La criminalità di San Severo è mafia, fioccano 32 condanne per il clan Testa-La Piccirella - Nardino

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Lo ha stabilito per la prima volta il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bari Mario Galesi, che ha inflitto 32 condanne nel processo con rito abbreviato a carico di presunti affiliati ai clan Testa-La Piccirella e Nardino, attivi nel paese in provincia di Foggia. Sedici anni di reclusione sono stati inflitti a Severino Testa, detto il Puffo, ritenuto al vertice del clan Testa-La Piccirella, e a 11 anni Carmine Delli Calici. Testa rispondeva di associazione mafiosa, traffico di droga e detenzione di armi, mentre Delli Calici di associazione mafiosa, tentata estorsione e detenzione di armi
La criminalità di San Severo è mafia. Lo ha stabilito per la prima volta il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bari Mario Galesi, che ha inflitto 32 condanne nel processo con rito abbreviato a carico di presunti affiliati ai clan Testa-La Piccirella e Nardino, attivi nel paese in provincia di Foggia. Sedici anni di reclusione sono stati inflitti a Severino Testa, detto il Puffo, ritenuto al vertice del clan Testa-La Piccirella, e a 11 anni Carmine Delli Calici. Testa rispondeva di associazione mafiosa, traffico di droga e detenzione di armi, mentre Delli Calici di associazione mafiosa, tentata estorsione e detenzione di armi.
Entrambi furono arrestati nell'operazione Ares del giugno del 2019 che portò all'arresto di 50 persone e che mise in evidenza l'esistenza di un'associazione mafiosa nel comune Foggiano, riconosciuta come autonoma ed indipendente rispetto alla Società Foggiana. Il pm, al termine del processo con rito abbreviato, aveva chiesto per Testa e Delli Calici condanne rispettivamente a 12 ed 8 anni di reclusione. La sentenza ha quindi inflitto pene maggiori a quelle richieste dalla pubblica accusa.
Tra i condannati nell'altro filone, chiusosi due giorni fa, vi sono elementi di primo piano delle presunte famiglie mafiose sanseveresi, tra cui Franco e Roberto Nardino, a capo dell'omonimo clan, rispettivamente condannati a 18 anni e a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Il primo, in un'intercettazione riportata dall'allora procuratore di Bari Giuseppe Volpe, ordinando un pestaggio, diceva il paese è nostro. Per Giuseppe La Piccirella, ritenuto al vertice dell'omonimo clan, è in corso il processo con rito ordinario davanti al Tribunale di Foggia.
Nel corso delle indagini la polizia documentò un inteso traffico di sostanze stupefacenti con approvvigionamenti anche all'estero. In particolare i poliziotti accertarono che il clan Nardino si riforniva di cocaina da Olanda, Germania e Napoli, cercando di avviare un canale con l'Albania per la marijuana. Il gruppo La Piccirella-Testa invece, secondo l'accusa, impose agli spacciatori sanseveresi di rifornirsi dal loro gruppo o di versare una percentuale sui guadagni.
Fonte : Il Fatto Quotidiano

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