Inverno demografico, il Demet di Unifg mostra ai giovani chi ha resistito e rischiato: “Provate a restare qui”

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“Contro l'inverno demografico. Non fuggire da Foggia, prova a restare”. E’ l’invito rivolto dall’Università di Foggia e in particolare dal dipartimento Demet (Economia, Management e Territorio), probabilmente quello più attivo nella terza missione, nell’organizzare per venerdì pomeriggio un’iniziativa che si preannuncia di grande interesse. Si tratta di un incontro con gli imprenditori dell'agroalimentare in cui saranno raccontate esperienze, sfide e opportunità per chi sceglie di restare e investire nel territorio di Capitanata. L’appuntamento è per le ore 16.30 presso la sede del Demet in via Da Zara. Dopo i saluti della direttrice del dipartimento Barbara Cafarelli ci sarà una introduzione a cura del professor Leonardo Di Carlo, prima della testimonianza affidata al foggiano Michele Solimando, brewmaster & co-founder di Rebeers, e dell’intervento conclusivo della professoressa Francesca Cangelli. “Un’occasione per riflettere insieme su come contrastare l’esodo giovanile e costruire un futuro solido e sostenibile per Foggia”, dicono gli organizzatori. Il declino demografico cui si è già di fronte in Italia pone prospettive drammatiche per i prossimi anni secondo i principali istituti di ricerca nazionali e internazionali. Gli attuali 60 milioni circa di italiani potrebbero ridursi nel 2080 ad appena 46 milioni, mentre nel Mezzogiorno il crollo rischia di essere da 20 milioni a soli 12 milioni di abitanti, ovvero un calo del -40%.

Un fenomeno figlio della gravissima denatalità, cui pone un freno solo l’immigrazione straniera. Il tema dell’inverno demografico, nella sua scottante attualità, è da alcuni anni al centro degli approfondimenti de l’Attacco, che lo porrà sempre più al centro dei propri dibattiti pubblici.

Le stime relative alla Capitanata sono pessime: si prevede un quoziente della natalità nel 2030 pari al 5,5%, meno della metà del quoziente di mortalità (12,6%); nel 2040 la natalità potrebbe scendere al 3,6%, a fronte della mortalità al 14,3%; nel 2050 lo scenario davvero nerissimo vede il quoziente di natalità all’1,7% contro il 16,1% della mortalità. Si stima che si innalzerà l’indice di vecchiaia – che rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione ed è il rapporto percentuale tra il numero degli ultra 65enni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni - passando dal 200,2 del 2030 al 282,2 del 2050.

La stima della popolazione residente di 18-21 anni in Capitanata è per il 2030 pari a 23.843 abitanti, per il 2040 pari a 19.179 abitanti e per il 2050 pari a 14.516 abitanti. L’Università di Foggia riesce, però, a contrastare e frenare tale “emorragia” di capitale umano, come testimoniano i dati positive delle iscrizioni, che dal 2019 ad oggi sono sempre aumentate, arrivando nell’anno accademico 2022-2023 a quota 13.112 iscritti.

Merito non solo delle buone politiche attuate e della crescente offerta formativa ma anche della bassa contribuzione media (437 euro), che equivale al -51% di quella nazionale. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali di Unifg, secondo Almalaurea 2022, è 54,1% a distanza di un anno, 79,3% a tre anni e 81% a cinque anni. L’Ateneo trattiene, attira e produce anche PIL. Interessantissimi i numeri relativi alla stima degli effetti di breve periodo sull’economia locale degli studenti trattenuti e di quelli attratti. Con Unifg si parla di 1.642.994.680 euro nel periodo 2019-2023, senza l’Ateneo il territorio avrebbe perso nello stesso periodo 589.839.438 euro.

“Questa iniziativa nasce nell'ambito della terza missione, che rappresenta il terzo pilastro dell'attività universitaria dopo ricerca e didattica”, afferma a l’Attacco il professor Di Carlo, docente di Filosofia del diritto. “Il Demet è un dipartimento che ha nella propria vocazione e nome l'attenzione al territorio. L'agroalimentare è la quintessenza del nostro tessuto economico. Non posso che dare atto alla professoressa Cafarelli di aver investito su questo tema scottante. Il nostro intento è mostrare i giovani chi è riuscito ad ottenere degli ottimi risultati, senza piangersi addosso, e ha costruito rischiando. L'imprenditore che interverrà, dopo la laurea in Agraria, decise di rischiare buttandosi in una produzione innovativa e oggi, nonostante le tante difficoltà incontrate, è riuscito ad ottenere risultati rilevantissimi. E’ l’esempio di uno che ha resistito e rischiato. Foggia ha molti problemi ma la narrazione negativa può far male al territorio e ai suoi giovani”, continua il docente Unifg.

“L’incontro sarà rivolto ai giovani perché vogliamo che, una volta usciti da Unifg, coltivino sempre la certezza di poter tornare in questa terra. La grande sfida sta nell’indicar loro che ci sono concrete possibilità di azione anche qui. Non nascondiamo che ci sono problemi oggettivi in Capitanata ma spesso questo territorio è mal raccontato. Ci troviamo di fronte ad una emigrazione intellettuale, quella col pezzo di carta, che secondo noi può essere contrastata educando i giovani alla mentalità imprenditoriale, contro la mancanza di creatività, ancor più della rassegnazione e di una certa crisi etica”.

Ma quanto è diffusa oggi la consapevolezza, a Foggia, dell'importanza e dell'attualità del tema del declino demografico? “Credo che sia ancora molto bassa, questo perché tale fenomeno è ormai considerato scontato ed inarrestabile. Da Foggia si emigra più che da altre zone della Puglia e del Sud Italia, è un trend che non si va indebolendo. Le città si svuotano sempre più. Io vivo a San Severo, dove c'è un'abbondanza di case vuote perché le persone vanno via. Siamo passati dai 58mila abitanti ai circa 48mila attuali, una perdita di circa il 20%, e il mercato immobiliare è crollato. Credo che di queste cose si parli ancora troppo poco”, conclude Di Carlo.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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