“Senza risposte, sono pronto a lasciare”, questa la frase choc del neoeletto Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, rivolto al governo, a proposito della gestione dei fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza. A detta del primo cittadino partenopeo c’è il “rischio concreto” che i soldi del Pnrr “non saranno mai spesi” e al premier Draghi offre una soluzione: “Fondiamo insieme il Pnrr delle città. Napoli può essere un modello. Solo se sperimentiamo sulla prima metropoli del Sud le risorse umane e finanziarie indispensabili a giocare questa grande partita, il Paese vincerà la sfida”, ha affermato Manfredi in un forum con il quotidiano la Repubblica.
“Ora che abbiamo oltre 80 miliardi per il Sud – avverte il Sindaco - c’è il rischio concreto che non saranno mai spesi, per l’impossibilità di tanti Comuni del Mezzogiorno di presentare i progetti del Recovery per mancanza delle strutture tecniche. Napoli è il caso più emblematico e non può essere abbandonata. Mi chiedo: quanto è importante questa città per la politica nazionale?”.
Segnali di preoccupazione arrivano anche dalla Capitanata, dove accanto all’iniziativa assunta dal presidente della Provincia Nicola Gatta, che ha nei mesi scorsi istituito una cabina di regia per la redazione del parco progetti denominato Next Generation Capitanata, si stanno muovendo anche i singoli Comuni o aggregati di amministrazioni che si riconoscono in sub macroaree, come quella dei Cinque Reali Siti, che la scorsa settimana ha illustrato un progetto di sviluppo che, all’occorrenza, potrebbe essere candidato al finanziamento del Recovery Fund.
In realtà è tutto ancora praticamente fermo, la proposta partita dalla Provincia ad esempio non ha ricevuto risposta alcuna da Roma ma intanto il tempo vola, rispetto alle scadenze imminenti fissate dal Piano. Quello che sempre più sta emergendo è che i fondi verranno distribuiti tramite bandi, di rango nazionale (pochi), regionale e comunale e i soggetti proponenti devono farsi trovare con il maggior numero di progetti pronti. Il che sta mettendo in crisi tanti e le paure di perdere il treno del Pnrr crescono.
Una buona notizia giunge però da Palazzo Dogana: è in arrivo un tecnico destinato esclusivamente alle attività legate al Piano, reclutato tramite il concorso indetto direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri per 2800 unità da distribuire nelle regioni del Mezzogiorno.
Si tratta dell’architetto 52enne Giacomo La Ferrara, originario di Anzano di Puglia.
“Non rallentare iter con tutta una serie di passaggi intermedi Soldi direttamente ai Comuni”
I Sindaci chiedono al premier Mario Draghi di diventare i veri protagonisti del Recovery Fund e lo fanno da un palco d’eccezione: la 38esima assemblea dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, iniziata a Parma martedì. Rinasce l’Italia, i Comuni al centro della nuova stagione è il tema del dibattito tra sindaci, amministratori locali e rappresentanti di aziende ed istituzioni, che ruoterà intorno alle sei missioni in cui è articolato il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Molto ampia la presenza istituzionale ai lavori con undici ministri: Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale), Luciana Lamorgese (Interno), Dario Franceschini (Cultura), Massimo Garavaglia (Turismo), Enrico Giovannini (Infrastrutture e Mobilità sostenibili), Mariastella Gelmini (Affari Regionali e Autonomie), Patrizio Bianchi (Istruzione), Elena Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia); Renato Brunetta (Pubblica Amministrazione), Andrea Orlando (Lavoro e Politiche Sociali) e Roberto Speranza (Salute); con loro anche la sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica Vannia Gava. Nella giornata conclusiva, l’11 novembre, interverranno il presidente della Camera Roberto Fico e il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. Non è mancato l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un motivo di più per mettere in chiaro quali sono le criticità del Piano e proporre soluzioni. “Qualche giorno fa riflettevo sulla quasi totale corrispondenza fra le missioni scelte come prioritarie dalla Commissione Europea nel programma Next generation Eu e il lavoro che i Comuni portano avanti ogni giorno. Questo dimostra che forse per la prima volta gli obiettivi europei di ripresa e rinascita dopo la tragedia, che tutti abbiamo vissuto, sono perfettamente aderenti alle politiche territoriali. Possiamo finalmente dire che le nostre città sono l’Europa del futuro”, un passaggio chiave dell’intervento del presidente Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro.
A Parma è presente anche il Sindaco di San Severo Francesco Miglio che già si è espresso su alcuni temi legati al Recovery e che ora, in linea con quanto messo in luce dall’Anci, sono ancora più dirimenti per la riuscita di questa operazione.
“Sono ormai note a tutti le difficoltà di una programmazione che deve essere appaltata entro il 2023 e rendicontata entro il 2026 – ha evidenziato Miglio a l’Attacco -. Il che vuol dire che per appaltare le opere e quindi completare le procedure di aggiudicazione dei lavori abbiamo poco più di due anni. Per poi rendicontare queste opere all'Europa entro il 2026. E’ chiaro che in questo momento, dal punto di vista delle procedure sicuramente siamo in ritardo e in grandissima difficoltà”.
Ecco perché bisogna evitare di perdere tempo “con tutta una serie di passaggi intermedi che non fanno altro che allungare i tempi delle procedure – aggiunge il primo cittadino -. A questo punto proponiamo che i fondi vengano assegnati direttamente alle stazioni appaltanti: i Comuni stessi innanzitutto. Per come stanno le cose ora, si dovrebbe passare per la conferenza Stato-regioni e la conferenza Stato-città, poi i fondi verrebbero trasferiti alle regioni e le regioni devono pubblicare i bandi: una infinità di passaggi. E allora, in via straordinaria si possono saltare del tutto e conferire i soldi direttamente alla stazione appaltante con delle procedure semplificate e alleggerite rispetto a quelle che sono previste nel Codice degli appalti. Se il problema è quello del rischio corruzione, vanno modificate eventualmente le norme del Codice penale, magari prevedendo fattispecie di reato particolari. In questo momento servono procedure semplificate, in deroga al Codice degli appalti che ci consentano di arrivare in breve a mettere a terra i progetti”.
Basti pensare a cosa sta accedendo con i lavori per la Ss16, esemplifica Miglio: per un appalto da 25 milioni di euro sono stati impiegati 7-8 anni. Tempi che con il Pnrr non sarebbero consentiti.
Come se ne esce?
“Si fanno gli avvisi a livello centrale sulla base di quelli che sono gli assi dati nel Pnrr in capo al ministero competente, indirizzati ai Comuni o anche agli enti pubblici che hanno come finalità quella fissata dal bando. Dopodiché vengono candidati i progetti che poi verranno sviluppati successivamente. I fondi intanto andrebbero trasferiti ai Comuni direttamente, sia per la progettazione dei livelli successivi fino al progetto esecutivo, sia per la realizzazione delle opere”.
In altre parole, scrematura centrale dei progetti e gestione locale o come l’ha detta Miglio: “Pensare globale e agire locale”.
È chiaro poi che il problema non è soltanto nelle procedure, semmai dovesse essere accolta la proposta dell’Anci e dovessero arrivare i soldi direttamente ai Comuni, sorgerebbe l’esigenza di avere risorse umane competenti e in grado di seguire la progettazione.
“La proposta è quella di destinare il 4-5% del valore del finanziamento all'assunzione, a tempo determinato e per tutta la durata del progetto fino al collaudo, di figure che servono nell'ambito di quella procedura e di cui i Comuni non dispongono nelle proprie dotazioni organiche. Il geologo, l’avvocato, un tecnico di qual si voglia natura che non è tra i dipendenti del Comune”.
C’è ottimismo in assemblea rispetto all'accoglimento delle proposte dell’Anci.
“L’'intervento della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese è stato di disponibilità e di ascolto – ha sottolineato il Sindaco - anche perché non serve un approfondimento troppo complesso e articolato per capire che in realtà i problemi che noi solleviamo di fatto esistono. Non perdere questa enorme opportunità di cambiare il Paese è nell’interesse di tutti e sarebbe una grande sconfitta se invece non riuscissimo a capitalizzare il Recovery Fund, realizzando la maggior parte dei progetti”, ha in chiusura commentato Miglio.
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