Può la guerra tra Israele e Hamas, che va avanti ormai dall’ottobre 2023 e ha condotto a un vero e proprio genocidio del popolo palestinese a Gaza, essere motivo di attacchi e inviti al boicottaggio ai danni di un’artista apprezzatissima a livello internazionale come Noa? E’ quello che sta avvenendo da giorni sul web rispetto al concerto che la cantante israeliana terrà a Monte Sant’Angelo sabato 26 luglio, nello scenario unico dell’abbazia di Santa Maria di Pulsano, nell’ambito della XXI edizione del festival Festambientesud di Legambiente. “Una delle voci più amate al mondo, in un evento che il festival dedica alla pace necessaria, in medio oriente come in oltre angolo del pianeta”, hanno spiegato gli organizzatori. “Un’occasione per ascoltare i suoi brani più noti insieme a quelli del nuovo progetto The Giver, ispirato dalla crisi seguita al massacro del 7 ottobre, che ha portato a una guerra combattuta su molti fronti – fisico, emotivo e ideologico – in Israele, Palestina e nel resto del mondo. Il disco, scritto con il chitarrista Gil Dor e il pianista Ruslan Sirota (Grammy 2012), riflette su dolore, speranza e pace”. Da tutta Italia è partito un affondo social contro l’evento, con centinaia di messaggi di questo tenore: “Come fate a tenere la bandiera della Palestina e poi organizzare i concerti di una cantante che è una colona e occupa illegalmente la Palestina e ha pure un figlio nell' IDF?”, “Palestina libera, fuori il sionismo dalla storia, tutto il resto sono chiacchiere”, “Noa è ambigua, di fronte alla pulizia etnica e allo stato canaglia più feroce del dopoguerra queste doppiezze sarebbe stato meglio risparmiarsele”. Il circolo legambientino organizzatore del festival, che fa iniziative per la pace sin dalla propria nascita, non solo ha assunto la bandiera palestinese come immagine del profilo del festival, ma spiega diffusamente come sia nata l’idea di ospitare Noa.
“Molti si chiedono, e altri per questo ci criticano, come stanno insieme la scelta di tenere la bandiera della Palestina nel profilo con l’invito all’artista israeliana Noa di tenere un concerto a FestambienteSud. Per non lasciare spazio alla superficiale brutalità dei social, che schiacciano tutto e tutti su posizioni estreme, magari sbattendo qualcuno dall’estremo giusto a quello sbagliato, è opportuno che chiariamo il nostro pensiero sulla questione palestinese e su quanto sta succedendo a Gaza”, sottolineano gli organizzatori.
“Siamo al fianco del popolo palestinese, senza distinguo e senza riserve. Da sempre. Siamo per la restituzione ai palestinesi delle case, delle terre, degli alberi, dell'acqua, illegalmente sottratti da Israele, potenza occupante, come formalmente definita dall'Onu in decine di risoluzioni. Siamo per il ritorno in Patria della diaspora palestinese, di quelle centinaia di migliaia di donne e uomini palestinesi, cacciati via e costretti alla fuga e all'esilio da Israele. Siamo per il riconoscimento formale dello Stato di Palestina, che restituisca finalmente una casa al suo popolo, come già ha fatto la grande maggioranza delle Nazioni del mondo. Ci battiamo sin dal primo giorno per fermare lo sterminio dei palestinesi di Gaza, delle decine e decine di migliaia di bambini, anziani, donne, uomini che ogni giorno vengono uccisi, massacrati, mutilati, storpiati e affamati da Israele, che sta scrivendo una delle pagine più vergognose della sua storia, nella complicità e nell'indifferenza del cosiddetto Occidente”, continua l’associazione di Monte Sant’Angelo.
“Per tali motivi, non accettiamo lezioni da nessuno, meno che mai dai soliti leoni da tastiera, i quali, auto nominatisi difensori puri e duri della causa palestinese, dalle loro piccole e solitarie stanze emettono proclami e sentenze. Il concerto di Noa, organizzato da Legambiente FestambienteSud, un'artista da sempre impegnata per la convivenza dei due popoli, pacifista, convinta sostenitrice dell'idea di due Stati per due popoli, icona riconosciuta della parte di Israele schierata contro la destra, contro Netanyahu, anticolonialista, antintegralista, antirazzista, è assolutamente coerente con quanto abbiamo appena espresso. Non crediamo infatti che lo sterminio in corso a Gaza si fermi con un altro sterminio, che alla guerra si risponda con la guerra, che la liberazione del popolo palestinese e della Palestina passi dall'annientamento di Israele (ove mai fosse possibile). Due Stati per due popoli, che non a caso è l'ipotesi più ferocemente avversata da Netanyahu e dai suoi alleati fascisti, è l'unica soluzione realista per riconsegnare al popolo palestinese il suo futuro. Anche per Israele e Palestina la pace è l'unica risposta”.
L’edizione 2025 di Festambientesud, che aprirà i battenti tra dieci giorni, ha visto per la prima volta un’anteprima a Spoleto in Umbria (paese legato a Monte Sant’Angelo per il comune sito seriale sulle tracce longobarde in Italia) e, sempre per la prima volta, vedrà i tre giorni conclusivi in Valle d’Itria, a Martina Franca. Dopo le edizioni scorse dedicate al Brasile, stavolta il tema è Out of Africa, il futuro dal sud.
“Da ventuno anni FestambienteSud, il festival internazionale di Legambiente per il Sud, intreccia musica, ambiente e territorio, con uno sguardo attento e consapevole rivolto al Sud del mondo. Più che una rassegna, è una piattaforma itinerante di dialogo e scambio di visioni, dove il colore della cultura, non il rombo delle bombe, diventa ponte e il Sud – italiano, globale – non è più periferia, ma motore di futuro”, sottolinea Franco Salcuni, fondatore e direttore dello storico festival garganico. “E se è vero che il futuro parla dal Sud sarà proprio l’Africa, con i suoi colori e la sua forza ritmica, a segnare il passo dell’edizione 2025, in programma dal 18 luglio all’1 agosto tra paesaggi straordinari e luoghi densi di storia del Gargano, fino a toccare, per la prima volta, con un progetto speciale, la Valle d’Itria. La musica, da sempre linguaggio universale e strumento di connessione, sarà il cuore pulsante del festival. Artisti provenienti da quattro continenti si esibiranno tra siti preistorici, conventi, necropoli preromane, città Unesco, monasteri millenari e antichi battisteri, attraversando faggete vetuste nella Foresta Umbra e mura medievali, in un itinerario culturale e simbolico, che FestambienteSud ha denominato “Gargano Sacro”. In un universo di suoni, idiomi, e innovazioni, l’Africa farà da protagonista con artisti provenienti da regioni differenti: Nigeria, Tanzania, Mali, Uganda, Benin. Accanto a loro, presenze significative da Francia, Argentina, Cuba, Israele e Italia contribuiranno a comporre un mosaico sonoro globale”, ha concluso l’ideatore e direttore del festival, che vede come direttore artistico di questa edizione Mauro Zanda di Radiorai.
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