La Procura della Repubblica di Foggia se ne sta occupando e oggi verrà conferito il mandato al consulente della PM, Giulia Falchi, per l'esame autoptico, alla presenza dei legali di fiducia della famiglia.
Jonathan Spano, giovane 25enne di Manfredonia, è spirato domenica scorsa, 16 maggio, nel Pronto Soccorso del San Camillo de Lellis, questo è tristemente certo. Tutto il resto è da vedersi, da capire come sia avvenuto e si vi siano responsabilità. In quest'ultimo caso, di chi siano. La versione dei fatti dichiarata dalla sua compagna, Rossella Pinto, è chiara.
È domenica mattina, appunto, quando Jonathan inizia ad avvertire forti dolori toracici. Le fitte lancinanti fanno presagire qualcosa di serio, forse un infarto, perciò vengono richiesti soccorsi con una telefonata al 118.
La risposta ricevuta dall'altro capo del telefono è stata pressappoco questo: l'autoambulanza con il medico a bordo non è disponibile, perché attualmente in sanificazione dopo aver svolto un altro intervento. La prassi del periodo Covid-19, infatti, prevede che ogni mezzo e ogni persona che abbiano concorso al trasporto di un paziente debbano adottare la procedura conclusiva della sanificazione. Soltanto dopo si può ripartire in servizio attivo.
La penuria (eufemismo) di mezzi che potessero garantire il soccorso necessario aveva lasciato la compagna di Jonathan senza parole, probabilmente. Non riusciva a credere a quello che le era stato riferito ma non si è scoraggiata. Il ragazzo è stato accompagnato in ospedale comunque, grazie al trasporto in auto. Pochi minuti, 5 o 6 a detta di qualche parente, ed era al Pronto Soccorso.
Viene messa in atto la procedura del triage Covid-19, altro elemento certo, questo significa che trascorre del tempo e Jonathan non riceve ancora alcuna cura.
Non avrebbe avuto modo nemmeno di compilare la modulistica, viene riferito a l'Attacco, tanta era la sofferenza per i dolori lancinanti al petto che gli impedivano di farlo.
Una volta portato nei locali interni del Pronto Soccorso, l'unica cosa successa è stata la comunicazione che hanno dato a chi attendeva all'esterno: è deceduto, dice un congiunto. La causa sarebbe un arresto cardiocircolatorio.
La Procura ha sequestrato la cartella clinica e starebbe verificando, tra i tanti elementi, anche il tempo intercorso dall'arrivo del giovane fino alla sua morte, oltre che i contenuti della telefonata di richiesta soccorsi. I parenti riferiscono che è entrato in ospedale verso le 11 ed è morto dopo le 13. Più di due ore, quindi, sarebbe il tempo trascorso in attesa. Fatale o meno, lo stabiliranno gli organi inquirenti.
La questione è ancora sub-judice, perciò non vogliamo rilasciare dichiarazioni - dice l'avvocato Marco Trivisonne a l'Attacco - dal momento che c'è un procedimento penale pendente. Il legale che tutela la famiglia di Jonathan, con il collega del Foro di Foggia, l'avvocato Marco Biscotti, si riferisce alle ipotesi di reato formulata dalla Procura a carico di ignoti: omicidio colposo, responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.
Per maggiore chiarezza, quando si parla di famiglia di Jonathan Spano ci si riferisce alla sua compagna, alla figlia di pochi anni che ha avuto con Jonathan e alla prossima nascitura. Già, perché sarebbe diventato presto di nuovo papà. Adesso non potrà più accogliere l'ultimagenita e i suoi cari vogliono sapere se è stato fatto tutto il possibile oppure c'è stato qualche dolo.
In parallelo, verrà dato incarico a un consulente di parte - anticipa Trivisonne -, per valutare se esistano profili di responsabilità civile. Servirà per individuare, al di là di quelli che sono gli accertamenti penali, se ci sono ipotesi di responsabilità civilistica. Ergo, verificare gli elementi che potrebbero essere utili per proporre anche un'eventuale azione risarcitoria.
Ma è ancora del tutto prematuro, per quanto i legali si stanno muovendo tenendo in conto tutti i risvolti possibili, da qui ai riscontri oggettivi che inizieranno ad arrivare con l'esame autoptico. Domande, ipotesi, dubbi, zone d'ombra nei soccorsi prestati, le chiamano gli avvocati Marco Trivisonne e Marco Biscotti.
Il 25enne manfredoniano non aveva mai avuto patologie precedenti che potessero far presagire il malore di domenica scorsa, assicurano parenti e amici.
La famiglia è ancora molto scossa e non è stata nemmeno nelle condizioni di poter celebrare i funerali di Jonathan, vista la denuncia presentata. Un dolore maggiore, oltre che ancora più prolungato. Sarà lenito dall'accertamento dei fatti occorsi, ma resterà più o meno latente nei cari e in coloro che si attendono risposte e spiegazioni circa la morte di un giovane, che si trovava nel Pronto Soccorso da più di due ore, vi ha sofferto sperando in un'assistenza adeguata che, invece, non gli è stata resa.
Matteo Fidanza
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