Spedizioni punitive per droga non pagata, smantellato gruppo violento a Lucera: cinque arresti

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L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia eseguita nelle prime ore del mattino di ieri ha disposto la custodia cautelare in carcere a carico dei fratelli Giovanni e Marco Albis, rispettivamente di 21 e 19 anni. Dietro le sbarre anche il 19enne Giuseppe Costantinoe il 18enne Vincenzo Esposito, solo quest'ultimo incensurato. Domiciliari, infine, al 43enne Fabrizio Albis, diversamente abile, padre dei due giovani fratelli. Tutti sono ritenuti responsabili dei reati di estorsione in concorso e lesioni personali. Il provvedimento giunge all'esito di una complessa attività  investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Foggia e dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e dalla Stazione di Lucera, tra i mesi di febbraio e aprile scorsi. Tutto era partito dalla denuncia sporta da un uomo alla fine dello scorso febbraio che aveva riferito di essere rimasto vittima di un violento pestaggio, ordinato da Fabrizio Albis e messo in pratica dai suoi figli, a causa di un debito con questi di 5.500 euro non onorato. Il pestaggio era stato talmente violento da portare la vittima a un ricovero d'urgenza all'ospedale di San Giovanni Rotondo, dove era poi stato addirittura sottoposto ad un intervento chirurgico. Le indagini immediatamente avviate avevano però consentito di far luce su di una vicenda dai contorni diversi da quelli inizialmente tratteggiati dalla vittima. Era infatti emerso che il "credito" vantato dagli Albis non fosse da imputarsi a una loro liberalità , bensì a numerose cessioni di cocaina mai pagate. Si era potuta così accertare l'esistenza di un vero e proprio gruppo criminale formato dai giovanissimi arrestati e con a capo Fabrizio Albis, che non esitava a ricorrere alla violenza per recuperare i crediti derivanti dalla vendita di sostanze stupefacenti. Svariati sono stati gli episodi documentati che hanno visto vittima il denunciante. Già  nel luglio 2017 Fabrizio e Marco Albis, notato l'uomo in via Campanile, lo avevano affiancato con l'auto intimandogli di saldare un debito di 200 euro e, resisi conto dell'impossibilità  di ottenere il pagamento, lo avevano aggredito selvaggiamente nell'indifferenza generale dei numerosi passanti. Un'altra aggressione si era verificata nell'agosto 2017, quando Albis in compagnia del figlio Giovanni aveva costretto l'uomo a salire a bordo della propria vettura per poi colpirlo al petto con un bastone.
Si è così arrivati alle aggressioni del 2019. La prima, commessa nel mese di febbraio, riconducibile a Fabrizio Albis, nel ruolo di mandante e istigatore dei suoi figli (questi ultimi quali esecutori delle gravi percosse inferte alla vittima). Ancora più grave l'episodio del 23 marzo scorso. Esposito aveva scorto casualmente la vittima nei pressi di una sala giochi e, consapevole del "credito" vantato dagli Albis, chiamò questi ultimi. Una volta giunti sul posto Marco Albis e Giuseppe Costantino, accompagnati da altra persona, lo bloccarono nella centralissima piazza Tribunali e pestato. Per la vittima lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

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