Un borgo pittoresco ricco di murales che testimoniano l’orgoglio delle sue origini albanesi, moltissimi volti sorridenti e tanto calore. Casalvecchio ci appare da subito suggestivo e ospitale. La strada principale è già pronta e gli allestimenti esercitano un fascino magnetico che ci catapulta da subito in un altro secolo lontano dal frastuono della nostra epoca. Il 7 settembre si è tenuta la seconda edizione della festa più attesa dell’anno, Sulle orme di Skanderbeg, una rievocazione storica ispirata alla vita dell'eroe albanese Giorgio Castriota Skanderbeg e alle sue gesta che hanno condizionato la nascita del comune pugliese in questione.
L'evento parte alle 18:30 e in un batter d'occhio le strade si riempiono di gente proveniente da tutta la provincia, senza limiti d'età. Le attività proposte coinvolgono tutti senza restrizioni: ci sono teatri itineranti di burattini per i più piccoli in lingua antica, un workshop di scacchi, un suggestivo spettacolo di falconeria che dura fino a tarda sera, uno stand di tiro a segno per i più grandi e diverse altre attività ludiche tipicamente medievali. Sul tardi parte la parata lungo il corso principale seguita da uno spettacolo teatrale curato dal regista Francesco Gravino volto a ripercorrere la storia di Skanderbeg e della sua alleanza con Ferdinando I d'Aragona. I dialoghi, alternati da entusiasmanti spettacoli di giocoleria pirotecnica e da danze popolari, sono arrivati al pubblico con estrema semplicità. La storia non è mai stata così accessibile e comprensibile come sul palco della piazza di Casalvecchio.
“Skanderbeg è un eroe che ci ha conferito origini albanesi. Durante la sua vita fu al fianco di Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli nella lotta contro gli Angioini e come ricompensa di questa alleanza, il regno di Napoli gli concesse dei territori che alla sua morte diedero rifugio a molti dei suoi figli, condottieri e soldati salvandoli dall'invasione Ottomana. Queste occupazioni diedero vita poi a Casalvecchio - ci spiega Noè Andreano, Sindaco di Casalvecchio durante un’intervista rilasciata per l'Attacco - è fondamentale per il nostro territorio dare importanza alla memoria delle proprie origini, soprattutto perché il futuro si costruisce solo dopo aver appreso il passato. Fondamentale è anche la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e linguistico che passa attraverso quest'evento e che funge da leva strategica di sviluppo del territorio. Portiamo avanti questa valorizzazione anche attraverso altre iniziative come la festa della fratellanza che facciamo a luglio tenendo vivo il legame con l'Albania. Lo facciamo con passione e con cura per il dettaglio chiamando professionisti del settore che vengono da ogni parte d'Italia per ottenere una rievocazione fedele e accurata. Ci teniamo a selezionare le migliori figure professionali per garantire al pubblico un prodotto di qualità”.
E in effetti ogni pezzo di strada e ogni stand ci propone delle storie esclusive e curiose, come lo spazio riservato ai giochi da tavolo medievali, dove perfino gli intagli e le rifiniture degli oggetti, prendono forma grazie a manoscritti e pitture del tempo. Proprio lì, di fianco al tavolo dei giochi, assistiamo ad una cerimonia di vestizione che vede protagonista Stefano La Torre, presidente dell'associazione Historia e storico esperto di evoluzione dell'armamento tra X e XVI secolo. Anche lui, convinto portavoce dell'importanza della memoria ci racconta durante un'intervista: “Realizzare un evento ricostruttivo è estremamente complesso, non si può improvvisare e non si può inventare. Tutti i nostri studi provengono dal mondo accademico e universitario, ci dedichiamo a ricerche meticolose e spesso ci capita di pagare le conseguenze delle cattive ricostruzioni storiche fatte con approssimazione da persone poco attente. Oggi celebriamo Skanderbeg e l'alleanza che lo legava a Ferdinando I re di Napoli, il quale dopo aver vinto la battaglia contro i baroni napoletani e le loro congiure, si ritrovò ad affrontare un nuovo problema. Il barone locale sopravvissuto al primo scontro, riuscì ad ottenere il perdono di Ferrante, ma a distanza di anni decise di congiurare nuovamente contro di lui, in modo più sottile rispetto alla prima volta. Io oggi interpreto il comandante del barone che congiurò contro Ferrante, ed è mia premura mantenere fede ad ogni dettaglio, dal vestiario ai dialoghi legati alla ricostruzione dell'evento”.
Un evento differente insomma, quello dedicato a Skanderbeg. La qualità dell'iniziativa è lampante e sicuramente le conferisce un posto d'onore rispetto a tante altre realtà in calzamaglia che spesso provano ad intrattenere il pubblico senza una motivazione così radicata e caratterizzante come questa che abbiamo trovato a Casalvecchio.
Il direttore artistico Michele Amendolaggine, il regista teatrale Francesco Gravino, il supervisore Francesco Finizio con l'associazione strumenti e figure di Lucera, gli storici esperti e tanti altri nomi, hanno reso questo evento indimenticabile e formativo. L'intento di arricchire e valorizzare l'identità di questo intimo comune da parte del Sindaco Noè Andreano è sicuramente riuscito con risultati impressionanti e ci insegna che anche le piccole realtà possono far sentire la propria voce se affidate alla gestione di teste appassionate e con lo sguardo sempre rivolto al futuro partendo dalle radici.
Debora Cicconetti
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