Da Ladisa ad Albanese, col supporto di Azzarone: chi c’è nella cordata che vuole salvare Lumiwings

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Mentre sul fronte del traffico aeroportuale legato allo scalo foggiano Gino Lisa si attende di capire come l’Oktoberfest trainerà i voli di Lumiwings a ottobre, prima che il collegamento stagionale con l’hub internazionale tedesco di Monaco di Baviera venga soppresso a fine mese, pare in via di accelerazione la delicata operazione di tentata acquisizione della compagnia aerea da parte di una cordata di sette imprenditori pugliesi, tra cui due foggiani. L’Attacco aveva rivelato in anteprima settimane fa cosa si stia da mesi cercando di fare, con la benedizione della Regione Puglia, di AdP spa e del presidente di Camera di commercio Foggia Pino Di Carlo: assicurare la continuità del Gino Lisa rilevando la malconcia e traballante Lumiwings, che oltre ad avere oggi un solo aereo presenta una situazione economico-finanziaria che non dà affatto la garanzia di un’operatività a medio e lungo termine. A spingere parecchio perché questa manovra vada in porto sarebbe in primis, stando ai beninformati, direttamente il vicepresidente della Regione e assessore alla sanità Raffaele Piemontese, non a caso. Se Lumiwings dovesse fermarsi in piena campagna elettorale sarebbe una iattura di enormi proporzioni sul dominus dem di Capitanata e sull’intero centrosinistra, che nel 2022 – al seguito di Michele Emiliano, Piemontese e dei vertici AdP - annunciò trionfante nel Gino Lisa l’arrivo della compagnia e la ripartenza dei voli da e per Foggia. Un pressing che fa intuire come a Bari non siano affatto certi che le attività svolte dall’attuale compagine societaria greca possano durare ancora a lungo. Da qui la discesa in campo di alcuni big dell’imprenditoria pugliese, a cominciare dall’avvocato e patron delle rinnovabili Giacomo Mescia, molto amico di Piemontese. L’altro foggiano è Antonio Salandra, altro volto noto delle rinnovabili con le imprese del Gruppo Fortore Energia.

Erano circolati anche rumors sul coratino Pasquale Casillo, patron del Gruppo Casillo, gigante da oltre 2,2 miliardi di euro di fatturato nel 2023. E’ il presidente ed amministratore delegato della food company leader mondiale nella lavorazione e nella distribuzione del grano duro e uno dei maggiori protagonisti nel mercato del grano tenero. 

Di sicuro stanno discutendo, con Mescia&Co., della fattibilità di tale acquisizione dell’intero capitale sociale di Lumiwings i fratelli Vito e Sebastiano Ladisa, titolari dell’omonima impresa della ristorazione, che produce oltre 35 milioni di pasti e dà lavoro a circa 5.400 persone, ma anche editori dell’Edicola del Sud, con Vito fresco neo patron del Taranto Calcio. 

E’ della partita pure l’editore massafrese della Gazzetta del Mezzogiorno Antonio Albanese, big del comparto rifiuti con la sua Cisa spa. Il tarantino Albanese è colui che, come rivelato su queste colonne lo scorso anno, sta dietro il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato a Manfredonia il mega appalto da 121 milioni di euro per rimettere a nuovo il degradato Bacino alti fondali (lavori da poco iniziati). 

La personalità meno nota al grande pubblico è Daniele Azzarone, presidente e AD della romana Consulta spa, fondata nel 2002, che si occupa di attività aeroportuali, sia cargo che passeggeri, nel Lazio, in Toscana e in Lombardia. Al momento non è noto che tipo di apporto (consulenziale?) stia fornendo alla cordata pugliese. La sua spa è una importante società di handling aeroportuale, con oltre 20 anni di operatività sugli aeroporti di Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Firenze Peretola e Pisa S. Giusto. Consulta spa è una delle imprese italiane di proprietà del gruppo Aviapartner, società belga che fornisce servizi di handling in 32 aeroporti di 6 Stati europei. 

Il riserbo è massimo perché non è per nulla facile che l’obiettivo venga centrato, non tanto per una questione di sostenibilità economica (giacchè rilevare Lumiwings costerebbe poco e la cordata è più che attrezzata sul piano economico) quanto per la complessità della gestione di una compagnia aerea. Si sta approfondendo la situazione societaria non senza problemi, del resto come spiegato su queste colonne l’ultimo bilancio pubblicato (approvato con riserva dai revisori dei conti) è quello approvato a novembre 2024 riguardante l’esercizio 2023, mentre non c’è ancora traccia del bilancio 2024. 

La continuità è indispensabile perché, se davvero Lumiwings dovesse mostrare seri problemi ad andare avanti e a onorare i propri pagamenti, in assenza di una nuova compagine societaria l’aeroporto si fermerebbe di nuovo dopo tre anni di attività. E sarebbe un colpo pesantissimo per l’amministrazione regionale e per la Capitanata.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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