Il produttore cinematografico di San Severo, Tony Campanozzi sarà presente a quella che, insieme a Cannes, è la più importante rassegna cinematografica continentale: il Festival del Cinema di Venezia. Dal 27 agosto al 6 settembre, la città lagunare si trasformerà nella capitale mondiale del cinema, tra brillanti red carpet, proiezioni esclusive e il grande schermo che illuminerà calli e canali.
Tra i grandi del cinema, anche la produzione di Tony Campanozzi con “Indietro così”, un film di Antonio Morabito, per Vertigo Film – unica società di produzione pugliese - in collaborazione con la cooperativa sociale Oltre, con Stefano Romani, gli operatori e gli utenti del Centro diurno “La bottega delle idee” – ASL RM2 -. Progetto laboratori per persone con disabilità – Municipio RM2.
Stefano è un operatore sociale che fa teatro integrato con disabili anche psichiatrici. Spesso è difficile andare avanti. E allora come si fa, ci si ferma? No. Basta andare indietro. Le prove con gli ‘attori’ Elisabetta, Luigi, Alessandra e Daniele, si avvicendano ai laboratori dove Barbara, Cinzia, Daniele, Mario, Marco, Rosaria, Benedetta esplorano abissi dentro se stessi attraverso la pratica teatrale, portando le loro idee, i loro ricordi, l’autismo, le sindromi, la fantasia, le ansie, la gioia, la memoria, le psicosi, in un turbinio di arte e disabilità, andando indietro verso nuovi progressi, guidati da Stefano, che assorbe tutto e li stimola, li guida e li coinvolge, rivelandosi alla fine meno invulnerabile di quello che all'inizio poteva sembrare… Indietro così! È un racconto di emarginazione, di periferie fisiche e mentali, di luoghi oscuri fuori e dentro. Ma anche di creatività, resistenza e voglia di vivere.
“Indietro così! È un'osservazione intima di un mondo sommerso, quello della disabilità e del disagio mentale, spesso chiacchierato e rappresentato ma alla fine poco conosciuto nella sua quotidianità – ha evidenziato il regista, Antonio Morabito -. Stefano, che questo mondo lo vive giorno per giorno, si è riproposto di non mettere in piedi l'ennesima esperienza di Teatro integrato con la ‘T’ maiuscola: lui non è un regista, e gli utenti non sono attori; non ci sono provini da sostenere, né la possibilità di scelta tra un utente e un altro, poiché gli utenti stessi non scelgono, ma sono inseriti dalla rete di servizi sociali. Quello che Stefano vuole fare è un tEATRO dove la ‘t’ sia minuscola, perché maiuscolo diventa il percorso di preparazione e la modalità con cui lo spettacolo viene costruito, fino ad arrivare al paradosso che il vero spettacolo sono le prove, e che la stessa sera della prima diventa una prova, forse la prima prova da cui far partire un'altra preparazione. Non si procede linearmente in avanti nel Teatro dell'Indietro”.
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