“Una considerazione a mente fredda si impone all’indomani della grande mobilitazione per Gaza che ha riunito oltre 300.000 persone a Roma. Un segnale potente, che dimostra come, anche in un Paese in cui la partecipazione politica è ai minimi storici e il dissenso viene spesso criminalizzato, esista ancora una coscienza collettiva capace di reagire di fronte a un’ingiustizia inaccettabile.” È quanto dichiara Antonio De Sabato, consigliere comunale di Foggia, a seguito della manifestazione nazionale per la Palestina tenutasi sabato nella capitale.
“In questo scenario, non può non evidenziarsi il ritardo con cui i partiti della sinistra hanno preso posizione, ma va anche riconosciuto quanto fosse difficile immaginare una mobilitazione così ampia in un tempo segnato da apatia e sfiducia. Da anni le piazze sono state svuotate, e i cittadini ridotti a spettatori, spesso confinando l’indignazione sui social e rinunciando alla protesta come atto politico.”
“Eppure, ieri qualcosa è accaduto. Qualcosa di nuovo. Qualcosa che segna una svolta.”
De Sabato sottolinea come anche a Foggia si stia portando avanti un percorso di consapevolezza e mobilitazione. “Da tempo, anche nella nostra città, abbiamo avvertito il peso e la responsabilità dell’impotenza di fronte al genocidio in corso a Gaza. Per questo abbiamo promosso incontri pubblici, lanciato appelli, affisso manifesti per chiedere l’arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di crimini di guerra.”
Sulla manifestazione di Roma, aggiunge: “Non era una passerella. Era un dovere morale, una presa di posizione netta e necessaria.”
Non manca un passaggio critico sull'intervento del giornalista Gad Lerner durante il corteo, che ha generato polemiche. “Al di là delle successive precisazioni, è importante ribadire che le parole pronunciate – in particolare il riferimento al 7 ottobre come a una “trappola” – sono apparse del tutto inadeguate rispetto al contesto e al sentimento collettivo espresso dalla piazza.”
“La resistenza non appartiene al popolo israeliano, ma a quello palestinese. E non ha avuto inizio il 7 ottobre, ma molto prima, nel lungo e documentato processo di occupazione, violenza e apartheid che ha colpito la Palestina.”
“Non si può fare demagogia sulla pelle delle vittime innocenti. Non si può ridurre la lotta di un popolo a una narrazione opportunistica. Non si può giustificare nessuna forma di sionismo quando davanti agli occhi del mondo si consuma un genocidio.”
Conclude: “Per questo, la voce di dissenso levatasi ieri in piazza – anche contro quell’intervento – è una voce che rivendichiamo. Senza ambiguità, senza infingimenti. Foggia per Gaza continuerà a sostenere ogni forma di mobilitazione nonviolenta, ogni presa di posizione pubblica, ogni azione istituzionale volta a chiedere giustizia e a fermare il massacro in corso.”
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