Una serata all'insegna del cibo per creare una catena di relazioni in grado di surclassare i pregiudizi che affollano la società , con una battaglia silenziosa e diretta, che vede coinvolti i cittadini i primis e chiede loro un confronto esplicito con tutte quelle realtà che spesso vengono additate prima ancora di essere capite.
"Indovina chi viene a cena?" vede coinvolte oltre al sostegno della Fondazione CRT dalla comunione appunto tra la Rete Italiana e le famiglie dei migranti, che ha nel corso degli anni riscontrato un notevole successo. Con questo progetto, sono le famiglie straniere ad aprire le porte delle proprie case per fare il primo passo verso la conoscenza dell'altro. Mettono in tavola (letteralmente) i loro piatti tipici in connubio tra tradizioni e culture. Quello che per gli italiani e nel caso specifico i pugliesi può essere un piatto dalla dubbia presenza, per le famiglie che ospitano questo incontro è il tesoro della loro gente.
I migranti che hanno aderito al progetto, per quanto riguarda la città di Foggia, provengono dal Marocco e della Nigeria. Il concetto di ospitalità qui si capovolge e chi dovrebbe offrirla la riceve, così che il passo decisivo lo compia la novità che calpesta le terre di Capitanata (e non solo, di tutta Italia) per creare un legame in grado di scindere dai preconcetti e i pregiudizi. Le persone insieme in un esercizio di uguaglianza e rispetto, che vuole vedere l'altro non come "diverso da", ma "fratello di". "Abbiamo deciso di aderire al progetto Indovina chi viene a cena? - asserisce Dora De Palma - perchè volevamo proporlo anche qui in Puglia, per avvicinare le culture. Perchè si hanno molte idee nella mente, dato che si viene bombardati continuamente dai messaggi che possono in qualche modo influenzare il nostro punto di vista. Ecco perchè nel momento in cui si crea un rapporto conviviale, non è più l'immigrato che si ha di fronte ma la persona".
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