Ieri, San Giovanni Rotondo ha avuto l'onore di ospitare un evento di grande significato, in occasione degli 80 anni della Liberazione. Nel suggestivo chiostro del Comune, si è assistito a un incontro speciale con Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei celebri sette Fratelli Cervi, trucidati dai fascisti nel dicembre del 1943.
Questo appuntamento, fortemente voluto dall’Anpi di San Giovanni Rotondo e dal suo presidente Michele Del Sordo, ha realizzato un desiderio a lungo coltivato: portare Adelmo Cervi in città per condividere la toccante storia della sua famiglia. Nonostante l'età, Adelmo continua a essere un testimone straordinario, un simbolo vivente della Resistenza e dei valori dell'antifascismo, di cui i Cervi furono pionieri con la loro Passata Striscia Antifascista.
L'incontro è stato un potente richiamo all'importanza di onorare il sacrificio di chi ha lottato per la libertà e la democrazia. Si è avuto il privilegio di ascoltare una voce diretta della storia, una testimonianza che ricorda il valore inestimabile dell'impegno civile e della lotta contro ogni forma di oppressione. Adelmo Cervi racconta la storia di una grande famiglia antifascista attraverso un libro, I miei sette padri.
In un’intervista a l’Attacco Cervi racconta: “Sto raccontando la storia della mia famiglia, i Fratelli Cervi, barbaramente assassinati dai criminali fascisti il 28 dicembre del '43. Questa è solo una delle tante tragedie che il popolo italiano ha dovuto subire durante il fascismo, con stragi come quelle di Marzabotto e Sant'Anna di Stazzema. Molti hanno pagato con la vita per lottare contro la dittatura criminale. I fascisti italiani, collaborando con i nazisti, hanno scatenato una guerra. Dico sempre che la Seconda Guerra Mondiale è stata scatenata dai criminali fascisti, portando a oltre 50 milioni di morti, di cui più di 40 milioni in Europa e decine di migliaia nel nostro Paese. C'è stato l'Olocausto, e c'è stato un popolo che, da solo, ha pagato con oltre 25 milioni di morti: parlo dell'Unione Sovietica, di cui spesso si parla male. Dobbiamo ringraziare questo popolo che ci ha dato la possibilità di sconfiggere i criminali fascisti. Purtroppo, i tentativi di colpire il nostro Paese sono proseguiti anche dopo. Ci sono state e ci sono tuttora molte ingiustizie che si sono accanite sulla mia famiglia e su tanti combattenti. Oggi dobbiamo tutti lottare per ottenere un po' di giustizia e per avere i diritti che meritiamo, in base a ciò che i nostri martiri hanno sacrificato”. Articolo completo nell’edizione di domani de l’Attacco.
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