Frantoiani in fibrillazione per sentenza Consiglio di Stato che ha dato priorità all’utilizzo alimentare della sansa

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Nel periodo più caldo dell’anno per il settore olivicolo e quindi anche per i frantoiani, quest’ultima categoria è in piena fibrillazione a seguito di una recente sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione Italiana Industria Olearia, ha modificato il quadro di riferimento sulla gestione e valorizzazione della sansa di oliva, sottoprodotto del ciclo produttivo dell’olio extravergine. In buona sostanza, è stato dichiarato illegittimo il ricorso indiscriminato agli incentivi per usi energetici della sansa vergine, sulla quale va invece applicato il principio dell’impiego a cascata: prima l'utilizzo alimentare, dopo quello a fini energetici. Qualche giorno fa ci sarebbe dovuto essere un tavolo di confronto ad Andria, ma è saltato solo nel momento in cui è stata registrata l’inattesa assenza del presidente del Gruppo Olio di Sansa di Assitol, Giuseppe Masturzo. I frantoiani hanno fatto sapere di essere rimasti molto delusi dalla situazione, ritenendo che quella fosse un’occasione risolutiva per affrontare la questione in modo condiviso. “Una mancanza di sensibilità e di rispetto verso chi rappresenta la maggiore forza produttiva del prodotto interessato”, hanno commentato i presenti. La categoria resta comunque sulle sue posizioni: “La sansa non è un rifiuto, bensì una risorsa economica e tecnologica che, se gestita con criteri di trasparenza e correttezza, può garantire valore alla filiera, sostenibilità ambientale e competitività. La sottrazione dalla disponibilità dei frantoi rappresenta un colpo mortale per molte imprese del settore, in particolare medio-piccole, che costituiscono l’ossatura economica e sociale dei territori olivicoli del Mezzogiorno. La nostra Associazione, che poggia sull’obiettivo di un olio di qualità, in collaborazione con la Vueffe Consulting ha elaborato un vademecum operativo per avviare un percorso di confronto e definire regole condivise sulla gestione della sansa come sottoprodotto, nel rispetto dell’economia circolare e delle normative ambientali. A questo punto non escludiamo azioni di protesta concrete, qualora non giungano segnali di apertura dalle istituzioni e dai rappresentanti della filiera industriale”.

Tra le ipotesi che circolano tra gli operatori, ci sono quelle del trasferimento dei costi di trasporto e smaltimento della sansa sul prezzo di acquisto delle olive, la scelta di lavorare esclusivamente per conto terzi e addirittura la eventuale serrata dei frantoi. “La decisione dei giudici rischia di avere ripercussioni economiche gravi sulla redditività dei frantoi, soprattutto in un momento in cui il comparto soffre per l’aumento dei costi di produzione, l’instabilità dei mercati e la scarsità della materia prima dovuta ai cambiamenti climatici. Attendiamo risposte chiare e immediate dalla politica e dalle istituzioni – ha riferito il presidente della Fioq che racchiude 35 imprenditori rappresentanti la metà dell’olio pugliese, Riccardo Guglielmi affinché si ristabilisca un equilibrio tra le diverse componenti della filiera e si garantisca la sopravvivenza economica dei frantoi italiani, pilastro del vero Made in Italy agroalimentare. Abbiamo diritto alla valorizzazione della sansa, e quindi chiediamo a questo punto un tavolo tecnico nazionale al ministero per ridefinire un quadro normativo e contrattuale equo tra frantoi e sansifici, il riconoscimento del valore economico della sansa nella filiera dell’olio di oliva, strumenti di tutela del reddito per i frantoi, anche attraverso misure di sostegno per la gestione e il conferimento della sansa, l’adozione di un modello trasparente e condiviso per la gestione della sansa come sottoprodotto, nel rispetto della normativa ambientale e del principio di economia circolare. Non è accettabile che si decida sulla testa di chi ogni giorno lavora nei territori, investendo, innovando e garantendo qualità. La sansa è nostra: è il frutto del lavoro di trasformazione e non può essere oggetto di appropriazione industriale senza il giusto riconoscimento economico. Siamo pronti a collaborare con Assitol per creare le basi per una vera e propria filiera integrata che condivide una visione, dei processi ed un percorso di valorizzazione della sansa. Come FIOQ crediamo nel valore della filiera e del network, ispirati da un atteggiamento di trasparenza e tracciabilità certificata. Riteniamo che da ogni crisi, si inneschi un cambiamento che porti migliorie per tutti gli attori e i portatori di interesse coinvolti. L’importante è avere un atteggiamento rispettoso di tutte le posizioni improntato alla voglia di creare una sinergia virtuosa”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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