Casillo investe a Mattinata, Colombini vende hotel 4 stelle La locanda del carrubo e La casa e il mare

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Ci sono importanti movimenti in atto a Mattinata, perla del Gargano orientale con Vieste, nel settore turistico-ricettivo. In quello che l’Attacco definì un decennio fa il paese del tentativo di dar vita al “distretto del lusso” con diverse strutture di elevata qualità per un target più altospendente, c’è chi intende vendere e chi invece investe in un settore diverso dal comparto che l’ha reso un colosso. La suggestione del distretto del lusso nacque grazie alla presenza di numerose strutture a 4 e 5 stelle: dai due storici hotel con vista sui faraglioni (il Baia delle Zagare e il Baia dei Faraglioni) all’hotel Il Porto dell’ex presidente di Confindustria Foggia Eliseo Zanasi sulla collina, dalle due realtà della famiglia Colombini-Armillotta (La locanda del carrubo, nell’entroterra, e La casa e il mare, in località porto-Agnuli) al Villa Scapone a strapiombo sul mare. Poi, negli anni successivi, si è assistito alla chiusura del Villa Scapone, vittima dell’abusivismo edilizio, e all’incapacità del territorio garganico, nel suo complesso, di sfondare nel mercato del luxury al pari di quanto invece è avvenuto altrove in Puglia, a cominciare dall’ormai internazionale Valle d’Itria capace di attirare summit mondiali e star celebri. Un successo planetario, quello della zona di Fasano e Savelletri (con Borgo Egnazia in primis come struttura di richiamo), che di certo non si basa su bellezze naturalistiche e paesaggistiche superiori a quelle della “farfalla bianca del Gargano” e della Montagna del sole più in generale. Ebbene, è in questo contesto che da Mattinata trapela l’indiscrezione secondo la quale i coniugi Mitzer Colombini e Filomena Armillotta hanno intenzione di vendere entrambe le proprie eleganti strutture a quattro stelle, ovvero La locanda del carrubo e La casa e il mare, da cui pensano di poter monetizzare addirittura 12 milioni di euro. Ambedue gli hotel-ristoranti ospitano numerosissimi ricevimenti e sono apprezzati da una clientela molto vasta. Chi, al contrario, sta investendo nella località garganica è il Gruppo Casillo di Corato, gigante da oltre 2,2 miliardi di euro di fatturato nel 2023. Lo scorso anno l’Attacco rivelò come ci fosse proprio Pasquale Casillo – presidente ed amministratore delegato della food company leader mondiale nella lavorazione e nella distribuzione del grano duro e uno dei maggiori protagonisti nel mercato del grano tenero – dietro l’aggiudicazione all’asta dell’ex hotel quattro stelle Villa Scapone, albergo situato in uno dei luoghi più meravigliosi dell’intero Gargano, con vista sulla spiaggia di Mattinatella. Lo stesso Pasquale Casillo adesso starebbe per rilevare anche un altro ex hotel storico di Mattinata, l’Alba del Gargano della famiglia Piemontese, un tre stelle situato lungo corso Matino, la via principale del paese. 

Il Gruppo Casillo, che anni fa già rilevò la struttura di Borgo Libertà a Cerignola e scommise nel fallimentare brevetto del Gluten World di Unifg (con l’impresa spin-off New Gluten World che è stata liquidata dopo l’insuccesso), stanno con tutta evidenza diversificando i propri investimenti negli ultimi anni. 

Nel 2023 Pasquale Casillo, già presidente dell’ex Banca Popolare e della Fiera del Levante, puntò su operazioni immobiliari a Bari e a Milano, passando dal grano al mattone. Mentre a marzo scorso l’imprenditore presentò un intervento di riqualificazione urbana di oltre 47mila mq lungo la Via Flaminia, a nord della Capitale: si tratta del Vecchio Mulino di Roma, progetto svelato a Cannes in occasione del Mipim, salone dedicato all’immobiliare e all’urbanistica. Sono previsti molteplici interventi: la realizzazione di circa 350 appartamenti e 400 box auto, servizi commerciali e infrastrutturali per i futuri residenti, ampie aree verdi. 

In attesa di capire se effettivamente, come dicono i beninformati, Casillo farà proprio anche l’Alba del Gargano, lasciando a bocca asciutta gli altri operatori interessati alla futura asta per l’immobile, tra i cittadini Mattinata alberga la speranza che l’ex hotel possa rinascere e tornare in funzione. 

C’è invece il timore che il Villa Scapone, dove la maggior parte dell’edificato è da demolire perchè abusivo, tornerà ad essere una privata abitazione, come era all’origine, quando l’immobile fu costruito negli anni Settanta.  

A gennaio 2024 l’Attacco rivelò che nel giro di pochi mesi sarebbe partita l’asta per tentare di alienare la struttura (con oltre 6mila mc abusivi) e il diritto di livello. A giugno scorso si svolse la vendita senza incanto con gara sincrona mista dei beni immobili in un unico lotto: la proprietà del complesso immobiliare in località Scappone (o Scapone), cui si accede dalla strada provinciale 53 Mattinata-Vieste, composto da un fabbricato centrale interamente adibito ad attività ricettiva e di somministrazione alimenti e bevande di quattro piani fuori terra e uno seminterrato, con ampliamenti e sopraelevazioni abusive e non sanabili, con annesse strutture e area di pertinenza, un fabbricato a livello superiore rispetto al corpo centrale (ex casa del custode) adibito ad attività ricettiva, con ampliamenti e sopraelevazioni abusive e non sanabili; immobili costituenti pertinenze dei fabbricati, viabilità interna e parcheggi, terreni in gran parte coperti da macchia mediterranea posti a livello inferiore rispetto al fabbricato centrale, ad est del fosso Scapone e confinante con demanio forestale e demanio marittimo; il diritto di livello dei terreni in gran parte coperti da macchia mediterranea posti a livello superiore rispetto al fabbricato centrale e confinante con la strada provinciale. Il prezzo base era di soli 260.314,65 euro, l’offerta minima era fissata in 195.235,99 euro. 

Ma già dal 2014 era in corso una procedura di espropriazione immobiliare, presso il Tribunale di Foggia, nell’ambito della quale nel 2022 l’avvocato foggiano Carmi, delegato del giudice dell’esecuzione, avvisò che il 2 dicembre 2022 si sarebbe proceduto alla vendita senza incanto con gara sincrona mista dei beni immobili di Villa Scapone. Il valore dell’intero fondo rustico era di 418.195,29 euro, che era il prezzo base dell’asta; l’offerta minima ammontava a 313.646,47 euro. La vendita fu poi sospesa. 

Villa Scapone sorge nel cuore della Riserva naturale biogenetica di Monte Barone, in cui sono immerse anche le strutture ricettive e private di Baia dei Faraglioni. La consistenza aggiornata del complesso delle opere abusive è di 6.018 m³ per volume corpi, di 1.138 m³ per superfici tettoie e 1.612 m³ per superfici terrazzi. Il complesso delle opere abusive non è sanabile, quindi va ripristinato lo stato dei luoghi con la loro demolizione, il trasporto e lo smaltimento dei materiali di risulta, il riattamento delle opere autorizzate e delle aree liberate. Insomma, la spesa complessiva a carico dell’aggiudicatario fu stimata in 1.250.000 euro, cui aggiungere 140.000 euro di sanzioni amministrative e altre spese. 

Le operazioni di Casillo a Mattinata fanno seguito agli arrivi degli scorsi anni: dal 2021 il gruppo Accor, uno dei principali player turistici mondiali, attraverso una sua controllata in franchising, gestisce l’hotel Baia delle Zagare, mentre l’Immobiliare Di Carlo (gestione ApuliaHotel) ha rilevato interamente la proprietà di Baia dei Faraglioni Resort e dell'Hotel Baia dei Mergoli; nel 2023, invece, Giuseppe Bruno, che ad Avellino è stato presidente di Confindustria e di Camera di commercio, patron del Gruppo Bruno Generators di Grottaminarda, acquisì dagli eredi Pignataro l’impresa agricola Asprito, con lo storico frantoio, e il casale settecentesco che ospitava il ristorante-pizzeria Papone. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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