Non ci saranno camere d’albergo ma un ristorante di alto livello che avrà al primo piano una galleria d’arte destinata ad ospitare eventi culturali e mostre, con una piccola foresteria per il personale. Sarà questa la struttura che l’imprenditore di origini viestane Andrea Azzarone, amministratore unico di Le Voilà Banqueting srl e della holding Bar Banqueting srl, realizzerà sull’isola di Sant’Eufemia a Vieste, dopo essersi aggiudicato la gara di Difesa Servizi spa e Agenzia del demanio per l’affidamento in concessione per 19 anni del faro lì situato. Si tratta del quinto bando Valore Paese Italia – Fari, con cui lo Stato affida tre fari della Marina militare in concessione ai privati, mirando alla valorizzazione sostenibile del patrimonio pubblico. Il valore dell’affidamento è stimato sulla base del possibile fatturato in 5 milioni di euro per ciascun faro per il periodo di concessione per un totale complessivo di gara di 15.000.000 euro. La procedura, scaduta a novembre 2024, si avvia a conclusione finalmente con la formale aggiudicazione ad Azzarone, che vive da tempo a Roma ma è cresciuto a Vieste, cui appartiene il lato paterno della famiglia. I lavori potrebbero essere completati entro il 2027. Ma non è la sola grande novità riguardante la città del Pizzomunno, che finora è stata la capitale pugliese delle vacanze grazie al primato regionale delle presenze (solo nel 2025 superato per la prima volta da Bari, che aveva già il primo posto rispetto agli arrivi). “Siamo in dirittura d’arrivo rispetto all’affidamento in concessione al Comune di una parte del castello svevo”, rivela a l’Attacco il sindaco Giuseppe Nobiletti, che è anche presidente della Provincia di Foggia. “L’interlocuzione con Difesa Servizi spa partì anni fa nell’ambito del ragionamento legato all’affidamento del faro a privati. Ci siamo detti: è giusto valorizzare il varo, ma perché non farlo anche rispetto al castello, che essendo un presidio militare resta sconosciuto ai più e non fruibile? Stanno ora valutando se la concessione avrà una durata di 19 anni, come per il faro, oppure di 30 anni”.
La procedura di Difesa Servizi spa per l’affidamento del faro, scaduta a novembre 2024, si avvia a conclusione finalmente con la formale aggiudicazione all’imprenditore Andrea Azzarone, che vive da tempo a Roma ma è cresciuto a Vieste, cui appartiene il lato paterno della famiglia. Nella Capitale l’impresa di Azzarone si distingue per l'organizzazione di eventi di alto livello, sia privati che istituzionali, e gestisce tra le altre cose Il Vittoriano, ristorante e caffetteria ubicato nel Palazzo del Vittoriano. Tra il 2021 e il 2022 fu il sindaco Giuseppe Nobiletti a bloccare il precedente bando di gara, ottenendone la revoca per il faro di Vieste, perché contrario all’ipotesi di un resort. Stavolta ha ottenuto che, nel capitolato, fosse prescritta la fruizione pubblica, un vincolo chiaro che non esiste invece per gli altri due fari italiani oggetto della procedura. Dunque oggi a Palazzo di città sono sereni rispetto sia a questo aspetto che per quanto concerne la valorizzazione degli scavi e dell’area archeologica.
Il faro, situato all’imboccatura del porto, fu edificato nel 1867 su un preesistente impianto che affonda la sua origine in un insediamento rupestre del III secolo a.C., come stabilito dal MIBACT. Dal Comune assicurano che continueranno gli studi archeologici che vanno avanti da alcuni anni, diretti dal 2019 dall’ex rettore dell’Università di Foggia e archeologo Giuliano Volpe. Curati dalle Università di Bari e Foggia, hanno riportato alla luce un importante santuario rupestre dedicato a Venere Sosandra. Le indagini hanno rivelato oltre 200 iscrizioni votive in greco e latino (III sec. a.C. - età romana) lasciate dai marinai, oltre a resti di insediamenti tardo antichi e sepolture. “Avevo ricevuto qualche indiscrezione al riguardo rispetto a questo interessamento”, afferma a l’Attacco Volpe. “Potrebbe apparire un rischio di privatizzazione di una parte dell'isola e dunque di un patrimonio comune, ma non sarà così. Sarà garantita la fruizione pubblica. Ho saputo che questo imprenditore gestisce a Roma alcuni luoghi della cultura come il Palazzo delle Esposizioni, dove si fanno mostre e altre attività culturali oltre a ristorazione e socialità. Mi sembra un elemento rassicurante questa sua consuetudine, oltre al fatto di avere origini viestane e dunque un legame affettivo col proprio territorio. Questa situazione mi fa pensare e sperare che possa trattarsi di una grande opportunità. Per un imprenditore che vuole rendere attrattivo il luogo - andando oltre la bellezza paesaggistica, il mare, la vista di Vieste dall'isola - certamente rappresenta una unicità la valorizzazione di quel santuario marittimo che ha una lunga storia, che parte dall’era antica arrivando fino al Novecento”, continua l’archeologo.
“Noi da tempo abbiamo ideato un progetto multimediale che - tramite proiezioni di immagini, suoni, video mapping e voci narranti - possa rendere comprensibile la lettura delle epigrafi e la storia del santuario, che nacque come luogo pagano dedicato a Venere Sodandra e poi divenne cristiano. L’isola fu poi l'approdo del Doge di Venezia quando venne a liberare Bari dai Saraceni, c’è una bellissima iscrizione che lo ricorda. Ma ci sono anche i resti lasciati dai fanalisti e quindi è anche la storia del faro. Abbiamo tante storie in quel posto che vanno raccontate. Io mi auguro che si possa stabilire da subito un dialogo con l'imprenditore, che sentirò nelle prossime ore, e che si possa fare un progetto insieme. Ho sentito già questa mattina (ieri, ndr) la neo assessora regionale al turismo Graziamaria Starace, con cui abbiamo lavorato molto insieme a Vieste, così come col sindaco Giuseppe Nobiletti, negli scorsi anni. Da lei ho ricevuto ampie rassicurazioni e ora sto per contattare direttamente l'imprenditore. Penso che l'attrattività turistico-culturale legata al santuario di Venere Sosandra potrà rappresentare l'arma vincente per l'imprenditore, ovvero un elemento di valorizzazione importante del contesto culturale viestano. Mi fa piacere ricordare che quando organizzammo negli scorsi anni le visite guidate sull’isolotto centinaia di persone entusiaste parteciparono. Auspico che le indagini archeologiche continuino, abbiamo scavato solo una porzione. Le ricerche devono proseguire. Noi avevamo un problema di attracco, tra la banchina danneggiata e l’insabbiamento. Era complicato lavorare. C'era anche un problema di smaltimento della terra di scavo e poi sull’isola manca l'energia elettrica. Ora c’è qualcuno che risolverà tali criticità, dovendo realizzare un'attività ricettiva. Anche per noi sarà di grande aiuto”, conclude Volpe.
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