna, per cui deve rispondere di favoreggiamento: anche l'interrogatorio di Amorico è stato fissato nei prossimi giorni.
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