Grazie alle intercettazioni e ai pentiti delineata la struttura, piramidale e a rete, della Società Foggiana

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Il gip evidenzia come dalle intercettazioni (che hanno riscontrato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia) sia emersa “anche la struttura organizzativa del sodalizio, strutturata su base mista”: da un lato è di tipo piramidale, dall’alto è a rete. La struttura piramidale “vede ai vertici i soggetti deputati a individuare i canali di fornitura, ad effettuare gli approvvigionamenti e il trasporto del narcotico (fino ad un certo periodo delegato a Roberto Russo), a fissare i prezzi da praticare per il loro acquisto (50-55 euro al grammo) e di vendita (60 euro), compreso il punto per l'esercizio delle attività di spaccio sul territorio)”. Per gli inquirenti “si tratta di Aprile, Scopece, Salvatore, Pesante, Russo (per la parte di competenza di Aprile), Tizzano, Lanza, Moretti jr, Francavilla Ciro e Giuseppe”. “Erano addetti alla organizzazione degli incontri, alla distribuzione del narcotico e al ritiro del denaro”, spiega il gip.

“Vi sono poi i fornitori, individuati in Savino Zagaria (per il tramite di Fratepietro) e Giuseppe Spiritoso, grossista. 

Segue, nella scala gerarchica, Lo Campo, addetto alla preparazione della sostanza, funzionale alla successiva consegna ai distributori. 

Poi vi sono gli addetti alla consegna del narcotico e al ritiro del denaro (Giovanni Rollo), nonché gli addetti alla distribuzione e alla commercializzazione della cocaina, suddivisi tra grossi spacciatori (prima gestiti da Rodolfo Bruno e poi da Leonardo Lanza, prima del ritiro delle liste e della gestione centralizzata in capo ad Aprile ), i quali spacciavano quantitativi di cocaina di 500, 200 o 100 grammi al mese, tra cui Giuseppe Bruno (capace, come è stato riferito dal pentito Giuseppe Folliero, di trafficare grossi quantitativi, fino a mezzo chilo di cocaina), Leonardo Bruno, i fratelli Salvatore e Luca Gesualdo (inseriti nella lista di Rocco Moretti jr), Marzio Padalino (lista Ferraretti), i fratelli Portante. 

All'ultimo gradino della scala gerarchica vi sono i piccoli spacciatori, appartenenti alle varie liste, gestiti da Alessandro Aprile, i quali spacciavano quantitativi di 50, 80 o 100 grammi al mese di cocaina. Tra di essi, dalle intercettazioni e dal rinvenimento dei manoscritti, è emerso che nella lista di Aprile sono inseriti: Michele De Leo, Ciro Torraco, Marzio Padalino, Giuseppe La Gatta, Giuseppe Perdonò, Leonardo La Torre, Massimo Bruno, Michele Spinelli, Vincenzo Bevilacqua, Antonio Prencipe, Giuseppe Caggiano, Giuseppe Bruno, Maurizio Lombardi (gestore del bar All’h24), Roberto Cavaliere, Giuseppe Soccio, Nicola Cannone, Francesco  Roma (condiviso con la lista relativa al gruppo Moretti-Pellegrino-Lanza), Guido Siani, Luciano Calabrese, Marco Gelormini, Leonardo Di Noio, Antonello e Gioacchino Frascolla. 

Nella squadra degli spacciatori di Rocco Moretti jr, Lanza e Tizzano vi sono: Roberto Bruno, Luca Gesualdo, Salvatore Gesualdo, Leonardo Bruno. Questi ultimi tre sono identificati tra i grandi spacciatori, i quali versavano nelle casse del sodalizio il corrispettivo di 6.000 e 10.000 euro per gestire in autonomia il traffico di cocaina. Ricevevano la cocaina direttamente da Rodolfo Bruno, Francesco Tizzano e Leonardo Lanza. 

Nelle liste detenute da Luca e Salvatore Gesualdo vi sono come piccoli spacciatori: Pasquale e Michele Pio Vacca, Arnaldo Consalvo, Francesco Lo Spoto e Francesco Roma in “condivisione” con Aprile. 

Nelle liste detenute da Leonardo Bruno vi sono: Ciro Albanese, Carmine Bruno, Marianna Bruno, Ciro Carretta, Francesco Carretta, Anna Catalano, Marcello Cavallone, Michele Consalvo, Pietro Del Carmine, Marco Grasso, Massimiliano Lioce, Francesco Ragno, Luciano Russo, Antonio Vincenti. 

Nella squadra degli spacciatori inseriti nella lista dei fratelli Giuseppe e Ciro Francavilla vi sono: Armando Ferraretti, Francesco Battiante, Domenico Palmieri, Michele Consalvo, Mario Schioppo, Vincenzo Bruno. 

Il gip spiega poi la struttura a rete: “Si apprezza una compenetrazione tra i partecipi delle tre batterie, che cooperano tra loro senza distinzione di appartenenza, sotto la regia ora degli uni che degli altri principali esponenti. Sintomatica l'indicazione di Prencipe nella lista di Aprile, o i dialoghi in cui Aprile, Lanza, Tizzano e Francavilla discutevano in merito alla suddivisione tra loro dei grossi spacciatori. Tra questi Leonardo Bruno, il padre Giuseppe Bruno, Armando Ferraretti, Marzio Padalino, Luca e Salvatore Gesualdo, i fratelli Portante.

Spiccano Leonardo Bruno e i fratelli Gesualdo, che, pur di godere di maggiore autonomia nello spaccio, versavano nelle casse dell'associazione rispettivamente 10mila e 6mila euro al mese. Non può negarsi l'esistenza di una solida e complessa struttura organizzativa, che può contare su stabili canali di fornitura - riferibili ai territori di Cerignola e, per il tramite di Spiritoso, della Campania - e su un notevole capitale umano”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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