Capra e Musciska, 41 anni di storia per celebrare la sagra più longeva e particolare del Gargano

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Torna con il suo bagaglio di tradizioni e originalità, all’insegna dell’enogastronomia, tra gli eventi più attesi non solo a Rignano Garganico: si tratta della 41^ edizione della sagra della Capra acqua e sale e della 32^ edizione della sagra della Musciska al sugo. La grande sagra, tra le più longeve della Daunia, si terrà domenica nel più piccolo paese del Promontorio. Il tutto si svolgerà a partire dalle ore 19.30 del 6 agosto, per quello che è un evento che fa registrare presenze a “tre zeri”, con turisti e appassionati che arrivano anche da altre province. Il palcoscenico della sagra quest’anno sarà il cortile interno dell’ex scuola elementare. Per l’edizione del 2023, la sagra ha cambiato location a causa dei lavori che si stanno tenendo in Largo Portagrande, che concede la splendida veduta sul Tavoliere delle Puglie. 

“A farla da padrone saranno le pietanze, legate in modo indissolubile al territorio, come la carne di capra ‘acqua e sale’, con una ricetta che si tramanda di generazione in generazione, condita con spezie e aromi garganici, e qualche ingrediente segreto che rendono il piatto un’esplosione di sapori".

"E poi la Musciska, anch’essa condita con spezie ed aromi, cotta alla brace, che rievoca l’antica usanza della transumanza, ma quest’anno sarà servita con la pasta, come primo piatto”, spiega a l’Attacco, il 26enne presidente della Pro Loco, Donato Pio Palumbo, il cui sodalizio, formato da tanti giovani, ha curato la kermesse in collaborazione con il Comune di Rignano Garganico e il Parco Nazionale del Gargano. 

All’interno di circa 2000 abitanti, la gioventù del paese ha a cuore le tradizioni, seppur all’insegna dell’innovazione e con il direttivo della Pro Loco (età media trent’anni, con decine di giovani soci molto dinamici), che organizza eventi culturali ed enogastronomici tutto l’anno. “L’evento, che attira da anni turisti, curiosi ed appassionati da ogni dove è una delle manifestazioni enogastronomica più longeve della provincia”, prosegue il giovane presidente della Pro Loco.

“A farla da padrone saranno le pietanze legate in modo indissolubile al territorio, per storia e origini, come la capra garganica, un’antica razza autoctona originaria del promontorio del Gargano, cucinata con la classica preparazione detta “acqua e sale”, una ricetta che si tramanda da generazione in generazione".

"La Musciska, piatto tipico della transumanza, condita con seme di finocchietto selvatico, peperoncino piccante e sale, quest’anno servita con orecchiette, 100% garganiche, dell’impresa di Monte Sant’Angelo Casa Prencipe, al sugo biologico dell’azienda Prima Bio. E per finire”, evidenzia Palumbo, “non poteva mancare sua maestà il caciocavallo, prodotto dalle sapienti mani dei casari e stagionato in apposite grotte, che ne conferiscono un sapore unico nel suo genere".

"Il tutto accompagnato da pane locale e un ottimo vino rosso della cantina Losito. L’evento è curato, in sinergia con il Comune e il Parco, dalla Pro Loco, storica associazione nata più di 40 anni fa e che oggi conta più di 80 tesserati tra cui tanti giovani, fieri di portare avanti una tradizione che li lega ad un territorio che hanno deciso di vivere e far vivere”. 

Ma questo non è l'unico evento che vede la Pro Loco coinvolta: dalle fanoje di san Giuseppe al Carnevale rignanese, agli eventi culturali e presentazioni di libri, fino ad arrivare al CUNZ, Gargano food fest che s’è tenuto qualche mese fa nel centro di Rignano Garganico, un evento che ha promosso prodotti e produttori, storia e cultura. 

“Quindi una domenica da non perdere nel più piccolo comune della Montagna del sole”, conclude il presidente Donato Pio Palumbo, “per assaporare e ammirare il Gargano, quello più nascosto e segreto, passando dai piatti della tradizione, alla musica popolare e divertente di Michele Merla, icona della musica popolare del Gargano, originario di San Giovanni Rotondo, e l’Azz Band Group, con un live dedicato ai suoi cinquant’anni di carriera, in cui ascolteremo tutti i suoi brani più celebri”.

 La “carne dura”, la musciska o muscisca, è la carne di capra, pecora o vitello, essiccata e mangiata, cruda o alla brace, dai pastori durante la transumanza, quando le scorte di carne erano l'unica possibilità di alimentazione. Il termine, però, pare provenire da Oriente.

“Il termine, secondo nostre ricerche, dovrebbe provenire dall’arabo ‘mosammed’ che significa ‘dura’”, precisa Palumbo. “Nella nostra sagra usiamo quella di bovino perché resta un po' più morbida e con un sapore meno intenso della musciska da carne ovina. La produzione arriva dalle nostre macellerie ed è frutto dell’antica ricetta di sempre”.  

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testatina dillo al direttore WEB

 

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