Nove anni che hanno cambiato il destino della città di Vieste, che da mera destinazione balneare oggi si candida orgogliosamente a Capitale italiana della Cultura 2028.
Questa mattina a Palazzo Dogana il Sindaco Giuseppe Nobiletti e le assessore alla cultura e ai lavori pubblici, Graziamaria Starace e Mariella Pecorelli, hanno illustrato le linee guida della progettazione, punto di arrivo del processo piuttosto articolato e regolato dal Ministero della Cultura (MiC).
Con il titolo evocativo “L’anima bianca della Puglia”, Vieste propone una nuova narrazione della sua storia ed identità, restituisce gli esiti di un lavoro amministrativo orientato al recupero di beni culturali, storici e architettonici, al miglioramento della qualità della vita per turisti e residenti, rivendicando il lavoro fatto dal 2016 anche a compimento di un percorso per migliorare accoglienza e inclusività.
Gli amministratori della città garganica hanno illustrato la nuova visione culturale della città, cosa la rende unica, qual è la sua identità e come si intende valorizzarla, come la cultura può favorire sviluppo economico, sociale e turistico. Il programma delle attività con eventi, festival, restauri, mostre, laboratori, produzioni artistiche verrà svelato in una tappa successiva dell’iter intrapreso.
Il dossier della candidatura è stato proposto al Ministero della Cultura il 25 settembre scorso, entro dicembre si conoscerà la lista delle 10 finaliste sulle 23 in corsa, a marzo si svolgerà l’audizione pubblica con la Commissione che deciderà entro il termine del 27 marzo 2026 a chi sarà conferito il titolo ufficiale di Capitale italiana della Cultura 2028 con decreto ministeriale, a cui verrà riconosciuto il contributo statale di 1 milione di euro.
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