Sono rari gli ambiti in cui l'uomo può davvero sentirsi libero di esprimere se stesso, e l'arte è forse l'unica vera forma in cui l'essere umano sin dai primordi ha potuto comunicare al mondo le proprie esigenze. Un'opera d'arte, pittorica o musicale che sia, è polisemica e come tale soggetta a diverse interpretazioni, tante quante sono le sensibilità e i vissuti di che ne fruisce.
Lo sa bene Manuel Falcone, giovane artista sipontino reduce da un inaspettato successo ottenuto dal suo "Sham", una tela riproducente un buco nero, unico elemento artistico e sintesi del nichilismo socio-economico attuale. L'opera è stata presentata in occasione della competizione artistica promossa dai docenti del liceo classico Galilei-Moro lo scorso aprile, venendo scartata dalla giuria ma molto apprezzata dagli spettatori. La tela è stata la prima opera pittorica del giovane sipontino iscritto al primo anno del Dipartimento di giurisprudenza presso La Sapienza, ed entusiasta cantore della libertà di espressione attraverso l'arte. Falcone è oggi autore di una seconda tela - sintesi anche questa volta - della volontà umana di uscire da una gabbia, quella imposta dalla pande mia.
L'ultimo lavoro di Falcone, dal titolo emblematico di "Respiro", è un'opera realizzata con soli tre oggetti d'uso comune: una mascherina, un coltello e un interruttore di corrente, elementi del quotidiano ma carichi di significati. "Ho voluto rappresentare quello che credo essere un sentimento comune verso questa pandemia, la frustrazione e la voglia di dimenticare squarciando uno degli oggetti più in voga al momento: la mascherina", spiega a l'Attacco Manuel Falcone, sintetizzando il pensiero sotteso alla realizzazione dell'opera. La tela contiene elementi simbolo dell'inattività e della negatività del presente come le due mascherine che fanno da contrasto al coltello, accanto alla presenza di un interruttore di corrente, oggetti con cui l'uomo esprime la propria volontà di potenza e di azione.
"La mascherina squarciata dal coltello è simbolo della voglia di tanti di dimenticare e di opporsi a questo periodo di blocco totale della socialità e della produttività. Il buio può essere interrotto dalla luce e l'interruttore sintetizza proprio questa volontà. Attraverso l'opera ho voluto mostrare gli elementi più presenti nelle nostre vite. Accanto agli oggetti ho poi voluto inserire uno squarcio eseguito materialmente sulla tela, simbolo della via di fuga da tale realtà", spiega l'artista. L'opera è una tela bianca di dimensioni medie ed è stata esposta per una settimana all'interno del ristorante "Magno" della Capitale, attirando l'attenzione dei clienti del locale.
"In tanti vi hanno visto quell'angoscia che sentono dentro a causa della pandemia. L'opinione collettiva ha colto il senso che ho voluto dare al mio quadro. La mia è una forma d'arte che si compie materializzando i pensieri della collettività - precisa -. La pittura per me è un'attività che va ad implementare quella musicale, sono infatti un batterista per vocazione, avendo avuto come maestro Maurizio Dei Lazzaretti, musicista di valore che ha collaborato con Mina e tanti altri e ha calcato il palco di Sanremo. Suono e faccio il dj da dieci anni e a Roma ho avuto modo di crescere molto anche sotto l'aspetto musicale, oltre ad aver acquisito una varietà di esperienze molto importanti. Purtroppo il nostro è un territorio in cui difficilmente si possa maturare, e nonostante la socialità quasi azzerata dalla pandemia, ho avuto la fortuna di trovarmi nella Capitale durante l'estate, in un periodo di ripresa della vita quotidiana dopo il lockdown primaverile. Roma mi ha salvato in un certo senso, reputo la città eterna come una madre. Sto già pensando ai prossimi progetti, lavorando come batterista e come dj solista. Ho una grande voglia di scoprirmi, di conoscere me stesso attraverso la vita. Credo sia importante confrontarsi con l'altro per avere poi maggiori possibilità di indagare se stessi. Il prossimo quadro tratterà la concezione dell'amore verso una donna", continua il giovane artista, raccontando di cosa rappresenti per lui la donna e l'amore in senso stretto.
"A mio modo di vedere l'amore è sintesi di tutto quanto accada all'essere umano; esso è Dio, simbolo di vita e della creazione. L'amore dà un senso al vivere. Per me la donna è un'ancora di salvezza, è una figura importante per la vita dell'uomo. Nel mio percorso di crescita sia personale che professionale mia madre rappresenta per me una guida e un faro. Nel prossimo quadro vorrò sintetizzare il concetto alto che ho dell'amore, inserendo degli oggetti che rappresentano una donna conosciuta a Roma e che sta diventando per me molto importante", svela Manuel. "Penso che l'arte attualmente permetta a tanti giovani di potersi esprimere ancora più liberamente che in passato, oggi abbiamo molto più spazio ed occasioni per poter manifestare ciò che sentiamo dentro e l'ultima edizione di Sanremo ne è un esempio", conclude l'artista.
Claudia Ferrante
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