Un nuovo incendio divampato a San Giovanni Rotondo ha distrutto un capannone, scatenando la disperazione del proprietario, Giovanni Cassano, che ha affidato ai social network il suo sfogo. L'incendio è partito in una zona brulla a 800 metri di distanza e si è propagato fino a raggiungere il capannone, trasformando in cenere anni di sacrifici.
Giovanni Cassano, un pensionato, ha raccontato i drammatici momenti dell'accaduto. Il capannone, situato nella zona del tratturo delle corse, era stato in passato una fabbrica di souvenir, ma era stato in seguito adibito a locale per feste private. "Mia cognata, vedendo le fiamme, ha subito chiamato mio nipote", ha spiegato Cassano. "Mio nipote è riuscito ad arrivare prima di me, ma quando è giunto sul posto il fuoco era già giunto nella mia proprietà. Purtroppo mio fratello, che abita accanto, non c’era e non è potuto intervenire tempestivamente".
Il signor Cassano aveva sperato che il muretto a secco che divideva la sua proprietà dal terreno abbandonato confinante potesse arginare le fiamme, ma non è stato così: "È bastato che prendesse fuoco il primo pino, e ci sono voluti solo sei minuti per distruggere tutto. Si sono sciolti anche i cavi della corrente elettrica dai pali, creando un grande pericolo", ha aggiunto. A dare l'allarme sono stati i parenti di Cassano, che sono riusciti a salvare almeno la casetta della sorella.
"Quando sono arrivato, il capannone era ancora in piedi, ma non c'erano i vigili del fuoco", ha continuato. "A un certo punto ho sentito uno scoppio proveniente dall'interno del mio capannone e si è incendiato tutto. Ho rischiato la vita, perché ero a distanza ravvicinata in quanto stavo cercando di spegnere gli ultimi alberi", ha concluso l'uomo.
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