Il cotone di Capitanata torna a dare stimoli e reddito agli agricoltori: esempio arriva dalla famiglia Luciani

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È sempre più implementata, in Capitanata e, in particolare, in agro di San Severo, la coltivazione del cotone “Made in Italy” a cui è seguita la prima raccolta del 2025 che riscopre una coltura antica e pregiata, scomparsa dalle campagne del Belpaese da oltre settant’anni, travolta, principalmente, dall’avanzata delle fibre sintetiche e altre di scarsa qualità. La vocazione agricola del territorio con il cotone si presenta resiliente, produttiva e attrattiva da un punto di vista economico. Una pianta che ha bisogno di poca acqua per riprodursi e crescere. 

Questa mattina, con la raccolta di cotone nell’azienda agricola Luciani in contrada Valle di Laccio a San Severo, sono state avviate le moderne raccoglitrici dei preziosi  “batuffoli”, della cosiddetta bambagia. “Al via la raccolta del cotone 100% italiano grazie alla riscoperta di una fibra naturale che in Puglia coinvolge oltre 280 ettari in Capitanata, con prospettive di crescita annuali a due cifre, grazie alla riscoperta della coltivazione da parte del mondo agricolo che si è alleato con la moda che sempre di più cerca tessuti nazionali per le sue creazioni”. 

Tanto viene detto da Coldiretti Puglia, sulla base del report 2025, “La rinascita del cotone italiano” diffuso in occasione dell’entrata in azione delle raccoglitrici di cotone nei campi dell’azienda agricola Luciani. 

“La rinascita della coltivazione del cotone rappresenta un segnale concreto della vitalità e della capacità di innovazione delle imprese agricole, sempre pronte a sperimentare e ad aprirsi a nuove frontiere produttive in grado di rispondere ai mutati bisogni dei consumatori”, ha dichiarato Mario De Matteo, presidente di Coldiretti Foggia. 

“Da quando ho iniziato a piantare il cotone, nel 2020, con tre ettari, oggi diventati 48, sono pienamente contento – ha detto Tommaso Luciani, titolare dell’azienda, a l’Attacco -. Ecco perché vorrei dire ad altri agricoltori di coltivare questa pianta che non ha bisogno di fitofarmaci o altri trattamenti. Direi che non ha bisogno di nulla! Necessita di pochissima acqua perché è una pianta che va ‘stressata’ per farla fiorire e riprenderla”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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