Allestito nella Sacrestia Nuova della Chiesa del Carmine di San Severo e inaugurato il 30 dicembre 2024 in occasione del 150° anniversario dell’elevazione ad arciconfraternita della confraternita fondata nel 1684, il Museo dell’Arciconfraternita del Carmine è articolato in quattro sezioni, con paramenti sette e ottocenteschi, argenti sacri, preziosi e soprattutto eccezionali opere tessili del XIX secolo.
Nella prima sezione sono esposti oggetti significativi e alcuni documenti che consentono di tracciare a grandi linee la storia della congregazione laicale carmelitana sanseverese. Nella seconda sezione, dedicata alla liturgia, si ammirano paramenti del Settecento e dell’Ottocento, una raggiera e un tronetto per il Sacramento e alcuni pezzi del parato bronzeo dell’altare maggiore, l’argenteria liturgica e i sette paliotti della seconda metà del XIX secolo, uno per ogni altare della chiesa.
La sezione dedicata alle processioni è aperta dal calvario ligneo di fine Ottocento, grande croce coi simboli della Passione che si usava per la Via Crucis e per la visita ai Sepolcri del Giovedì Santo. Seguono i tre sfarzosi stendardi dell’arciconfraternita, ricamati in oro su lama d’argento, il primo opera di Giuseppa Trengia (1874), il secondo di Maria Francesca Carnevale (1890), il terzo realizzato a metà del Novecento trasformando la tenda della nicchia della Madonna del Carmine, ricamata negli anni Settanta dell’Ottocento dalla stessa Trengia.
Al centro della sala è collocata, sulla pedana processionale in legno dorato del 1841, una riproduzione del simulacro della Madonna, realizzata per preservare la raffinata scultura lignea del 1790, opera di Michele e Gennaro Trillocco su modello di Giuseppe Sanmartino. Sul simulacro è aperto il grande baldacchino a otto aste piumate realizzato dalla Carnevale nel 1891, un raffinato e ricchissimo manufatto dell’arte napoletana del ricamo in oro su lama d’argento: il cielo, di seta azzurra, è costellato di oltre seicento stelle in oro. Tra le aste del baldacchino sono sei lanterne processionali in metallo sbalzato.
L’ultima sezione, dedicata alla devozione, contiene reliquiari e preziosi in oro e argento legati ai culti praticati dall’arciconfraternita, oltre a libri di preghiera e immagini sacre fatti stampare dal sodalizio. Completano l’esposizione alcune statuette in terracotta di devozione domestica ritraenti la Madonna del Carmine e il bozzetto della statua di San Luigi (1819), opera dello scultore campano Giuseppe d’Onofrio.
di Dennis Salcone
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