“Non diciamo no all’acqua alla Puglia ma dobbiamo ragionare su dati aggiornati e certificati”

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A rappresentare, su delega del Presidente del Molise, Donato Toma lunedì a Roma, all’incontro presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, promosso dalla senatrice Gisella Naturale per un confronto sulla cessione dell’acqua alla Puglia, c’era Vincenzo Niro, assessore con delega, tra le altre, ai Lavori pubblici, Infrastrutture e Sistema idrico integrato. Proprio su quanto emerso al tavolo, l’assessore ha voluto mettere in chiaro alcuni punti.

Al centro del confronto la possibilità di trasferire il surplus dell’acqua stoccata nell’invaso del Liscione dal Molise alla Puglia, dove la carenza idrica compromette la produttività agricola.

“In quella circostanza – ha detto in premessa Niro, raggiunto telefonicamente da l’Attacco - ho messo in evidenza le criticità di alcune notizie che erano state fornite. E’ bene precisare che la legge nazionale non ci consente di poter negare, nell'ambito dei principi della sussidiarietà e solidarietà tra istituzioni, un bene (che è un bene dell'umanità) pubblico come l’acqua. Ovviamente si ragiona poi sulla scorta della difesa delle esigenze della regione. Il punto che abbiamo messo in evidenza al Mipaaf è che non si può discutere su dati che oggi sono superati”.

A quanto pare infatti il nodo della questione sta nel fatto che la Puglia farebbe affidamento su numeri di svariati anni fa che non avrebbero più corrispondenze con la disponibilità idrica attuale del Molise. Ecco perché Niro ha ribadito davanti al ministro Patuanelli di non avere problemi nella cessione dell’acqua in surplus ma “l'importante è contestualizzare gli studi, che siano certificati da un ente certificatore che per legge è l’autorità di bacino. Una volta che saremo in possesso di questi dati certificati e capiremo se questo surplus d’acqua c’è davvero, allora potremo discutere di una eventuale cessione. Tra l'altro stiamo parlando di un progetto che noi in Regione non abbiamo mai visto. Di fatto non c'è un progetto definitivo nel quale si specifichi chi fa che cosa, dove e così via. Quello che non mi piacerebbe è se qualcuno dicesse che è colpa del Molise che non dà i dati. Questo è completamente un assurdo perché i dati sono stati forniti in un certo momento e ora vanno aggiornati. Ma qualcuno non li può mandare col gusto di far girare le mail, magari modificati a piacimento”, ha detto poi in modo criptico Niro.

“Qualcuno deve assumersi la responsabilità di quello che viene detto – ha aggiunto l’assessore -: ho sentito parlare di milioni di metri cubi d’acqua ma con molta onestà non ho nessun documento che mi supporti. Nella più ampia azione di trasparenza, bisogna dire quali sono i piani che poi andranno definiti anche in consiglio regionale, in un'assemblea legislativa, che a febbraio dello scorso anno peraltro ha discusso e approvato all'unanimità una mozione che ha fissato delle soglie di garanzia, a tutela sia della Regione Molise che della Puglia. Puglia che ora non può essere sorda di fronte ad una convenzione fatta che stabiliva per il Molise la possibilità di prendere 20 milioni di metri cubi d’acqua e non è mai accaduto. Allora, cerchiamo di capirci un po' di più”.

Su quanto affermato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese che nei mesi scorsi fece riferimento a un progetto sull’acqua della diga di Occhito, Niro non si esprime: “Non posso né smentire, né confermare quello che dice il collega Piemontese, sarei poco delicato, non avendo io partecipato a quell’incontro, anche se sul piano politico se ne assume la responsabilità”.

Resta però il fatto che per sostenere quella azione di solidarietà nei confronti della Regione Puglia servono i numeri aggiornati: “Diversamente parliamo del sesso degli angeli”, ha tagliato corto l’assessore molisano. E quei dati si aspetteranno per decidere le prossime mosse, da qui la sospensione del tavolo di confronto.

“Tutto il resto è pura dialettica di strategia comunicativa politica o altro, noi dobbiamo ragionare su dati concreti e certificati. La volontà è quella di essere solidali ma allo stesso tempo non possono farci ingoiare delle cose che non stanno né in cielo, né in terra”.

Insomma, si allungano ulteriormente i tempi per dirimere una volta per tutte la questione acqua. “Sono alla quinta legislatura e questa vicenda l’ho trovata in discussione nel 2001, quando sono andato per la prima volta in consiglio regionale. Perché sia arrivata a questo punto? Purtroppo la burocrazia ammazza qualsiasi azione e qualsiasi opera che si voglia realizzare, questo è il vero problema dell’Italia”, ha concluso Niro.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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