La partecipazione al Black Friday divide i commercianti di Cerignola. C’è chi lo considera dannoso per la propria attività, c’è chi si adegua per non perdere terreno rispetto ai grandi centri commerciali o ai negozi dei marchi più in voga, c’è chi utilizza internet per sponsorizzare i propri sconti.
Percentuali che non sono quelle di una volta, che si fermano o fermeranno al massimo al 30 per cento (in passato anche 40/50). Come non sono per niente simili a qualche anno fa le vetrine dei locali: infatti, quasi nessuno espone un richiamo al Black Friday.
Fonti vicine alla Confcommercio hanno dichiarato a l’Attacco che i soci si sono riuniti circa una settimana fa e all’ordine del giorno c’era proprio l’adesione al venerdì di sconti. Molti hanno manifestato delle perplessità, ma non si è trovata una soluzione alternativa e dunque si è scelto di partecipare solo oggi 26 novembre. “Il rischio – viene riferito a l’Attacco – è perdere i clienti in questa settimana di saldi e a Natale, perché qualcuno può aver approfittato per acquistare i don già in questo periodo. Non manca molto alle feste”.
Nonostante questo indirizzo, c’è chi (e sono molti a Cerignola, ndr) ha preferito non aderire. “Non ritengo idoneo il Black Friday per il nostro settore – ha spiegato a l’Attacco il titolare di un negozio di abbigliamento del centro ofantino –. L’iniziativa può favorire i grandi centri commerciali e l’e-commerce, mentre per un’attività a conduzione personale non è conveniente. Ripresa? La crisi è generalizzata, nel nostro settore specifico sicuramente c’è stato un danno enorme, a partire dal 2008, una involuzione finanziaria e commerciale che è sotto gli occhi di tutti. Con il covid la situazione è peggiorata, solo nelle ultime settimane abbiamo avvertito una leggera ripresa questo perché, forse, per due anni la gente non ha fatto grossi acquisti. Si intravede un piccolo spiraglio”.
Altri commercianti hanno pensato di spostare la pubblicità online perché si raggiunge una platea molto più ampia. Diversi piccoli imprenditori, come detto, non hanno sposato la filosofia del Black Friday e preferiscono gestire la scontistica diluendola tutto l’anno: un 10-15 per cento ai clienti più affezionati o a chi acquista diversi capi di abbigliamento. Insomma, il titolare decide di coccolare l’acquirente e lo fa anche in questo periodo.
“Molti commercianti forse hanno capito che il Black Friday non conviene – ha evidenziato a l’Attacco la stilista Annamaria Vigliotti – perché la gente aspetta questo periodo per fare acquisti, quindi si ferma l'economia prima e dopo soprattutto se vengono già presi i doni per il Natale. Novembre, poi, è un mese più tranquillo dal punto di vista degli acquisti e quindi l'attesa è controproducente per i venditori. Chi ha il prodotto di nicchia – ha aggiunto – non lo può svendere e quindi molti colleghi hanno deciso di non aderire all'iniziativa, anche perché negli altri anni, soprattutto quelli prima della pandemia, i piccoli negozianti ci hanno rimesso”.
Alcuni commercianti hanno iniziato a fare rete e creare degli eventi, anche mensili, per coinvolgere il maggio numero possibile di persone. “I cittadini stanno apprezzando le iniziative che vengono fornite loro in occasione delle festività o di determinate ricorrenze – ha confermato Vigliotti –: il fatto di venire nel negozio e degustare dei prodotti enogastronomici di eccellenza del territorio è un incentivo”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).