Vieste si candida a Capitale italiana della cultura 2028: parte la macchina organizzativa (ma senza Gatta)

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Vieste non si ferma mai e insegue con forza l’obiettivo dell’agognata destagionalizzazione, in modo da poter evolvere: non più solo regina pugliese delle vacanze estive, con l’inossidabile primato di presenze in Puglia, ma meta attrattiva tutto l’anno e con un’economia non limitata ai mesi caldi. E’ sempre stata questa, sin dall’insediamento nel 2016 della prima amministrazione targata Giuseppe Nobiletti, la sfida portata avanti. Un investimento fortissimo sulla cultura e sulla diversificazione dell’offerta turistica, che ora compie un passo decisivo: la candidatura a Capitale italiana della cultura per l’anno 2028. La giunta, la scorsa settimana, ha approvato di partecipare alla procedura di selezione per il conferimento del titolo, indetta dal Ministero della cultura, dando mandato al sindaco di sottoscrivere e trasmettere, entro la scadenza del 3 luglio 2025, la manifestazione scritta di interesse. Gli uffici avvieranno le attività propedeutiche alla redazione del dossier di candidatura. E’ stata prevista sin d’ora la possibile costituzione di un comitato direttivo, di uno tecnico-scientifico e di un gruppo di lavoro interdisciplinare, coinvolgendo enti pubblici e privati, associazioni, operatori culturali, istituzioni educative, comunità locali e altri stakeholder. Come responsabile unico del procedimento per il coordinamento delle attività previste dal bando è stato individuato Alessandro Dirodi. Le risorse eventualmente necessarie alla realizzazione del progetto culturale saranno previste nel bilancio comunale con l’eventuale supporto di fondi regionali, nazionali ed europei, nonché tramite forme di cofinanziamento pubblico e privato anche tramite l’istituzione di un capitolo di spesa ad hoc. Il bando ministeriale è stato emanato lo scorso 4 aprile e ammette alla procedura di selezione i Comuni che non abbiano partecipato ai bandi per gli anni 2026 e 2027.

“La partecipazione a tale iniziativa costituisce un’importante opportunità di promozione, valorizzazione e sviluppo culturale, turistico ed economico per la città di Vieste e per il territorio del Gargano”, spiega il primo cittadino Nobiletti, ricordando che il bando cita tra gli obiettivi dell’iniziativa il rafforzamento della coesione sociale, lo sviluppo dell’offerta culturale, l’uso delle nuove tecnologie, la sostenibilità e il potenziamento dell’attrattività turistica.

“La volontà dell’amministrazione comunale è quella di valorizzare il patrimonio culturale, storico, artistico e naturale della città, favorendo processi di partecipazione, innovazione e rigenerazione urbana in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile”.

Il dossier deve essere redatto e trasmesso entro il 25 settembre prossimo, ragion per cui si è dato il via alla macchina organizzativa per l’attivazione del percorso partecipativo e progettuale necessario alla predisposizione della candidatura. Un obiettivo ambiziosissimo, che vede Vieste proporsi dopo le candidature che negli scorsi anni hanno portato prima la Monte Sant’Angelo del sindaco Pierpaolo d’Arienzo e poi la Lucera dell’omologo Giuseppe Pitta arrivare in finale nazionale e, per tale motivo, ricevere come riconoscimento dalla Regione Puglia il titolo di Capitale regionale della cultura, con premio di 300mila euro.

Entrambi quei percorsi furono coordinati da Pasquale Gatta, ufficio di staff del sindaco del Comune di Monte Sant’Angelo e addetto stampa del Pd di Capitanata (il cui segretario provinciale è d’Arienzo), con polemiche che tuttora vanno avanti sulle clientele piddine. Stando ai rumors anche per Vieste all’amministrazione comunale da Bari – o meglio dall’agenzia regionale Puglia Culture, ex Teatro Pubblico Pugliese – sarebbe stato consigliato caldamente di affidare tutto a Pasquale Gatta.

Ma lo scontro in atto dal 2024 tra Nobiletti e il dominus Pd Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione, ha reso improponibile tale soluzione. A quanto pare, ad aiutare il sindaco e l’assessora alla cultura e turismo Graziamaria Starace sarà invece un’impresa foggiana, quella di Mariangela Perrone, nipote dello scomparso big del comparto edile Michele Perrone.

La determinazione dell’amministrazione viestana è nota da tempo, come pure la capacità di conseguire risultati: basti pensare, solo per fare un esempio, al conseguimento delle Cinque Vele di Legambiente, ottenuto dopo molti anni in cui la città del Pizzomunno, con 40 km di costa stupefacente, veniva ignorata ed esclusa dal riconoscimento attribuito dalla principale associazione ambientalista italiana alle trenta migliori località marine e lacustri del Belpaese.

Adesso, la candidatura a Capitale italiana della cultura 2028 è un impegno che si inscrive nel lavoro che ha portato Vieste ad investire moltissimo sulle mostre d’arte di grandi nomi internazionali (da Toscani a Banksy, da Warhol al trio dell’estate 2025 Koons, Mccurry e Dalì), come da lungo tempo fa Otranto nel Salento richiamando visitatori che trovano ben più di un’offerta soltanto balneare. Ma la grande architrave di queste operazioni è stato saper immaginare un Polo culturale sempre più esteso, fatto da contenitori d’eccezione in location da sogno. Oggi la gestione dei servizi del Polo culturale è un modo non solo per promuovere eventi di rilievo ma anche la maniera per valorizzare splendidi attrattori culturali e turistici quali il castello svevo, il museo civico-archeologico Michele Petrone, l’isolotto di S. Eufemia, la catacombe di Santa Maria di Merino (ovvero l’area archeologica La Salata), le rinate torri saracene di San Felice e Porticello, la Community Library.

Lo scorso 23 giugno è scaduto il termine per partecipare all’avviso esplorativo per l’affidamento dei servizi del Polo culturale – quale “veicolo che concorre allo sviluppo sociale, culturale ed economico della città, privilegiando la valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed ambientale” - e per la gestione dell'Infopoint e walking tour, relativamente a: biglietteria, prima accoglienza, informazione e orientamento, visite guidate, laboratori didattici, promozione e comunicazione. Dal 2022 ad oggi ad occuparsi del Polo culturale di Vieste è stata la foggiana Archeologica srl, con contratto triennale scaduto il 30 giugno.  

“Si prevede l’implementazione di una precisa strategia di valorizzazione culturale attraverso la realizzazione di un modello innovativo di gestione integrata del patrimonio culturale, tanto negli aspetti legati al recupero, quanto negli aspetti legati al processo di innovazione culturale”, spiega l’assessora Starace. “Il Polo culturale ambisce a rafforzare la conoscenza da parte della comunità locali e a conquistare l’attenzione di un pubblico extra-regionale che può essere attratto dal significativo patrimonio di eccellenze culturali, naturalistiche e ambientali diffuse su gran parte del territorio di Vieste”. Il requisito minimo di esperienza per partecipare all’avviso era l'aver maturato almeno 12 mesi di esperienza nel settore oggetto dell’affidamento. La spesa complessiva stimata dal Comune per due anni (2025 e 2026) ammonta a 213.500 euro.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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